Don Chischiotte istruisce il Politico

 
In questo breve passo del classico di Cervantes (di cui consigliamo questo commento illuminante), Don Chisciotte fornisce a Sancio, nominato per burla “governatore dell’isola di Baratteria” dei consigli su come governare bene. 
Il personaggio di Don Chisciotte, il quale sotto la sua goffaggine rappresenta anche il “sognatore” fuori dagli schemi che crede in un mondo dove sia d’obbligo coltivare la virtù (in particolar modo per chi deve essere guida, nonché garantire giustizia), è ritenuto da tutti un folle e viene deriso: accade lo stesso oggi dove chi ancora vuole seguire i veri esempi per migliorarsi (donando sé stesso per qualcosa di più alto) viene preso per matto da chi, arido e incapace di “andare oltre” altro non vede se non la dimensione orizzontale di una vita puramente materiale.
 
“Sii padre delle virtù e padrigno dei vizi. Non esser sempre rigoroso né sempre mite, ma scegli la via di mezzo tra questi due estremi, poiché in questo è il punto della saggezza. Visita le carceri, le macellerie, i mercati, ché la presenza del governatore in siffatti luoghi è di molta importanza: ciò conforta i prigionieri, che sperano di essere in breve liberati, è l’orco per i macellai che, allora se non altro, debbono pensare giusto, ed è, per la medesima ragione, spauracchio per le mercatine. Non ti far vedere, anche se lo sei (il che io non credo), cupido, donnaiolo né ingordo, perché come il popolo e quelli che trattano con te abbiano conosciuto la tua speciale debolezza, ti tireranno da questo lato i loro colpi fino a gettarti giù nella profonda rovina. Pensa e ripensa, passati e ripassati attentamente i consigli ed ammaestramenti che ti detti per iscritto prima che di qui partissi per il tuo governo e vedrai come ci troverai, se li segui, una risorsa per alleviarti le fatiche e gli ostacoli che ad ogni passo si presentano ai governatori. Scrivi ai tuoi signori e mostrati loro riconoscente, ché l’ingratitudine è figlia della superbia ed è uno dei maggiori peccati che si conoscano, mentre chi è grato a colui da cui ha avuto del bene, dà prova che sarà grato anche a Dio che gli ha concesso e continuamente gli concede tanti favori.”