“INGANNO BANNON” – recensione da “Il Borghese”

Inganno Bannon”: un grande colpo editoriale (da Destra) per smascherare il
“sovranismo” – di Vincenzo Leone

E’ uscito in questi giorni, per Cinabro Edizioni, un agile pamphlet collettaneo intitolato
Inganno Bannon (Collana Politikòn, pp. 136, prezzo euro 12,00), che rappresenta al
momento un piccolo caso editoriale, costituendo, di fatto, il primo tentativo di inquadrare da Destra, in chiave fortemente critica ed originale, la figura di Steve Bannon. Sul banco degli imputati sta l’eccentrico e misterioso esponente della cosiddetta alt-right americana, già chief strategist e consigliere dell’amministrazione Trump fino all’agosto 2017, co-fondatore insieme a Mischaël Modrikamen di The Movement, l’organizzazione sovranazionale che dovrebbe costituire l’asse portante di una sorta di “Internazionale Sovranista”, in grado di coordinare tutti i principali partiti e movimenti cosiddetti “populisti” e sovranisti europei, e non soltanto.

Steve Bannon è davvero il paladino del sovranismo europeo ed il “padre nobile” della Destra degli anni duemila? Ci troviamo realmente di fronte ad un anti-Soros o soltanto dinanzi all’artefice dell’ennesimo, subdolo progetto egemonico a stelle e strisce, in chiave
conservatrice anziché liberal, per manipolare le sorti del Vecchio Continente?

Questo sorprendente volume, che si avvale dei contributi di personalità non certamente allineate alle vulgate comuni del giornalismo e dell’intellettualismo largamente dominanti, quali Maurizio Blondet, Andrea Marcigliano, Gianluca Marletta e Claudio Mutti, nonché delle analisi svolte dalla Redazione del progetto editoriale on-line RigenerAzione Evola e dal sodalizio di Raido, si propone di rispondere a questi interrogativi.

L’obiettivo dichiarato è smascherare il malcelato, machiavellico inganno ordito da Bannon e
dai suoi uomini per attrarre le forze “sovraniste” europee, in particolare italiane, condizionandole in chiave anti-eurasiatica, anti-islamica e filo-atlantista.

Ne esce un coraggioso volume di battaglia e di denuncia, o per meglio dire di una sorta di
‘manifesto’, che mostra di voler anticipare gli eventi o, se si vuole, di saper leggere in profondità alcuni segnali che, nel giro di poco tempo, potranno creare effetti enormi e potenzialmente devastanti.

Le pagine di Inganno Bannon sembrano lanciare un vero e proprio grido di allarme al lettore, mettendo in luce l’ennesimo, imperdonabile errore di valutazione delle destre identitarie europee, che, alla ricerca di nuovi uomini, nuovi progetti, nuovi linguaggi, finiscono in modo piuttosto banale, per l’ennesima volta, fra le braccia dell’”amerikano” di turno. Oggi, dinnanzi all’alternativa tra guardare ad un fronte orientale eurasiatico ben diverso da quello di settant’anni fa, dove fiammeggia probabilmente l’ultimo focolaio di speranza per il vecchio Continente, e piegarsi per l’ennesima volta alle volontà dettate da Washington, i movimenti “sovranisti” italiani sembrano voler imboccare la via sbagliata.

Nel volume, dopo l’ampio approfondimento introduttivo a cura della Redazione di RigenerAzione Evola, che affronta l’affaire Bannon a trecentosessanta gradi (“La grande trappola: l’abbraccio mortifero di Bannon all’Europa”), segue l’analisi di Raido, incentrata sulla parabola discendente delle destre identitarie dalla Nouvelle Droit a Bannon (“Le origini dell’inquinamento ideologico della Destra radicale: dalla Nuova Destra a Steve Bannon”).

A ruota, il lettore troverà poi i contributi dei vari autori che hanno collaborato all’opera, e precisamente: Andrea Marcigliano, che affronta il lato più strettamente ideologico e contenutistico dell’operazione condotta dall’ex consigliere di Trump (“Bannon in controluce. Una lettura della nuova ideologia del guru di Trump”); Claudio Mutti, che analizza il fenomeno del “sovranismo” e del perpetuo inganno degli “eterni liberators” a stelle e strisce (“Sovranisti a sovranità limitata”); Maurizio Blondet, che illustra i componenti della variegata “galassia” che ruota torno a Bannon (“Bannon e i suoi amici che cavalcano i populisti”) e, infine, Gianluca Marletta, che si sofferma sul perverso feeling instauratosi tra bannonismo e cattolicesimo antimodernista (“Chiesa: l’ultimo assalto neocons. Come Steve Bannon e i suoi sodali seducono (ciò che rimane) del Cattolicesimo identitario”).

Come scrive ancora l’Editore, ci troviamo dinanzi ad un “libro per tutti e per nessuno”,
riprendendo il noto motto nietzschiano. “‘Per tutti’ in quanto gli effetti del Bannon-pensiero,
nato per diretta volontà di Washington, avranno effetto su chiunque, vicino o lontano alla
politica, consapevole osservatore o ignaro cittadino che sia. ‘Per nessuno’ in quanto solo a
chi aderisce ad una certa visione del mondo, e quindi ad una ristretta minoranza culturale,
sarà possibile comprendere fino in fondo senso e portata di questa denuncia e del pericolo
che soprattutto certi ambienti culturali e politici corrono al sopravanzare di tale fenomeno”.
Ma vale la pena che ‘tutti’ provino a leggere questo libro e, soprattutto, a capire.