VIDEO | Dentro l’accademia di Trisulti di Steve Bannon

 
Domenica scorsa le elezioni europee hanno certificato la vittoria, quantomeno in Italia e Francia, dei cd. “sovranisti”. Pochi giorni prima del voto, un giornalista inglese ha fatto visita in quella che aspira a diventare la centrale dei movimenti sovranisti e populisti in Europa: la scuola di formazione che Steve Bannon ha instaurato (pagando, apparentemente, fino a 100 mila € di affitto all’anno!) nel vecchio monastero di Trisulti (Fr).

Il giornalista britannico, accorso per criticare da sinistra le trame bannoniane, è stato ricevuto da un connazionale: Benjamin Harnwell, compare di Steve. Passano pochi secondi, ed ecco che Harnwell si lancia in un confronto tra due dipinti della Certosa, raffiguranti l’uno persecuzioni di ebrei, l’altro di cristiani, per affermare la battaglia-chiave di “The Movement”: la difesa delle presunte “radici giudeo(?)-cristiane dell’Occidente”.
 
Come più volte su questo sito abbiamo denunciato, e come spiegato magistralmente in “Inganno Bannon”, quello di “The Movement” è solo l’ultima fregatura che qualcuno viene a vendere da oltreoceano ad una destra sempre più spaesata e priva di stelle polari. Vale a dire, l’ennesima riproposizione, in salsa sovranista, della teoria tanto cara ai neo-con di un Occidente giudaico-cristiano (mai esistito se non nelle loro fantasie) impegnato in uno “scontro di civiltà” con il mondo islamico, per affermare i “valori occidentali” (quali? ma quelli della democrazia, ovviamente!). In politica economica, questa idea non si oppone al capitalismo, ma pretende di poterne correggere le storture finanziarie con interventi indolori per il sistema nel complesso. Poveri illusi! In politica estera, invece, Bannon & compari adorano Israele e individuano nell’Iran il male assoluto. Basterebbe questo…
 
In chiusura, il giornalista fa un giro a Collepardo, il borgo della ciociara dove sorge il monastero, per intervistare gli abitanti. Le parole semplici e dirette di una signora racchiudono tutto quello che abbiamo detto finora: “Se ne devono annà all’America, la Certosa è nostra!”
 
L’Europa è nostra, e non sarà un americano ad insegnarci a lottare per farla tornare grande.
Yankee go home!