Macerata, cortocircuito ‘antirazzista’

Quanto fece Traini a Macerata non è certamente condivisibile, ma questa notizia mette a tacere tutta la schiera di buonisti-immigrazionisti-antifascisti che blaterarono e si dimenticarono di Pamela Mastropietro: a Macerata, un ragazzo nigeriano ferito da Traini è stato ora arrestato e condannato all’espulsione dall’Italia per spaccio.

(tratto da www.repubblica.it) – Macerata, condannato uno degli uomini feriti da Traini
Quattro anni e sei mesi a Gideon Azeke per spaccio di droga. Era stato arrestato a settembre.
Quattro anni e sei mesi di reclusione ed espulsione dall’Italia dopo aver scontato la pena. Questa la condanna inflitta per spaccio di droga dal tribunale di Macerata al nigeriano Gideon Azeke: l’uomo era stato ferito nel raid razzista di Luca Traini a Macerata del febbraio 2018. Azeke era stato colpito alla gamba destra dall’estremista di destra, condannato a 12 anni per il suo gesto, che con il raid in città voleva vendicare l’omicidio di Pamela Mastropietro. Per la morte della ragazza la pm Stefania Ciccioli ha chiesto la condanna all’ergastolo di un altro nigeriano, Innocent Oseghale.
Azeke, 27 anni, era stato fermato a settembre. Il questore di Macerata, Antonio Pignataro, facendo riferimento al raid di Traini, aveva commentato il suo arresto che “nessuno può sostituirsi allo Stato, nessuno può farsi giustizia da solo”. “In un Paese democratico come l’Italia è solo nella legge che troviamo la nostra vera libertà e la nostra vera sicurezza e come poliziotti”, continuava Pignataro, “non possiamo assolutamente procedere a un arresto, a un fermo, a una perquisizione, se non si ravvisano i presupposti che la legge richiede per poter procedere”.