Gli “eroi” del selfie

a cura della Comunità Militante Furor

I giovani di oggi vivono senza alcuna dimensione ideale ma, d’altra parte, passano la giornata organizzando in maniera dettagliata i propri profili social.
Mai pronti all’avventura, ripudiano ogni contatto con la natura e la Fede e conducono una vita piatta, però sempre più pronti a rischiare la vita per scattare un selfie con un treno alle loro spalle o correndo con la macchina o in bilico su uno strapiombo.
Nel centenario della creazione dei Fasci di Combattimento, non possiamo non mettere a confronto due generazioni inevitabilmente differenti. E fare questa considerazione: è la morte che avrai che racconta come hai vissuto.
Dunque, da una parte i giovani eroi di cento anni fa, morti ridendo in faccia al nemico, gettando il cuore oltre l’ostacolo e la vita come un bacio, per la Patria.
Dall’altra, questi giovani contemporanei, pacifisti e democratici, disposti a “rischiare la vita” per un’effimera apparenza, un brivido titanico, un gusto tutto individualista e piuttosto squallido. 
Possiamo allora dire: così morirono, così vissero.

(da www.repubblica.it) – Selfie killer, 259 vittime nel mondo in sei anni
Il rapporto Eurispes riprende uno studio indiano. La percentuale più alta fra i 20 e i 29 anni
ROMA. Non li chiamano più selfie, ma killfie per la loro pericolosità che ormai conta centinaia di vittime. Come dice il Rapporto Italia 2019  in sei anni, tra l’ottobre 2011 e novembre 2017, nel mondo, sono state 259 le vittime rimaste uccise nel tentativo di scattarsi un selfie, ovvero fotografarsi in un luogo o una circostanza rendendo pubblica l’immagine di sé attraverso i Social. L’ultima tragedia italiana è di due giorni fa: un video selfie a 220 km all’ora, poi lo schianto mortale. L’auto era lanciata a tutta velocità sull’asfalto di un’autostrada e il fatto è stato documentato con un video postato sui social.
La morte dei due amici, Luigi Visconti e Fausto Dal Moro, è solo l’ultimo di una serie di incidenti, avvenuti negli ultimi anni come conseguenza di irresponsabili sfide via web. I numeri emergono da uno studio dell’India Institute of Medical Sciences di Nuova Delhi. La fascia d’età con la più alta incidenza è quella compresa tra i 20 e i 29 anni con 106 vittime, seguita dai più giovani 10-19enni (76 vittime). Queste due fasce d’età rappresentano il 70,3% del totale dei morti a causa di un selfie. Altre 20 vittime si contano nella fascia tra i 30 e i 39 anni, 2 tra i 50 e i 59 anni e 3 persone tra i 60 e i 69 anni. Delle 259 vittime, 153 sono uomini, 106 sono donne (India Institute of Medical Sciences di Nuova Delhi).
Dallo studio emerge che le 259 morti sono legate a 137 incidenti: l’84% di questi sono stati determinati da giovani tra i 10 e i 29 anni che non hanno calcolato bene i rischi. In particolare, 70 persone sono annegate, 51 sono rimaste vittime di incidenti legati a mezzi di trasporto, 48 sono state le cadute sfidando la legge di gravità; 48 persone sono rimaste bruciate, 16 fulminate da scariche elettriche, 11 colpite da arma da fuoco, 8 vittime di attacchi da parte di animali selvatici. Per quanto riguarda gli incidenti: 41 sono avvenuti per caduta da altezze estreme come palazzi, montagne, scogliere, 32 per annegamento, 13 per folgorazione, 7 causati da animali selvatici, 1 a causa del fuoco, 11 per arma da fuoco, 28 sui mezzi di trasporto. In quest’ultimo caso, i treni detengono il primato.