Buchi in vena per le strade. Sempre più frequenti

(a cura della Comunità Militante Furor)

Come emerge da questa notizia, sono sempre più comuni e diffuse – anche alla luce del giorno – scene di tossicodipendenti che si bucano le vene per strada, di fronte a chiunque, incuranti del passaggio. Sul punto, qualche considerazione: in primis, viviamo in un tempo in cui la libertà è considerata “fare ciò che si vuole”, anche causando danni a se stessi o alla società. In un contesto del genere dilaga la piaga della tossicodipendenza, ma nonostante ciò la gente crede che legalizzando le droghe, a partire da quelle leggere, questo problema si potrebbe risolvere, come se il male si combattesse con il male. Indipendentemente da questo, c’è da sottolineare il fatto che operare una distinzione tra droga leggera e droga pesante non è possibile in quanto ogni tipo di sostanza stupefacente rende l’uomo schiavo.
Inoltre, nel tempo in cui la Fede non trova luogo nelle anime degli uomini, l’unico dio che si conosce è quello del successo. Successo che difficilmente però arriva, ed ecco che ci si rifugia subito nella droga, la via più facile e sbagliata, sminuendo e deridendo un dono prezioso quale è la vita. Ci si sente fuori dalla società, emarginati e reietti perché ‘senza-successo’ e, allora, la droga ‘toglie le preoccupazioni’ annebbiando la mente.
Infine, da tempo ormai le droghe sono sempre più diffuse, in particolar modo tra i giovani, i quali si sentono “liberi” di poter vivere la vita a proprio piacimento, non sapendo o facendo finta che in realtà sono schiavi che dipendono da una siringa, e che possono essere manovrati in ogni modo: la droga è uno strumento di controllo e annichilimento delle possibilità di ognuno di noi. Ecco perché è tanto voluta dai progressisti del libero-pensiero.


Buco di eroina in pieno giorno nel sottopassaggio di Via Piave a Foligno