“Inganno Bannon” a Libreria Ritter Milano – recensione (08/06/2019)

Steve Bannon, lo spin doctor di Donald Trump,  è una delle figure più controverse di questi anni. Per la casa editrice Cinabro Edizioni si tratta di un vero e proprio “Inganno Bannon”, come dal titolo del loro libro dedicato al guru americano che è stato presentato dalla Comunità Militante Raido e da Maurizio Blondet, sabato 8 giugno 2019 presso la libreria Ritter di Milano.

Il libro è una raccolta di articoli e piccoli saggi a firma di autori del livello dello stesso Maurizio Blondet, Andrea Marcigliano, Gianluca Marletta e Claudio Mutti che, partendo dal Bannon politologo e “influencer”, descrivono vecchie e nuove abitudini di chi, da oltre oceano, viene in Italia (ed in Europa!) a darci lezioni. Un fenomeno, quello di Bannon, che sta incantando (e ingannando) un’intera area politica sovranista/populista/alt-right/neocon adattando i linguaggi ora alla folla e ora ai ministri.

Le parole d’ordine di Steve Bannon, osannato – italica abitudine – come il salvatore della Patria ma cresciuto nel Pentagono, rispecchiano il più classico stile orwelliano: parla di sovranità, dimenticando le oltre 100 basi Nato e americane presenti nel nostro territorio nazionale, di libertà, tralasciando che nessun Esecutivo da 70 anni a questa parte si è mai costituito senza il placet (implicito o palese) di Washington, e di lotta all’establishment, pur essendone un prodotto (senz’altro efficace e capace) che dall’establishment è considerato e protetto, come dimostra il codazzo di forze dell’ordine inspiegabilmente a seguito di un… intellettuale!?

Un vecchio schema atlantista del “divide et impera” messo in atto dagli americani in Europa già dal secolo scorso e che tanto più si consolida quanto più la Germania (prima del Kaiser, poi del Führer e ora della Merkel) prende forza ed ambisce all’egemonia. Allora, a ben guardare, Bannon sembra una tigre troppo grande da “cavalcare” e il rischio di rimanere “graffiati” è reale soprattutto perché mancano all’orizzonte domatori ben armati.

Chi non ha velleità politico-istituzionali ha però il compito ed il dovere, anche attraverso iniziative metapolitiche, di spingere la propria analisi oltre il semplice piano dell’immediato e del contingente. Non si combatte il sistema isolandosi in magnifiche torri d’avorio, ma anzi è necessario con distacco e lucidità saper identificare le dinamiche del campo da gioco nel quale tutti noi siamo inseriti. Per questo, oltre all’analisi politica e geopolitica, il messaggio più importante da cogliere nel libro è il mettere a nudo la tentazione, sempre presente anche nei nostri ambienti, di cadere negli inganni ideologici del nemico. L’inganno della “teologia della liberazione” a stelle e strisce, la ricerca di formule innovative o nuove sponde, il proseguimento dell’ideologia imperialista sono l’Idra di cui l’inganno Bannon è solo l’ennesima e temporanea testa. Teniamolo bene a mente!