Cosa c’è dietro l’improvvisa ribalta del calcio femminile

Ormai i media ci bombardano col calcio femminile. Se ne parla ovunque, viene imposta l’audience, addirittura sui primi canali RAI.
Senza fare discorsi sessisti, alcune considerazioni tra sport, società e marketing:
  1. ognuno di noi ha la responsabilità di capire queste cose, di chiedersi perché improvvisamente si parla di calcio femminile, improvvisamente la Gazzetta apre col calcio femminile, improvvisamente i social ci sparano sponsorizzazioni di squadre di calcio femminile, mentre sport molto più degni, sportivi molto più meritevoli e anche categorie di calcio molto più qualificate (come la Lega Pro) hanno la metà della metà della metà della rilevanza sui media. Perché? Ve lo siete chiesti?
  2. è bello vedere ragazze che si impegnano in uno sport con dedizione ma va detto che il calcio femminile è di un livello infimo. Il gioco è imbarazzante, con la serie A italiana femminile comparabile – per tecnica e tattica – alla Prima Categoria. Basta guardare la finale di Champion’s League Femminile 2019 per rendersi conto che la buona volontà impiegata dalle ragazze non colma – nemmeno lontanamente – deficit abissali con il calcio maschile. E’ commovente e apprezzabile l’impegno delle calciatrici, ma il risultato è sempre quello di errori grossolani, piedi ‘fucilati’, mani ‘bucate’ e calcioni alla ‘viva il parroco’;
  3. l’arretratezza del calcio femminile non è una colpa delle ragazze né una presa di posizione ‘politica’: non c’è nulla di male a praticare uno sport con prestazioni imbarazzanti ma impegnandosi al massimo, come siamo certi facciano queste ragazze. Altrettanto, il normale tifoso di calcio, che conosce il calcio dai campi di quartiere fino alla serie A, ha diritto a preferire il calcio vero e autentico senza essere accusato di razzismo-sessismo-fascismo-nazismo-totalitarismo-etc.;
  4. dunque, visto che il calcio femminile fa schifo, se ce lo spacciano a ogni minuto della giornata, evidentemente questa cosa fa comodo a qualcuno. Ma a chi? In primo luogo, i pubblicitari devono risolvere un problema e il calcio femminile li aiuta: il calcio fa vendere pubblicità, che a sua volta fa vendere prodotti. E se il calcio da maggio a settembre non c’è (tra campionati finiti a marzo, come la Serie A, assenza di mondiali e europei) né ci sono altri grandi eventi sportivi (ad es. olimpiadi), ecco che serve il ‘prodotto’ e, come nelle migliori tradizioni, è proprio il sistema a crearti il bisogno, a crearti l’attesa e l’aspettativa, la ‘necessità’ e l’impellenza per qualcosa di cui proprio non sentivi il bisogno: per l’appunto, il calcio femminile. Che fa pure schifo. D’altra parte, lo sappiamo bene come funziona: il mercato non deve soddisfare bisogni primari, bensì deve crearti il bisogno e poi farti pagare per soddisfarlo, con tutti i guadagni indotti e connessi;
  5.  c’è un altro motivo dietro la ‘bolla’ del calcio femminile. Quale migliore strumento immaginate per scardinare una delle ultime – per quanto misere – cose ‘da uomini’? Da che mondo è mondo, il calcio fa unire figli, padri, nonni, zii intorno al calcio, unisce e trasmette passione e appartenenza, identità e principi, è veicolo di un modo di approcciare lo sport e, perché no, la vita. Così, dal calcio in oratorio alla Serie A, il nonno insegna al nipote a difendere il compagno di squadra, il padre insegna al figlio a riconoscersi dietro una bandiera e tra amici si stabilisce di seguire la squadra della propria città con impegno e dedizione. Non vogliamo dire che questa cosa non possa avvenire con le ragazze, ma da sempre questa è una ‘tradizione’ legata ai ‘maschietti di casa’. E allora, quale migliore occasione per i femministi-progressisti-liberali-ugualitari-noborders-etc. per neutralizzare, anche sotto un profilo sociale, questo legame? Così, si introduce il calcio femminile e lo si dipinge come quello maschile, ma anche meglio perché “le donne non sono maschi e quindi non sono violente, non sono maschiliste, non sono fasciste” e menate varie, insomma è un ottimo grimaldello per trasmettere tutti i vomitevoli messaggi del mondo moderno, in particolare verso il gender (“vedete, le donne giocano come gli uomini, allora sono come gli uomini“).

 

Ecco qualche spunto per aprire gli occhi sull’entusiasmo imperante per il calcio femminile, in attesa che qualcuno proponga di eliminare la distinzione tra maschile e femminile, per il calcio gender… Arriveremo anche a questo.