Genitori ‘moderni’ che odiano i figli

(a cura del Cuib Femminile della Comunità Militante Raido)

È difficile trovare le parole giuste per commentare notizie del genere.
Essere genitori non è facile, soprattutto in situazioni complicate come quando odiose malattie e disturbi mettono a dura prova la capacità di accogliere, di proteggere e, in una parola, di amare.
Per questo abbiamo scelto le parole di qualcun altro per descrivere il nostro pensiero.
Madre Teresa di Calcutta ha scritto una splendida poesia sulla sofferenza di chi non si sente amato, intitolandola “La peggiore malattia”. Ringraziandola dello spunto aggiungiamo che “non essere capaci di amare” può essere considerato allo stesso identico modo…

La peggiore malattia

La peggiore malattia oggi 
è il non sentirsi desiderati 
né amati, il sentirsi abbandonati.
Vi sono molte persone al mondo 
che muoiono di fame, 
ma un numero ancora maggiore 
muore per mancanza d’amore.
Ognuno ha bisogno di amore. 
Ognuno deve sapere 
di essere desiderato, di essere amato, 
e di essere importante per Dio.
Vi è fame d’amore, 
e vi è fame di Dio.


(da www.repubblica.it) –  “Scimmia, non ti sopportiamo più”: fermata coppia per maltrattamenti e lesioni sulla figlia disabile di quattro anni
Milano, avevano ipotizzato di avvelenarla per i suoi disturbi cognitivi, la mamma le aveva rotto un braccio. La coppia egiziana fermata mentre tentava di tornare in Egitto con gli altri quattro figli dopo la scoperta dei maltrattamenti
La chiamavano “scimmia”, mamma e papà, dicevano che non la sopportavano più. E allora giù botte, un braccio rotto. Erano arrivati persino a ipotizzare di avvelenarla, per ammazzarla, la loro figlia di 4 anni con disturbi cognitivi. I maltrattamenti sono stati accertati nel corso di un’indagine dell’unità tutela donne e minori della Polizia locale di Milano durata un paio di settimane. Li hanno fermati mentre erano su un pullman per Malpensa, stavano scappando verso il Cairo con gli altri quattro figli. Una coppia di egiziani di 29 anni è accusata di maltrattamenti e lesioni gravi verso l’altra loro figlia di 4 anni, una bambina con disturbi cognitivi perché nata prematura, ora affidata ai servizi sociali.
Sulla vicenda si è iniziato a far luce a metà maggio, quando la bambina viene portata al Pronto soccorso per delle contusioni. I medici però riscontrano anche vecchie fratture mai curate che destano più di un sospetto. A quel punto allertano le forze dell’ordine. La polizia locale di via Custodi inizia a indagare, i genitori vengono intercettati e si scopre una storia drammatica. “La scimmia”, così chiamavano tra di loro la figlia, “La scimmia non la sopporto più” dice spesso la madre al marito. E ancora: “le ho rotto io un braccio e tu lo sai” aggiunge la donna, casalinga, all’uomo, operaio, regolare in Italia da 14 anni, che vivono in un alloggio popolare abusivo in zona San Siro. Dalle loro parole è emersa anche l’estrema ipotesi di ricorrere a del veleno nel piatto per ammazzarla, quella figlia complicata che non sopportavano più. Nelle intercettazioni anche frasi come: “Anneghiamola, soffochiamola”.
Durante il ricovero della bambina in ospedale è sempre e solo il padre a farle visita, la madre non c’è mai. Visite tenute sempre sotto osservazione: in un caso il padre viene allontanato dal personale che percepisce l’intenzione di far del male alla figlia. In un altro caso voleva portarsela via.
Giovedì scorso, il 30 maggio, il pm dispone l’affidamento della bambina al Comune. Appresa la notizia, i genitori capiscono che i maltrattamenti sono stati scoperti. E quindi decidono di prenotare subito dei biglietti per tornare in Egitto senza la piccola, ricoverata: “diremo che è morta” si dicevano tra di loro riferendosi alla giustificazione da fornire ai parenti una volta arrivati al Cairo senza la quinta figlia. Alla madre sono contestati maltrattamenti aggravati, a entrambi ieri il giudice ha convalidato l’arresto su richiesta del pm Danilo Ceccarelli.