Il caso SeaWatch3 e un ‘curioso’ precedente

Interessantissima riflessione di sowingchaos.wordpress.com sul caso della SeaWatch3, comparato a quello della famosa Freedom Flotilla di qualche anno fa…


(tratto da sowingchaos.wordpress.com) DUE CASI A CONFRONTO: LA SEA WATCH III E L’ASSALTO ISRAELIANO ALLA FREEDOM FLOTILLA
Tutte le vestali del politicamente corretto ripetono in coro che è imperativo il fatto che la Sea Watch III debba attraccare col suo carico di clandestini africani a Lampedusa.
Anche se il capitano di questa nave battente bandiera olandese, fregandosene degli ordini ricevuti dalla Capitaneria di Porto, ha deciso di forzare il blocco marittino e puntare dritto in territorio italiano.
Sono gli stessi “opinionisti” che additano sempre Israele come “modello di democrazia” a cui bisognerebbe ispirarsi.
Ma forse questi signori non ricordano o fanno finta di dimenticare cosa fece lo Stato ebraico nel maggio 2010 contro l’equipaggio della Freedom Flotilla che si dirigevano verso il porto di Gaza, con a bordo anche 44 parlamentari e politici, la quale venne abbordata in acque internazionali da commando isrealiani dell’IDF che l’assaltarono uccidendo a sangue freddo ben 9 membri dell’equipaggio e ferendone oltre 60.
Altre centinaia di persone vennero arrestate e sbattute in gattabuia per giorni prima di essere espulsi da Israele.
Se questi sono i metodi “democratici” a cui il mondo civile deve ispirarsi, c’è parecchio di che riflettere sui soliti due pesi e due misure…