Gli LGBT si prendono i figli degli altri – 1

 

Attivisti LGBT chiamati a giudicare su presunte violenze di genitori ai propri figli: ecco il vulnus da cui parte questa vergogna. Così gli attivisti LGBT usavano violenza sui bambini al fine di distorcere le loro convinzioni, dichiaravano ‘pericolose’ le convivenze tra figli e genitori e affidavano la prole a coppie LGBT, che poi usavano – altra – violenza sugli stessi bambini. Una storia raccapricciante, un incubo per le famiglie. Quelle vere. Un’onta vergognosa su quel lurido mondo arcobaleno che, invece, viene dipinto come il migliore dei mondi possibili. E infatti nei media già non se ne parla più, ma la cloaca è stata aperta e il liquame continua a uscire.
Intanto, cominciamo a capire da quale notizia di reato è partito l’inchiesta. Poi, nei prossimi giorni, vedremo alcuni particolari inquietanti e le intercettazioni di questi criminali.


(tratto da www.ilgiornale.it, di Francesca Bernasconi) – Lavaggi del cervello e scosse ai bambini da dare in affido

Sono 18 gli arrestati nell’inchiesta “Angeli e Demoni”, accusati di aver manipolato i ricordi dei bambini, per toglierli ai genitori. La onlus implicata: “Non è vero”

Politici, medici, assistenti sociali e psicologi. Sono tutti coinvolti, insieme al sindaco Pd di Bibbiano, che si trova agli arresti domicilari, nell’inchiesta “Angeli e Demoni”, accusati di aver redatto false attestazioni, per fare in modo che i bambini venissero allontanati dalle proprie famiglie, per collocarli da amici e conoscenti, dietro compenso.
Gli inquirenti hanno ricostruito un giro d’affari da centinaia di migliaia di euro, secondo quanto riporta il Corriere della Sera. Coinvolta anche una onlus di Moncalieri, nel torinese, perquisita questa mattina dai carabinieri.Per riuscire a dimostrare l’inadeguatezza delle famiglie dei piccoli, venivano usati metodi barbari. Dall’inchiesta della pm Valentina Salvi, infatti, emergono ore e ore di “lavaggi del cervello” durante i colloqui tra i bambini e gli psicologi e persino l’uso di piccole scosse elettriche, che erano in grado di alterare “lo stato della memoria in prossimità dei colloqui giudiziari”. Tutti metodi con i quali la memoria dei piccoli e i loro racconti sulla situazione familiare venivano manipolati: falsi abusi, disegni non autentici nei quali venivano riprodotte scene di violenza. Non solo. Sembra che spesso i terapeuti si vestissero da mostri o personaggi inquietanti, per incutere paura ai bambini, così da minare le loro convinzioni.Così, una volta davanti al giudice, la versione dei minori non corrispondeva alla realtà e i magistrati decidevano spesso a favore del loro affido ad altre famiglie, inserite nel losco giro di affari. Sembra che alcuni bambini siano stati stuprati, una volta entrati a far parte dei nuovi nuclei famigliari o delle comunità.Dal canto suo, la onlus implicata nell’inchiesta sostiene che la vicenda non sia vera: “Credo sia tutta da dimostrare. Sono persone assolutamente oneste, è un centro che lavora da trent’anni, non dico che ci metto la faccia o ci metto la mano sul fuoco su queste persone ma sono assolutamente convinta che siano più che pulite”, ha affermato ai microfoni del Tg3 Piemonte la segretaria della onlus.Le indagini avevano preso il via nell’estate del 2018, dopo un anomalo aumento delle denunce da parte dei servizi sociali, per ipotesi di reati di abusi sessuali e violenze sui minori, da parte dei genitori. L’analisi dei fascicoli aveva iniziato a far emergere le falsificazioni delle relazioni. Tra i reati contestati agli indagati ci sono frode processuale, depistaggio, abuso d’ufficio, maltrattamento su minori, lesioni gravissime, falso in atto pubblico, violenza privata, tentata estorsione e peculato d’uso.