Dal cubismo alle cubiste

(a cura del Cuib Femminile della Comunità Militante Raido)

Il corpo della donna, da sempre, incanta gli occhi degli uomini e delle stesse donne per la sua bellezza innata e la sua sinuosità.
Misteriose, volubili e sfaccettate, noi donne da sempre catturiamo la fantasia di artisti più o meno importanti che in passato hanno fatto della nostra immagine indiscussi capolavori. In particolare Picasso è famoso in tutto il mondo per le sue rappresentazioni scomposte dell’immagine femminile. Ad oggi le forme spesso nude e un po’ angoscianti delle figure femminili del cubismo di Picasso sembrano rappresentare la natura più oscura delle donne del nostro secolo, agitate, inquiete, stressate. Perse.
Dalla scuola alla discoteca, dall’abbigliamento al modo di parlare sguaiato e ai movimenti volgari, sono sicuramente donne scomposte.
Alcune donne di oggi sarebbero un pessimo Picasso di ieri. Sono quelle donne che si agitano confusamente per strada come nelle discoteche, cubiste impazzite che tutti guardano ma che nessuno riesce davvero a vedere dentro, aldilà delle pailettes. Cubiste dai corpi perfetti ma tragicamente mute, forme scomposte senza voce.
D’altronde l’esterno rivela l’interno di un uomo come di una donna.
Le donne scomposte nel corpo non possono non essere tali anche nella loro parte interiore: animica e spirituale.