E se fosse stato il figlio di Salvini o Berlusconi?

Il figlio di Beppe Grillo viene accusato di stupro. La vicenda è certamente oscura, ci sono molti aspetti che lasciano aperte molte possibilità, tra cui il tentativo della donna accusatrice di ‘provarci’. Ma quel che ci interessa è questo: se fosse stato il figlio di Salvini o Berlusconi, se si fosse trattato di un ‘pesce più interessante’, la “stampa democratica” (La Repubblica, il Corriere, Il Fatto, etc.) avrebbe tirato fuori titoloni su titoloni in prima pagina ed edizioni straordinarie, breaking news e dirette per ore, al fine di montare un caso e ‘condannare’, prima delle indagini, questo ragazzo. Ciò, al fine di gettare fango sul ‘nemico’. Invece, visto che ora Grillo è ‘allineato’, aspettano e relegano la notizia in terzo o quarto piano.

Giornalisti, le solite iene prezzolate.


(tratto da www.repubblica.it) – Il figlio di Beppe Grillo accusato di violenza sessuale in Sardegna. Ciro, 19 anni, insieme a tre amici indagato dalla procura di Tempio Pausania dopo un presunto stupro di gruppo nella villa di Porto Cervo del comico. La denuncia di una modella scandinava ai carabinieri di Milano: sull’episodio versioni contrapposte
Il figlio di Beppe Grillo, Ciro di 19 anni, e tre amici sono indagati per una presunta violenza sessuale di gruppo, che sarebbe avvenuta nella villa del comico a Porto Cervo, dopo la denuncia di una modella di origini scandinave incontrata in una discoteca in Costa Smeralda.
La vicenda è riportata dai quotidiani “Il Secolo XIX” e “La Stampa”. Secondo ciò che racconta lei, modella di origini scandinave, vent’anni ancora da compiere, si sarebbe trattato di uno stupro, forse avvenuto al termine di una notte di eccessi alcolici.
Nella versione dei quattro giovani – tutti figli di imprenditori, medici e professionisti della Genova bene – il rapporto è stato consenziente. I quattro giovani ieri sono stati interrogati per ore dal magistrato Laura Bassani, pubblico ministero della Procura di Tempio Pausania, titolare del fascicolo.
Nel frattempo dai carabinieri di Milano sono stati acquisiti tutti i cellulari e un video, la cui interpretazione però non sarebbe univoca, Per la vittima dimostrerebbe la violenza, per gli avvocati difensori il contrario, e cioè che la ragazza era consenziente. I giovani si sono difesi negando ogni addebito. E i legali hanno messo in luce alcune debolezze del racconto fornito dalla ragazza alle forze dell’ordine.
Tre su tutte: il ritardo della denuncia, presentata dalla modella al suo ritorno a Milano, una decina di giorni dopo i fatti; la continuazione della vacanza per un’altra settimana e la pubblicazione di foto del viaggio sui social network, anche dopo che si sarebbe consumata la presunta violenza sessuale.