Il Re Leone? Cartone “fascista”!

(a cura della redazione di AzioneTradizionale.com)

L’ultimo allarme radical-chic: Il “Re Leone” è fascista? Sì. Ed è per questo che bisogna portare i bambini al cinema a vederlo.

A forza di nutrirsi di massicce dosi di antifascismo, gli antifascisti sono rimasti vittime del loro stesso elisir di eterna vita. Infatti, a forza di alimentarsi di psicosi, si diventa pazzi o quantomeno ossessivi: tanto da vedere il proprio mostro più o meno incarnato ovunque. Ed è quello che è accaduto, ancora una volta. Stavolta, però, la minaccia fascista arriva niente meno che dal remake de “Il Re Leone”, celebre cartoon Disney tornato nelle sale cinematografiche questa Estate e diventando in poche settimane campione d’incassi.

L’allarme dello sconfinamento fascista nel cinema era già giunto qualche mese fa. Ricordate? Un ottimo Alessandro Borghi impersonava Remo ne “Il Primo Re” (ricorda qualche assonanza il titolo col film dedicato al felino di cui sopra?) e subito partiva il coro antifascista: quel film è fascista, va fermato. Ne parlammo su Azione Tradizionale, recensendolo, proprio per rispondere ai vari Furio Colombo in preda a una non troppo rara forma di demenza definita clinicamente “antifascismo”.

Oggi è il turno di un altro Re, quello felino. Potrebbe sembrare che stiamo facendo dell’ironia. Invece, la questione è molto seria visto che il Washington Post, quotidiano radical chic che vanta alcune fra le più blasonate firme del giornalismo mondiale, titola: “Il Re Leone è una storia fascista”. L’autore che è anche docente universitario, si spertica nell’analisi del film per dimostrare come tutto, ma proprio tutto, nel film Disney per bambini sia in realtà un’apologia del fascismo. 

Secondo l’autore, nella pellicola il debole e il vulnerabile sono presentati come degli inferiori. Addirittura si evoca il “1984” di George Orwell tanto è deprecabile la comunità basata sul primato leonino nella Savana. Tanto da ravvisare un razzismo occulto nella rappresentazione di alcuni personaggi, visto che per esempio le iene sono rappresentate con loro accenti specifici, e quindi – a suo dire – simboleggiano stereotipi razzisti e antisemiti. Il sottofondo sarebbe una costante esaltazione del potere (assoluto).

In realtà, a parte il delirio ossessivo espresso dall’autore nell’associare forzatamente le categorie del politico a personaggi per bambini, c’è del vero nella sua analisi. Perché, effettivamente, seppur espresso in chiave fiabesca e infantile, “Il Re Leone” unisce tutti gli elementi tipici di una organizzazione comunitaria e gerarchica che potremmo definire “normale”. Ma, sappiamo che quel che è “normale”, oggigiorno, diventa automaticamente retrogrado, oscurantista, medievale: in una parola, fascista. Allora sì, diciamolo, questo film è dannatamente fascista, anzi fascistissimo. Ed è per questo che occorre portare i nostri figli a vederlo.

Spesso ci occupiamo di formazione tramite questo sito, e non solo. Ci rivolgiamo così a giovani ed adulti per dar loro indicazioni e strumenti per lo sviluppo di una visione del mondo autenticamente tradizionale. Stavolta è il turno dei più piccoli, che necessitano di esser formati anche loro, magari attraverso l’epica e la fiaba: strumenti tradizionali che troppo spesso ci dimentichiamo, lasciando i nostri “futuri camerati” preda dei cartoni animati più idioti o di Youtuber loro coetanei. Riappropriamoci dell’epica, dell’avventura, delle storie: se il Re Leone è fascista, allora riappropriamoci del Re Leone!