• PENSIERI DI MARCO AURELIO • carattere romano, stile militante – 1

Pensieri – Marco Aurelio – LIBRO II
Scritto nel territorio dei Quadi, sulle rive del Granua
Già dal mattino comincia a dire a te stesso: incontrerò dei curiosi, degli ingrati, dei prepotenti, degli imbroglioni, degli invidiosi, degli egoisti.
Tutti questi vizi provengono loro dall’ignoranza del bene e del male.
Ma io, che ho compreso che la natura del bene è il giusto e quella del male l’errore, e ho inoltre osservato la natura di chi sbaglia e so che è mio parente non perché derivi dallo stesso sangue e dallo stesso seme, ma perché partecipa con me della stessa mente, cioè di una particella divina, non posso quindi ricevere danno da nessuno di loro, giacché nessuno riuscirà a coinvolgermi in azioni disoneste, né posso adirarmi con chi mi è parente o averlo in odio.
Noi siamo infatti nati per darci aiuto reciproco, come i piedi, le mani, le palpebre, come le due file di denti.
Ecco perché è cosa contro natura agire l’uno contro l’altro; e irritarsi contro qualcuno e detestarlo è proprio di persone tra loro nemiche.

Lo stile dell’uomo che aspira a lottare sul Fronte della Tradizione non può prescindere dalla presenza a sé stessi e al distacco rispetto alle provocazioni e agli ostacoli che la società attuale gli pone di fronte ogni giorno. Le provocazioni devono scivolarci addosso, gli ostacoli vanno affrontati con serenità, senza farsi coinvolgere emotivamente. Nulla potranno gli attacchi del mondo moderno se sapremo metter da parte i moti dell’anima e fare solo ciò che deve essere fatto. Nessun danno subiremo se saremo distaccati.
Dinanzi all’ipocrisia, alla vigliaccheria, all’odio senza quartiere che viene messo in campo dalle forze della Sovversione – che spesso si celano nell’uomo che incontriamo per strada, nel compagno di classe o nel collega in ufficio -, lo stile militante dell’Uomo della Tradizione si arma di Amore verso coloro che hanno la mente ed il cuore ottenebrati, mantiene fede alle proprie posizioni, e affronta con olimpico distacco chi cerca di contagiarlo, corromperlo e provocarlo, perché sa che è destinato a vincere. Ma non sarà necessariamente una ‘vittoria materiale’, bensì il solo fatto di aver combattuto con impersonalità, Amore e distacco costituirà la Vittoria stessa, la vittoria più grande, la vittoria sulle proprie debolezze. Il nemico fisico che si pone davanti, dunque, è solo lo strumento per la vittoria interiore. Senza dimenticare che, come afferma Marco Aurelio, in ogni creatura c’è una “particella divina”, anche nel peggior nemico, che – quindi – va combattuto senza sosta, senza tregua, inesorabilmente così come senza odio né altro coinvolgimento emotivo, perché anche egli fa parte del Disegno Divino, sebbene – purtroppo per lui – svolgendo un ruolo oscuro.