Buon compleanno LIBRERIA RAIDO – Ventiquattresimo anno, 1995 – 2019

Ad un anno dal quarto di secolo, ricorre oggi l’anniversario dell’inaugurazione della prima libreria militante romana, dal lontano 1995. Scevri da tentazioni auto celebranti, intendiamo cogliere l’occasione per confermare la validità – ancor più necessaria nei tempi attuali – di quella intenzione profonda, di quella sfida dei tempi ultimi.
Essa traeva origine – dopo aver costituito una seria comunità militante – dalla sensibilità spirituale di occupare uno spazio deserto, una landa desolata, dove la difficoltà di far fiorire un giardino di vita poteva essere superata con il coraggio della fede e dell’onore. Se, fino a quel momento, si riteneva impossibile, coniugare uno spazio militante ad un centro di diffusione culturale – declinato nelle mille sfumature della formazione, della comunità, della diffusione libraria e musicale, con conferenze, gruppi di studio e tanto altro – quel 16 Settembre 1995 a Roma, si segna un punto di svolta. Esso divenne un modello, replicato in mille forme e mille modi, dei quali non rivendichiamo alcuna paternità, tutt’altro.

Unica nostra soddisfazione è quella di aver ravvivato – perché sembrava spenta in quegli anni – una indicazione metodologica, appartenuta ben prima di noi, a realtà estremamente significative nell’ambito del tradizionalismo integrale. Facciamo riferimento ovviamente ai Centri di formazione tradizionale Heliodromos e ancor prima ai Centri Studi di Ordine Nuovo. La differenza era nel fatto che la libreria era su strada, aperta tutto l’anno, con precise funzioni di polo aggregativo permanente. Ad oggi, si possono ascrivere all’attività della stessa una quantità di produzione culturale impressionante. Centinaia di pubblicazioni, libri, attività formative, appuntamenti, convegni, concerti e tanto altro, sempre all’insegna della qualità ma soprattutto della gratuità fin dove possibile. Del tutto inutili se ciò, non avesse dato origine e frutto ad una precisa sostanza umana.

Gli anni sono passati, qualche superstite della prima ora ancora sopravvive tra scaffali e scartoffie e tanti altri giovani che si sono uniti sul ripido sentiero della formazione nella Tradizione, ha preso il posto ai “caduti”. Questo, in fondo, il segno che la consegna della trasmissione, è stata sostanzialmente rispettata.
Nuovi e più faticosi orizzonti debbono essere in vista ad un così importante progetto il quale, in fondo, non è poi altro che ciò che stato indicato come orientamento radicale.
Custodire il fuoco, mantenere saldo il progetto strategico, perseguire incessantemente fino allo stremo, uno sforzo disinvidualizzante. Non sappiamo se e quanto, sapremo mantenere in piedi il manufatto, sola nostra certezza, sarà quella di mantenere fede alla parola data. Fino all’ora della riscossa.

Enos lases iuvate