Lavatrice comprata col reddito di cittadinanza va in Marocco?

Bufala o non bufala, s’impone una riflessione.
Sta sollevando non poche polemiche una lettera giunta e ripubblicata dal Corriere Della Sera. Si denuncia che una signora avrebbe acquistato una lavatrice in un centro commerciale italiano per poi spedirla in Marocco. Apriti cielo, perché immediata è partita la contro-mossa dei siti anti-bufale che hanno provato a creare una cortina fumogena sul tema (https://www.bufale.net/la-storia-della-lavatrice-comprata-con-reddito-di-cittadinanza-e-inviata-in-marocco-da-edoardo-rabascini/). Ma, al di là della facile polemica fra chi è “pro” e chi è “contro” l’immigrazione, nessuno riflette sul paradosso di un reddito di cittadinanza utilizzato da una marocchina (cittadina italiana evidentemente) per l’acquisto di un bene probabilmente realizzato in Cina, distribuito e venduto da una catena di centri commerciali al 99% francese? Il tutto denunciato dal primo Quotidiano italiano che è diventato quasi peggio di Repubblica quanto a esaltazione della retorica immigrazionista. No, non è un sogno: è proprio il mondo in cui viviamo.

(tratto da www.corriere.it) «Quella lavatrice comprata con il reddito di cittadinanza»
In un negozio di elettrodomestici una signora proveniente dal Marocco ha acquistato una lavatrice utilizzando due differenti Card del reddito di cittadinanza. Sono rimasto esterrefatto quando ho visto che l’avrebbe poi spedita nel suo Paese d’origine. Il reddito di cittadinanza quindi è servito per acquistare una lavatrice con destinazione extra europea: lo trovo assolutamente inconcepibile perché il reddito di cittadinanza dovrebbe servire a chi vive nel nostro Paese e per vivere nel nostro Paese.