San Francisco, la patria nefasta della sovversione occidentale

San Francisco patria nefasta della sovversione occidentale
Siamo stati a San Francisco, recentemente. Ma non siamo turisti come gli altri: se notiamo e sentiamo qualcosa che non va, andiamo fino in fondo.
Non tutti forse sanno che la città di San Francisco in California sia considerata dagli occultisti parte del famoso triangolo della magia nera con Torino e Londra
Sul mare magnum del web, navigando, si trova di tutto e di più, pseudo esoterismo alla mercé degli occultisti alla magic shop on-line. A dir la verità però, delle tre famose città del triangolo della magia nera, quella su cui di meno si scrive, e quindi meno si sa, è proprio la città tra le più occidentali degli States
A San Francisco ci siamo capitati e abbiamo cercato di studiarla un po’. Oltre ad osservare alcuni tratti abbastanza oscuri della città, servendoci di alcune guide più o meno ufficiali, abbiamo cercato di mettere in ordine alcuni dati che insieme sembrano far tornare i conti. Tutta una serie di circostanze contribuisce infatti a mettere in luce il lato oscuro, sinistro e sovversivo di questa città che non conta nemmeno un milione di abitanti. 
Andiamo per ordine. Innanzitutto, il luogo. San Francisco sorge ad ovest, dove il sole tramonta, all’estremità occidentale dell’Occidente moderno
La San Francisco Bay Area era abitata dal popolo indigeno degli Oloni, dediti a particolari forme di sciamanesimo
La città nasce a ridosso della famigerata faglia di Sant’Andrea, che nel 1906 causò un grave e potente terremoto scatenatosi violentemente su tutta la città, a cui seguì un incontrollabile incendio, mietendo così più di tremila vittime. Nell’immaginario collettivo, tutta l’area è tra le zone d’America ritenute più infestate da entità psichiche inquiete ed agitate.
A San Jose, poco più a sud di San Francisco, sorge la villa della vedova Winchester – moglie del famoso produttore di armi – che dopo la morte del marito dedicò gli ultimi anni della propria vita, tra la fine dell’ottocento e i primi anni del novecento, alla costruzione di una casa, ricca di stranezze inquietanti, dove ospitare le centinaia di anime erranti uccise con le armi da fuoco prodotte dal marito.
A pochi chilometri da San Francisco vi è una città-cimitero di nome Colma. Questa town fu fondata come necropoli nel 1924. La maggior parte del territorio cittadino è dedicato ai cimiteri e il numero dei morti sepolti supera quello dei vivi con un rapporto di oltre 1000 a 1.
 
Il Golden Gate Bridge è una meraviglia dell’architettura nota in tutto il mondo ma anche il luogo al mondo che registra il maggior numero di suicidi. Il simbolo della città è divenuto così anche il simbolo di una processione di fantasmi.
L’università di Berkeley commissionò una ricerca su quel che era successo a 515 persone che erano state fermate e salvate sul punto di buttarsi dal Golden Gate. Venticinque anni dopo, il 94% di quegli aspiranti suicidi era ancora vivo oppure morto per cause diverse dal suicidio. Quelle anime tormentate erano state attratte dal ponte e indotte magneticamente al suicidio. Come si legge nello studio, esse si ripetevano: «il Golden Gate o niente». 
Sarà un caso che una nota rivista dedita alla propaganda spiritistica che operava a San Francisco nell’ultimo decennio del 1800 – quindi almeno trent’anni prima della progettazione del ponte – con l’obiettivo di fondare una città di soli spiritisti dediti ad entrare in contatto con i residui psichici “più animati”, come quelli dei morti suicidi, fosse chiamata proprio Golden Gate?
Una delle prigioni più famigerate e più note al mondo, Alcatraz, “The Rock”, sorge proprio su un’isola collocata nella baia di San Francisco. Il penitenziario, nel corso degli anni, ha ospitato migliaia tra i criminali più spietati d’America. I misteri e le oscurità del passato che circondano Alcatraz si depositano come la nota nebbia che ogni giorno ancora oggi, anche d’estate, aleggia misteriosamente su tutta la baia. Molto curiosi e misteriosi sono i fatti che ancora accadono all’interno di quelle mura: diverse esperienze definiscono Alcatraz un luogo infestato. La Cella 14D è annoverata come uno dei luoghi più contaminati dai residui psichici di quei criminali efferati.
Nel 1998 parte la serie TV “Streghe” che, sebbene sia stata girata a Los Angeles, è stata volutamente ambientata interamente a San Francisco. Le tre sorelle del “Potere del trio”, dopo aver consultato il “Libro delle ombre”, sono chiamate a combattere i demoni malvagi che infestano ovunque la città.
Ma andiamo oltre. San Francisco è la città degli USA dove è nato il melting pot: la scoperta dell’oro contribuì ad un boom della popolazione da poche centinaia a più di trentamila residenti nel giro di un paio d’anni alla metà dell’ottocento; questi immigrati erano per lo più da minatori e cercatori di fortuna di tutte le etnie del pianeta provenienti da tutto gli angoli del mondo. San Francisco è ancora oggi famosa per essere una delle città più cosmopolite. D’altronde è qui che sorge la più antica e più grande China Town d’Occidente
A partire dagli anni sessanta tutte le forme di sovversione nascono e si concentrano da queste parti. 
In quegli anni viene fondata a San Francisco la “Chiesa di Satana” dall’occultista Anton LaVey, il quale prima di darle vita inizia a interessarsi di occultismo già nel 1951 attraverso le teorie di Aleister Crowley, dalle quali si discosterà per creare il Magic Circle poi divenuto nel 1966 la Chiesa di Satana. Tra gli anni sessanta e i settanta la Chiesa di LaVey inizia a godere di popolarità e di simpatia da parte dei media grazie anche al supporto di alcuni personaggi del mondo dello spettacolo, come – udite udite – il regista Roman Polanski, il quale addirittura si avvale della consulenza di LaVey per il suo film sulle sette sataniche Rosemary’s Baby
Una diffusa leggenda metropolitana vuole che sul retro di copertina dell’album Hotel California degli Eagles del 1976, sia possibile scorgere Anton LaVey affacciarsi da una balconata nella hall dell’albergo. 
 
 
 
 
 
 
 
Si trovava al 6114 di California Street a San Francisco la casa utilizzata da Anton LaVey come quartier generale dove celebrare i riti satanici dal 1966 fino alla sua morte nel 1997. The Black House – questo era il suo nome inquietante – è stata abbattuta nel 2001. 
 
 
 
Il movimento hippie nasce, ovviamente, a San Francisco. Il quartiere di Haight Ashbury è stato il centro del movimento che, a partire dalle strade di questa città, professava e praticava il sesso libero e promiscuo, faceva uso di droghe allucinogene, ascoltava e suonava musica psichedelica
 
 
 
 
Il movimento LGBT? Nasce ovviamente a San Francisco! Mai così tanti omosessuali, lesbiche e trans potrete incontrare nel quartiere Castro. Tutte le battaglie per i diritti LGBT, di cui oggi vediamo i tristi risultati, hanno avuto il loro impulso nella città più gay-friendly del mondo
Come abbiamo visto, tra gli americani del nord, San Francisco è rinomata per i suoi fantasmi, per lo più di morti violente. Ma tanti sono i “fantasmi ancora in vita” che, come zombie, vagano per i saliscendi di Frisco – altro nome con cui è chiamata – tanto di fronte alle vetrine dell’alta moda nei pressi di Market Street o di Union Square così come nei bassifondi della sua periferia. Ce ne sono ovunque. In nessun’altra città d’America è possibile vedere un contrasto così netto e diffuso tra la disperazione e il benessere. Schizofrenici che si percuotono la testa urlando contro sé stessi e contro il mondo, malati di AIDS, barboni che portano a spasso quintali di cenci, emarginati di ogni sorta, donne sfatte e distrutte che si propongono ai semafori, alcolisti, eroinomani, reduci mutilati che hanno perso la testa. La notte diventano i padroni indiscussi delle strade e dei mini market che assediano rubando di tutto come nei peggiori film da “alba dei morti viventi”. Questi “fantasmi” sono ovunque, a migliaia, davanti alle vetrine di Macy’s così come sotto le enormi sopraelevate.
E tutto questo mentre il financial district della città sorge all’ombra della Transamerica Pyramid, un grattacielo alto oltre duecento metri, noto per la sua struttura piramidale a base quadrata da molti ritenuto un chiaro ed esplicito simbolo della massoneria che su San Francisco sembra così aver messo il suo sigillo, il marchio di fabbrica sulla più alta concentrazione di sovversione e dissoluzione mai vista in una città.
Postilla
Un nostro collaboratore ci ha informato dell’esistenza di alcuni commenti di René Guénon sul tema, tratti dal suo epistolario (in parte pubblicato in Frammenti dottrinali. Epistolario inedito, Luni Editrice, 2015, pp. 406-407). 
In una lettera a Vasile Lovinescu del maggio del 1936 e in un’altra a Jean Reyor del marzo dell’anno dopo, Guénon ipotizzava che in California fosse collocata una delle “sette torri del diavolo” o almeno uno dei tanti altri centri secondari della contro-iniziazione, per via del fatto che qui si concentrassero “tante cose bizzarre” ed “eteroclite“. Benché si trattasse soprattutto della presenza di organizzazioni “pseudo-iniziatiche“, Guénon riteneva che vi fosse sicuramente qualcos’altro ad attirarle, “anche a loro insaputa“, in quanto molto spesso è la stessa “contro-iniziazione” a fare uso della “pseudo-iniziazione” (per comprendere la differenza che corre tra queste due, rimandiamo alla lettura de Il regno della quantità e i segni dei tempi, Adelphi, 2009).