Armati di KULTUR! Novità dagli scaffali

LA CRISI DEL CAPITALISMO

Titolo completo: La crisi del capitalismo

Autore: Werner Sombart

Anno: 2016

Pagine: 65

Il libro: All’inizio degli anni Trenta, esattamente come oggi, il sistema capitalista era in crisi, e il mondo si stava dirigendo inesorabilmente verso la guerra. Le derive della libertà individuale e soprattutto le distorsioni di un’economia di mercato diventata un feticcio intoccabile e indiscutibile ci hanno condotto in un vicolo cieco dove la società occidentale rischia di schiantarsi al termine della sua folle corsa. Una possibile via d’uscita indicata dal grande pensatore tedesco prevede di ricondurre l’economia al suo ruolo ancillare rispetto alla politica, individuando i fini da raggiungere e predisponendo i mezzi adatti a raggiungerli. Sombart ci suggerisce, insomma, di tornare a programmare l’economia, infrangendo una volta per tutte il malefico incantesimo che ci ha lasciato in balìa delle forze libere – e distruttive – del mercato.

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SEGNI, SIMBOLI E MITI

Titolo completo: Segni, simboli e miti

Autore: Luc Benoist 

Anno: 2017

Pagine: 112

Il libro: Che cos’hanno in comune la matematica, la danza, il canto, l’architettura o la mitologia? Su che cosa si fondano queste espressioni umane così antiche? In apparenza distinte e separate, sono unificate dalla loro natura simbolica. È il simbolo, dice Benoist, che permette all’umanità di esprimere il pensiero e di renderlo comprensibile a tutti. Ma dove si può rintracciare l’origine dei simboli e come spiegare la loro formazione? È una ricerca immane, che attraversa tutte le epoche e tutti i continenti, per inseguire l’essenza stessa della comunicazione umana, che è per sua natura eminentemente simbolica. Eppure, per quanto vertiginosa sia la loro storia, la loro origine è molto più immediata e vicina a noi di quanto crediamo.
Nella sua affascinante narrazione l’Autore rintraccia la nascita dei simboli nei gesti, nei segni lasciati dagli esseri umani manipolando la materia, nel loro rapportarsi all’ambiente per misurarlo, delimitarlo e farlo proprio. I simboli si formano con la nascita del linguaggio e della parola, si generano dall’atto di contare, dalle attività manuali, dall’osservazione dei fenomeni naturali. Nel ricongiungerli alla loro matrice concreta, cioè l’attività e la percezione umana, il corpo stesso, Benoist di fatto intende superare quella divisione artificiosa che si è stabilita tra il pensiero e il fare, tra le attività astratte della mente e quelle concrete del lavoro materiale. Ci ricorda che ogni grande elaborazione del pensiero nasce, nella storia, da un profondo contatto con l’esperienza, ed è proprio la fusione tra questi due che ci rende umani.
L’uomo ha elaborato nel corso dei secoli un insieme di figure che costituiscono un linguaggio universale di immagini, ove le idee più complesse hanno potuto essere rappresentate in modo sintetico e facile da comprendere. Quanto sono vivi e parlanti ancora oggi i simboli con cui l’umanità antica ha catalogato le sue esperienze? Tuttora, per veicolare un senso di potenza e superiorità usiamo il leone o l’aquila, una rosa evoca la femminilità, al verde associamo la natura, al rosso la potenza e gli istinti…
In questo saggio agile e chiaro, Benoist ci riporta in contatto con gli aspetti più umani e concreti del simbolo, perché possiamo riappropriarci di un linguaggio che è sempre stato nostro, ma che forse abbiamo dimenticato, ed è qui che Benoist ci guida, risvegliando per noi il senso dei simboli che accomunano epoche e civiltà lontanissime fra loro.

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PROSPETTIVE DELLA TRADIZIONE

Autore: Guido De Giorgio

Pagine: 176

Anno: 1999

Collana: Il cinghiale bianco

Il libro: Negli scritti di De Giorgio qui presentati – risalenti tutti al periodo in cui più intenso fu il rapporto di collaborazione di questi con Evola – viene delineata, alla luce di una visione eminentemente tradizionale della romanità, una linea di sviluppo che se adottata fino in fondo avrebbe potuto offrire al Fascismo quei riferimenti superiori capaci di inserirlo in una prospettiva tradizionale. Un tentativo, quello del De giorgio, che pur non avendo sortito allora gli effetti sperati, resta comunque attuale e denso di significati metafisici e dottrinari, al di là delle semplici contingenze storiche con cui dovette scontrarsi quando venne progettato.

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LA MIA AVANGUARDIA

itolo completo: La Mia Avanguardia

Autore: Adriano Tilgher

Anno: 2019

Pagine: 236

Il libro: Questo libro, nell’intenzione dell’autore, non intende essere uno studio storico sulle vicende del movimento politico “Avanguardia Nazionale”. È, piuttosto, una rivisitazione personale, da testimone diretto, di uno dei più appassionanti e problematici periodi della nostra storia recente, quello che vede esplodere le rivolte studentesche del ’68, seguite da una stagione cruenta, scandita dalle bombe e dalle oscure manovre di certi ambienti che orchestreranno la cosiddetta “strategia della tensione”. E ancora, la “Rivolta di Reggio Calabria”, che segnerà il momento più alto dell’impegno politico-rivoluzionario di “Avanguardia”.

Nel ripercorrere le cronache di quei fatti, Adriano Tilgher coglie l’occasione per offrirci una narrazione autentica, partecipata della “sua” Avanguardia. E cosi può anche smentire tante calunnie, tanti luoghi comuni che, ancora oggi, vengono sussurrati intorno ad alcuni di quei protagonisti.

La storia di “Avanguardia” si concluderà drammaticamente con lo scioglimento e la messa fuorilegge del movimento. Ma quest’ultima vicenda, ci anticipa Tilgher, costituirà probabilmente il tema di un suo prossimo scritto.

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I LEONI MORTI

Titolo Completo: I Leoni morti.

Autore: Saint-Paulien

Anno: 2007

Pagine: 288

Il libro: Saint-Paulien è lo pseudonimo di M.I. Sicard, che, giovanissimo, fu il braccio destro di Jacques Doriot, presidente del Parti Populair Francais, considerato dal 1936 al 1945 il partito “fascsita” per eccellenza in Francia. Sicard, nel 1946, fu condannato ai lavori forzati a vita. Si consegnò volontariamente alla polizia francese nel 1957 e fu quindi amnistiato. Questo libro che, l’autore stesso, definisce una via di mezzo tra il fatto storico e il romanzo, ha costituito per diversi decenni (e continua tuttora ad esserlo) un fondamentale punto di riferimento, quasi un’icona tra le letture preferite di quanti, vedono nella lotta spesso senza speranza dei volontari stranieri delle Waffen-SS, l’ultimo atto di una vecchia Europa delle varie etnie, delle diverse nazionalità che ormai è in pieno disfacimento. L’epopea dei volontari francesi nell’ultima difesa di Berlino. Così ne scrisse Otto Skorzeny: «Posso affermare che gli ultimi combattimento svoltisi attorno alla Cancelleria del Reich sono descritti da Saint-Paulien con rigorosa esattezza. Impegno tutti i miei camerati a leggere questo libro e posso solo rimpiangere che un’opera siffatta non sia stata scritta da un tedesco». L’abnegazione e il sacrificio di un reparto di Waffen-SS francesi nella capitale del Reich ormai circondata dai sovietici, resterà nell’immaginario delle generazioni di europei che credono ancora in una visione del mondo alternativa all’attuale, esempio estremo di coerenza, fedeltà, onore. A prescindere che il libro è attualmente pubblicato dalla nostra casa editrice, lo riteniamo uno dei dieci libri che non dovrebbero in assoluto mancare nella biblioteca di chi vuole andare oltre e vedere la storia da una differente prospettiva.

Capitolo I L’ultimo Battaglione – (Gruenewald)

Capitolo II La Battaglia di Berlino (I) – Neukolln – Hermannplatz

Capitolo III La Battaglia di Berlino (II) – La testa di ponte sull’Oder – L’uomo dagli occhi grigi – La Guardia Rossa

Capitolo IV La Battaglia di Berlino (III) – Belle-Alliance – Il Colonello degli Ussai Verdi – Wilhelmstrasse

Capitolo V La Battaglia di Berlino (IV) – Wenck, Hoechste Zeit – Un colpo di pistola in sogno – Il braciere

Capitolo VI La Battaglia di Berlino (fine) – “Na c’to tebe teper ruzjé, tovarisc” – La pace della fogna

Brossura 15 x 21 cm. 203 pagine con 1/16 fuori testo di foto in b/n

Quarta edizione, stampato nel 2012 da Ritter Edizioni

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UPANISAD ANTICHE E MEDIE

Titolo completo: Upanisad antiche e medie

Curatore: P. Filippani – Ronconi

Anno: 2007

Pagine: 507

Il libro: Poche opere riflettono come le Upanisad la religione e la cultura di un’intera civiltà. In questi scritti l’India ha riversato l’essenza del suo pensiero: insegnamenti segreti, comunicabili non nel consesso urbano, bensì in dialoghi pacati nella quiete delle selve. Le Upanisad attraversano almeno quindici secoli dal sesto prima di Cristo all’ottavo dell’era attuale. Pochi sono i capisaldi concettuali: l’identità del principio cosciente individuale con l’Assoluto, il rifiuto della conoscenza fondata sulle impressioni sensibili, l’elaborazione di un percorso soteriologico.

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