• PENSIERI DI MARCO AURELIO • carattere romano, stile militante – 3

Pensieri – Marco Aurelio – LIBRO VI
Compio il mio dovere; niente può distrarmi perché è o oggetto inanimato, o essere privo di ragione, oppure smarrito per ignoranza dalla retta via.

La visione del mondo Tradizionale pone il Sacro al Centro, ossia laddove deve stare. E dove di fatto in ogni caso è, nonostante il mondo moderno nella sua inconsapevole impotenza cerchi di sminuirlo nel relativismo dominante, per poi eliminarlo.
Nel momento in cui il Sacro è posto nella nostra vita laddove deve stare, di conseguenza diviene limpido quale sia il nostro Dovere, poiché esso altro non è che essere al servizio della Tradizione, agendo conformemente alla Norma secondo quello che è il proprio ruolo organico e secondo quelle che sono le proprie caratteristiche peculiari.
In una società organica è naturale fare il proprio dovere poiché ognuno sta nel posto che per natura gli compete. Non potrebbe essere altrimenti.
In quel diabolico guazzabuglio che è il mondo moderno invece è una impresa a dir poco ardua, poiché spesso e volentieri questa struttura organica naturale è sovvertita.
Laddove impera la Sovversione, l’Uomo della Tradizione rimane impassibile e distaccato, senza lasciarsi distrarre dalle vanità mondane, senza lasciarsi tentare dai sibillini traviamenti con cui viene bombardato ogni giorno, poiché egli sa che tutto ciò che non tende al Sacro è pura illusione e non può che lasciare il tempo che trova.
Solo il Sacro è Realtà.
L’Uomo in piedi, imperturbabile, fissa il Sole, agisce in conformità al Sacro e cosi facendo adempie il proprio dovere. Nella missione di Rivoluzione per il Sacro, non si può perder tempo dietro all’ignoranza.