Educazione Hippie: Osho patrigno malvagio di Camila Raznovich

Da “Lo rifarei!” a “Non lo rifarei!”, Camila Raznovich cambia idea sulla sua infanzia hippie al seguito di Osho. La conduttrice di Kilimangiaro, nella nuova edizione della sua autobiografia, rivela che cosa volesse dire vivere al seguito della comunità del santone indiano. “Piangevo tutte le sere”, ricorda la conduttrice, che ha rivalutato la sua esperienza personale una volta diventata madre. Cose da non credere! Non l’avremmo mai detto che il simpatico Osho, amante del lusso, delle Cadillac, delle donne e delle droghe fosse un imbonitore, un venditore di frottole e “aria fritta”.
Dopotutto cosa è il neospiritualismo se non una trappola, un’evasione che si crede pseudospirituale ma in verità di Spirituale ha ben poco e tende ad abbassare l’uomo, piuttosto che innalzarlo. Il neospiritualismo è arnese della Sovversione, la quale dapprima ha provato a ridurre l’uomo a un meccanismo – mediante l’anti-tradizione – per poi virare su questi viscidi mezzi di scimmiottamento dello Spirito (la vera e propria contro-tradizione). La moderna civiltà massificata e materialista ha creato negli Hippie e nelle mode new age – ancora in voga – una valvola di sfogo pseudo-spirituale che non porta da nessuna parte, se non alla regressione. Fa piacere in ogni caso sapere che, dopo molti anni, la Raznovich si sia ricreduta: possiamo dire con certezza che questa sia l’unica vera “illuminazione” che abbia mai raggiunto.

(da tvzap.kataweb.it) – Camila Raznovich, a 10 anni in un regime militare vittima di un esperimento: ‘Piangevo tutte le notti’. La conduttrice ritratta il giudizio sulla sua infanzia alternativa vissuta in comunità hippy e racconta dell’esperienza traumatizzante che aveva rimosso
Tredici anni fa Camila Raznovich aveva pubblicato un libro dal titolo “Lo rifarei!” in cui raccontava della sua infanzia alternativa che vedeva come una ricchezza. Adesso quel libro è stato ripubblicato con una nuova prefazione in cui cambia completamente idea. La conduttrice de Il Borgo dei Borghi e Kilimangiaro, su Rai3 è figlia di una coppia di seguaci di Osho e fin da piccola ha vissuto in comunità tra India, Inghilterra e Milano, dove i bambini erano spesso lasciati in autogestione. Sul settimanale F di Cairo Editore in edicola il 25 settembre in una intervista spiega i motivi di questa ritrattazione “Tredici anni fa ero giovane e quando si è giovani leggi tutto in maniera positiva. Il fatto di diventare madre (10 anni fa di Viola e 7 anni fa di Sole, ndr) ha cambiato radicalmente la percezione del mio passato. “Non lo rifarei” nasce da una nuova consapevolezza: non è una esperienza che farei fare alle mie figlie”.
Qual è stata l’esperienza che l’ha segnata di più nel corso della sua infanzia? “Senza dubbio i quattro mesi nella sperduta campagna inglese in un regime militare. Ero in quinta elementare e fui selezionata per questo esperimento che prevedeva che trecento bambini vivessero con nove adulti, questa era la proporzione. Nel libro lo raccontavo quasi divertita: con l’analisi ho capito di esserne stata fortemente traumatizzata tanto che uno dei miei compagni, da grande, mi ha raccontato che piangevo tutte le notti, l’avevo rimosso. Il sentimento più forte che ho provato era la paura“.