L’ipocrisia della sinistra che schianterà Greta

(a cura della Comunità Militante Raido)
Lo squallore e la china che ha preso l’universo culturale e politico della Sinistra è ormai sotto gli occhi di tutti, da tempo.
Persi i riferimenti col passato, con i “mostri sacri” che portavano i nomi di Marx, Lenin, Trotsky, Gramsci, etc., i nostri poveri sventurati sono alla continua ricerca di nuovi eroi laici che possano rappresentarli. Dalla capitana della ONG (sic) Carola, che “aiuta i migranti in difficoltà” nel Mar Mediterraneo, fino alla nuova campionessa ecologista Greta, che alla tenera età di 16 anni affronta i grandi e i potenti della terra niente-di-meno-che a casa loro, presso la sede delle Nazioni Unite.
Infatti, leggiamo LaRepubblica l’indomani del Friday For Future e i toni trionfalistici per un’intera generazione che si ribella si sprecano: “Forza Ragazzi!”, “Sono loro la nuova coscienza rivoluzionaria”, “A morte i vecchi che inquinano e viva i giovani ecologisti!”. Senza ricamarci troppo sopra, sono più o meno questi i titoli e i toni che si leggono o si ascoltano ai telegiornali. E noi lì, seduti in poltrona, inebetiti a dire: “Oh ma è propria brava sta ragazzina. Meno male che c’è qualcuno che ama la natura!”.
Al di là delle considerazioni sul perché la sinistra abbia da sempre ritenuto la battaglia ecologista cosa propria, quando il comunismo – e quindi i nonni dei nuovi paladini – ha fatto notoriamente a cazzotti con la natura in funzione di una visione materialista e conseguentemente sfruttatrice della natura stessa, la nostra sinistra buonista, animata dalle nobili intenzioni di salvare il mondo, quella che per definizione “è dalla parte del bene“, ancora una volta dimostra di essere palesemente dalla parte del male.
Perché, come al solito, i nostri cari (ex) compagni, maestri nell’arte della dissimulazione, dietro la faccia dell’amore universale, dell’aiuto incondizionato e abnegato verso tutto ciò che li circonda, che siano i nuovi poveri  – che per loro corrispondono solo ai migranti… dimenticando quelli che fanno meno notizia, ovvero i nostri connazionali che, perso il lavoro, affollano le mense della Caritas, o anche le popolazioni terremotate che sembra non possano più contare su un futuro – o appunto la natura e il clima, mostrano il loro vero volto cinico e sfruttatore.
Sia chiaro, non entreremo nel merito del “fenomeno Greta”, che meriterebbe un’analisi a parte, né sul tema del surriscaldamento globale, altrettanto importante e che necessita di considerazioni proprie. Ci vogliamo solamente limitare a mostrare lo squallido volto di chi, ormai da sempre, è dalla parte dei potenti e dei poteri forti, semplicemente perché loro stessi sono i potenti e i poteri forti.
Mano, Burattino, Pupazzo Di Neve, Politico, AlexE ciò potrà anche non corrispondere con l’andamento elettorale del momento, vista l’attuale caduta libera nei consensi della sinistra italiana; ma non è questa l’unità di misura corretta per verificare se si è dalla parte di certi poteri o meno, la quale va cercata, invece, nel clima socio-culturale-politico che “respiriamo”, nella direzione che ha preso il mondo, nella continua e ossessiva costruzione di nuove credenze e mentalità che quotidianamente ci inculcano, grazie ai giornali, i media, i social, la musica, lo sport, la cultura, la scuola, etc.
Il mondo, quello del terzo millennio, ha preso una piega ben precisa e probabilmente la vittoria di Salvini alle prossime elezioni potrà anche arrestare momentaneamente una caduta, che rimane disastrosa e inevitabile e che, come una valanga travolge, sradica e distrugge tutto ciò che incontra.
Scuola, Sciopero Di 4 Clima, Manifestazioni, ZagabriaPertanto, per LaRepubblica e la sinistra italiana l’eroe del momento, quello che va di moda, corrisponde al nome di Greta, una povera bambina di 16 anni affetta dalla sindrome di Asperger che, grazie ad un’operazione di marketing studiata con grande intelligenza, ci insegna come rispettare il clima e l’ambiente attraverso slogan, temi abbastanza banali, tesi che non hanno granché di scientifico ma che, efficaci sul piano emotivo e sentimentale, sanno colpire un’opinione pubblica appecoronata.
Perché l’uomo medio, l’uomo della strada che ne sa di libri e libri, in cui si spiega l’andamento climatico della terra? Che ne sa del rispetto della natura secondo le tradizioni e le culture dei popoli, per cui la natura stessa è in grado di comunicare a chi ha occhi per vedere e orecchie per sentire? L’uomo medio – e quindi tutti i ragazzini che hanno fatto sega a scuola venerdì scorso per gridare al mondo la loro denuncia… salvo poi andare da Mc Donald’s e chattare tutto il tempo col loro I-Phone, per poi rientrare a casa con le loro macchinine inquinanti), è formato su ciò che i media e i social gli trasmettono.
Ed ecco allora Greta, la nuova fanciulla d’Orleans che, prima o poi, finirà anche lei per essere tradita da chi adesso la glorifica, dalla corte dei miracoli che la circonda, composta dalla famiglia (se così la possiamo definire…) e da abili operatori; perché nel momento in cui la strumentalizzazione sarà terminata, l’ingranaggio nel quale è stata inserita a sua inconsapevolezza – a 16 anni hai una percezione della realtà comunque da sedicenne e chi dice il contrario dice cazzate – dopo averla masticata per bene, la sputerà come un rifiuto.
Uno di quei tanti rifiuti che oggi si vorrebbe non più produrre in funzione di non si sa quale miracolo, dato che la società liberal-capitalista che guida il mondo intero poggia la sua economia, il suo benessere, la sua prosperità, le sue convinzioni, sulla produzione incessante e inesauribile di rifiuti.
Qualcuno potrebbe dire: “Vabbè che c’è di male a mandare avanti una bambina, forse così il mondo si sensibilizza ancora di più…”. Il male c’è eccome, perché a coloro che oggi la invitano a parlare e a presenziare anche in luoghi dove forse se hai tre lauree, dieci master, e agganci ai piani alti, al massimo ti fanno entrare a fare lo spettatore, non gliene frega nulla dell’ambiente, semplicemente perché sono loro stessi i principali distruttori dell’ambiente.
E allora Greta, il cui fenomeno mediatico risponde a logiche proprie di un mondo globalizzato sul quale prima o poi ritorneremo a parlare, è l’ennesimo marchio pubblicitario a disposizione di un sistema diabolico e cinico che sfrutta una malattia con spudoratezza e sfacciataggine. “Avete visto Greta come era arrabbiata con Trump? Avete visto con quale forza ha espresso le sue ragioni presso le Nazioni Unite?”. Ma qualcuno, dotato di un briciolo di sensibilità, si è accorto che quel suo modo di porsi, quell’espressione costantemente ingrugnita è conseguenza di un disagio, serio e reale, proprio di una sindrome come quella di Asperger?
Qualcuno si è accorto che gettare in pasto all’opinione pubblica una ragazzina, trasformarla in una moda ed in uno status symbol, esporla anche all’odio dei social che la vedono come una bimbetta viziata, antipatica e egocentrica, è un atto irrispettoso delle fragilità di una adolescente, crudele e dalle inevitabili conseguenze? Quando tutto finirà, cosa ne sarà di questa ragazzina che oggi è al centro della ribalta e domani, finita la sua missione profetica, sarà dimenticata?
Tutto ciò lo chiediamo prima di tutto a Repubblica e alla nostra “cara” sinistra, sempre dalla parte dei deboli e degli sfruttati, dalla parte del bene e del giusto, in lotta costante contro quei “fascisti” che sono ovunque e che vogliono distruggere il mondo.
Lo chiediamo proprio a loro, aggiungendo solo una parola: Vergognatevi!