Armati di KULTUR! Novità dagli scaffali

LA GUERRA OCCULTA

Titolo Completo:  La guerra occulta. Armi e fasi dell’attacco ebraico-massonico alla tradizione europea

Autore: Malynski Emmanuel

Anno: 2008

Pagine: 264

Il Libro: L’’incipit’ de La guerra occulta suona così: “La chiave dell’intera storia del XIX secolo è l’evoluzione del movimento rivoluzionario dal 1789 al bolscevismo russo.” Prima che nel motivo della ‘congiura ebraico-massonica’, la validità di quest’opera sta nell’aver saputo individuare lucidamente l’arco di crisi che congiunge il 1789 (rivoluzione francese) con il 1917 (rivoluzione bolscevica), ovvero l’eruzione della ‘guerra civile mondiale’.

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GLI UOMINI E LE ROVINE

Titolo completo: Gli uomini e le rovine 

Autore: Julius Evola

Pagine: 288

Il libro: In questo libro Julius Evola, partendo dai principi di un “tradizionalismo integrale”traccia le linee essenziali di una dottrina dello Stato e di una visione generale della vita a carattere “rivoluzionario-conservatore”: rivoluzionario, con negazione decisa delle ideologie e dei miti che dominano il mondo dell’attuale decadenza europea e specialmente italiana (anticapitalismo, antiliberalismo, anticomunismo); conservatore, come ripresa in tutti i domini dell’idea aristocratica, gerarchica e qualitativa che ha già costituito la base di una superiore tradizione dell’Occidente. Il senso dell’autorità e del vero Stato, l’ideale “organico”, la denuncia della “demonia dell’economia”, il significato di un nuovo realismo antiborghese, positivo, antimarxista, l’indicazione dei punti di riferimento per la formazione di un tipo umano che vive nella modernità ma non l’accetta ed anche di una élite, l’attacco allo “storicismo” e la revisione della nostra storia al di fuori delle falsificazioni della vulgata corrente, una nuova scelta delle “tradizioni” italiane, il senso della “guerra segreta” condotta da forze mascherate non soltanto nel campo politico-sociale e l’indicazione delle armi usate in questa guerra che ha portato allo sfacelo dell’Europa tradizionale, sono fra i principali argomenti affrontati ne Gli uomini e le rovine (1953), le cui idee sono contenute in nuce negli “undici punti” di Orientamenti (1950) di cui si ripubblicano le bozze con le correzioni autografe del filosofo. Un libro che è certamente il più controcorrente e il più “reazionario” (in senso positivo e legittimo) che sia stato scritto in Europa dopo la seconda guerra mondiale. 

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IDEALISMO PRATICO

Titolo completo: Idealismo Pratico. Il libro da cui è nata la leggenda del “piano Kalergi”.

Autore: Coudenhove Kalergi R.N.

Anno: 2018

Pagine: 184

Il libro: Cos’è il “ piano Kalergi”? La teoria del complotto sul piano Kalergi è la credenza che esista un piano (chiamato piano Kalergi) d’incentivazione dell’immigrazione africana e asiatica verso l’Europa al fine di rimpiazzarne le popolazioni. Prende il nome dal filosofo austriaco Richard Nikolaus di Coudenhove-Kalergi (1894-1972), paneuropeista storico, cui viene attribuita la paternità di tale piano. Il testo riporta milioni di chiacchere alla realtà. Il “piano Kalergi” non esiste.

L’AUTORE

Il conte Richard Nikolaus di Coudenhove – Kalergi (Tokyo, 17 novembre 1894 – Schruns, 27 luglio 1972) è stato un politico e filosofo austriaco, fondatore dell’Unione Paneuropea e primo uomo politico a proporre un progetto di Europa unita. Il suo primo libro, intitolato Paneuropa, fu pubblicato nel 1923 e conteneva le linee guida per il Movimento Pan-Europa: esso fece il suo primo congresso a Vienna nel 1926 e, nel 1927, ne fu eletto presidente onorario Aristide Briand. Fu la prima persona a cui fu assegnato il Premio Carlo Magno nel 1950.

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DELL’OSTILITÀ

Titolo completo: Dell’ostilità

Autore: Kurt Eggers

Anno: 2019

Pagine: 100

Il libro: Testo tedesco a fronte.

1941: l’anno del lancio dei paracadutisti su Creta, dell’offensiva di Rommel in Libia, ma soprattutto, l’anno in cui avrebbe avuto inizio l’Operazione Barbarossa, l’attacco di proporzioni gigantesche all’Unione Sovietica di Stalin. La Germania di Adolf Hitler dovette fare appello a tutte le forze per poter destreggiarsi tra i molteplici fronti aperti. Alla mobilitazione generale avrebbero concorso più voci, non ultima quella di Kurt Eggers con il suo Von der Feindschaft.

Già volontario nelle Waffen-SS, il suo richiamo all’amore per la Germania, al giuramento di fedeltà al Führer, alla consapevolezza del proprio dovere come soldato non poteva risultare estraneo né rimanere relegato nel mondo delle idee.

Paladino dell’azione ardimentosa, al cristiano “ama i tuoi nemici” contrapponeva l’idea di ostilità – l’odio come moto dell’istinto, come espressione della volontà dell’anima; al vecchio mondo dei borghesi e degli schiavisti, il nuovo mondo in cui si portava a compimento la legge tedesca; alla paura della sofferenza, la sua accettazione come necessaria all’atto creativo. Fino a giungere alla consapevolezza che esistono lotte per la vita e la morte che possono concludersi soltanto con la vittoria assoluta del più forte e il totale annientamento dell’idea sconfitta.

Tutto ciò si traduceva per Eggers e per i suoi camerati in un solo comandamento:

“Vorwärts!”

“Avanti!”.

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L’ITALIA NEL XX SECOLO

Autore: Sermonti R.

Anno: 2001

Pagine: 205 

Il libro: È noto quale squallido indottrinamento la scuola italiana imponga agli studenti. Purtroppo, nei decenni passati una destra troppo colpevole ha quasi completamente abbandonato il mondo dell’editoria, dell’università e della scuola nelle mani dei suoi avversari politici e culturali, lasciando così campo aperto alle dottrine più degradanti e mistificatorie. Non soltanto i libri di storia su cui studiano le generazioni da almeno tre decenni, ma anche quelli di filosofia, letteratura, educazione civica e via dicendo riflettono univocamente una stessa concezione del mondo e dell’uomo: materialista, economicista, storicista e antitradizionale. Lo si vede in ogni dominio: il marxismo, la psicanalisi e l’evoluzionismo sono i dogmi interpretativi, e ogni modello realmente alternativo a quest’ottica degradante viene severamente bandito con anatemi e crucifige. La scuola italiana è pressoché completamente in mano a un corpo docente di levatura sessantottina, e ciò significa che cambiamenti radicali sono improbabili nel breve e nel medio periodo, dovendosi oggi fare affidamento solo su una graduale opera di esautorazione di questa asfittica cultura dominante, osteggiandola in tutti i campi e soprattutto contrapponendole un’autentica e rigorosa visione del mondo, inconciliabile e alternativa. Si tratta di riuscire ad affermare, con il coraggio che è richiesto dalle idee nobili, principi e valori che precedono il culto del degrado e della sovversione oggi imperanti in ogni dominio, per restituire dignità e valore alla nostra cultura.

È con questo spirito che Rutilio Sermonti, un uomo indubbiamente di destra e ancora più indubbiamente coraggioso e battagliero, si è accinto a scrivere L’Italia nel XX secolo, una “Storia dell’Italia moderna per gli studenti che vogliono la verità”, come recita il sottotitolo di questo interessante libro stampato recentemente dalle Edizioni all’Insegna del Veltro di Parma. Sermonti non ha peli sulla lingua: rivisita con piglio critico cento anni di “storia patria” secondo la sua visione politica – e, diciamolo francamente, questo costituisce già di per sé una notevole novità in campo storiografico. Le poco più di duecento pagine del volume contengono almeno altrettante confutazioni di luoghi comuni, spesso stese con quella vivacità di chi sa di affermare tesi controcorrente ed ha una forte motivazione ideale. Certo, alcune pagine arrivano a vibrare di una tensione “nazionalista” che difficilmente si potrebbe condividere in toto: ma in generale il libro è scritto davvero bene, e ha il pregio fondamentale della rivisitazione in chiave critica.

Già nelle premesse sull’unificazione dell’Italia Sermonti scrive che questa fu attuata in maniera troppo brusca e che apparve «alla maggioranza dei sudditi come un fatto imposto dall’esterno». Non mancano le critiche alla disastrosa epoca del giolittismo e alla conduzione della campagna di aggressione della Libia, sfociata in diversi episodi sanguinosi che si sarebbe ben potuto evitare con una politica estera più assennata.

Circa la Grande Guerra, Sermonti ricostruisce le tendenze e i fervori che portarono a quella autentica carneficina nel cuore di Europa, e scrive – io credo assai giustamente – che «ciò si doveva soprattutto alla mentalità ottocentesca degli alti comandi, tutti provenienti da scuole di guerra fondate sull’esperienza del secolo precedente, in cui le offensive erano affidate a masse di fanterie, che attaccavano a ondate puntando a travolgere il nemico coll’impeto finale dell’arma bianca (baionetta), coadiuvate con manovre e cariche di cavalleria. Già al declino dell’Ottocento, invero, l’introduzione dei fucili a retrocarica, presto con caricatore multiplo, aveva cominciato a consigliare vivamente di cambiare sistema».

Il fatto che Sermonti sia un uomo di destra non deve far pensare che nel libro si trovi un’apologia sciocca e acritica del fascismo. Anzi, l’autore mette ben in luce, nel capitolo dedicato al Ventennio, le tante correnti e anche le peculiarità irriducibili del movimento mussoliniano, le sue pieghe nascoste, i suoi pregi e i suoi difetti in una visione circolare e non semplicistica, come è invece quella demonizzante oggi imperante. Ampio spazio è riservato alla rilettura del conflitto e di quel drammatico sogno di riparazione dell’onore nazionale infranto che si incarnò a Salò.

Le pagine scorrono via, poi, nella parte dedicata alla “Repubblica antifascista”, con l’asservimento definitivo dell’Italia a interessi extranazionali ed anche extraeuropei. Si entra così nell’epoca della svendita e del saccheggio di una nazione, che culminano con le note vicende di “Tangentopoli”.

Il libro si conclude con una visione assai disincantata del presente, tra un excursus sullo strapotere dei media e il lavaggio dei cervelli e un paragrafo davvero significativo sul diktat dell’integrazione razziale che grava, come una gigantesca spada di Damocle, sul destino di tutti noi Europei.

In conclusione, questo libro di Sermonti è un primo, importante e coraggioso contributo alla rivisitazione della storia contemporanea secondo i parametri di un’autentica libertà intellettuale.

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I FANATICI DELL’APOCALISSE

Titolo completo: I fanatici dell’apocalisse

Autore: Maurizio Blondet

Anno: 2014

Pagine: 174

Il libro: In un momento particolarmente drammatico dell’interminabile conflitto arabo-israeliano, questo provocatorio libro, giunto alla 3ª edizione ampliata e aggiornata, parte dall’attentato dell’11 settembre 2001 per ricostruire, con accuratezza e ricchezza di documentazione, i retroscena di un situazione apparentemente senza sbocco.

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