Ambientalismo idiota: Torino vieta tutte le auto d’epoca

Avete presente la bellissima sensazione che provate quando incontrate delle auto d’epoca italiane nelle nostre città? Bene, fra molto poco potrebbe essere un lontano ricordo. Infatti, Torino capitale dell’automobile d’Italia è la prima Città che dichiara guerra alle auto d’epoca, senza deroghe né eccezioni. Troviamo assurdo che uno degli asset più importanti del brand MadeInItaly (le auto d’epoca italiane) vengano trattate come “auto inquinanti” e nulla più.
Ciò, a dimostrazione del fatto che forse non basta essere “ambientalisti”, bisogna anche essere intelligenti e pragmatici nella gestione della cosa pubblica, da un lato, e nella conservazione della nostra identità dall’altro.

(tratto da ruoteclassiche.quattroruote.it) – Torino: Auto d’epoca? No grazie, preferisco di no
Dal 1° ottobre a Torino entra in vigore la nuova ordinanza antismog. Cancellate tutte le deroghe per i veicoli d’interesse storico e collezionistico: mai più auto d’epoca, nemmeno il sabato e la domenica.

Lo scorso luglio, come un fulmine a ciel sereno, l’addio al Parco Valentino, il salone dell’auto all’aperto dei record che negli ultimi cinque anni aveva in qualche modo fatto riscoprire alla città la sua anima più profonda, quella di metropoli industriale operaia e operosa. Oggi la notizia che le auto storiche probabilmente non potranno circolare mai più sul suolo cittadino, nemmeno il sabato e la domenica. Un bello smacco per la città che ospita le sedi dell’Asi e della Fiva.

Addio alla passeggiata domenicale con l’auto d’epoca. Nonostante l’Automotoclub Storico Italiano e la Fédération International des Véhicules Anciens, cioè le più importanti istituzioni del nostro settore, abbiano entrambe sede a Torino, il connubio tra la città della Mole e l’auto sembra finito per sempre. Quella in arrivo è una stangata di proporzioni inaudite per gli appassionati di auto storiche e per l’intero comparto e, allo stato attuale dei fatti, rischia di essere la pietra tombale sulla motor city italiana, in cui le auto storiche erano già state fortemente penalizzate dalle recenti ordinanze per i blocchi del traffico. Mortificarle alla stregua di passeggiatrici occasionali della domenica, imbottigliate nel traffico cittadino tra supercar e Panda a metano, evidentemente non era abbastanza. E così dal 1° ottobre 2019 sono bell’e pronte a entrare in vigore le nuove misure antinquinamento disposte dalla Regione Piemonte, che interesseranno Torino, l’intera area metropolitana e i comuni con più di 20.000 abitanti.

Nessuna deroga. Nel quadro della progressiva limitazione alla circolazione dei veicoli più inquinanti, oltre che su tutti i veicoli Euro 0 (diesel, benzina, metano e Gpl), il cappio si stringe anche attorno a tutti i veicoli diesel Euro 1, sette giorni su sette e ventiquattro ore su ventiquattro. E poco importa se insieme al libretto di circolazione i proprietari esibiranno il tagliandino che attesta la classificazione del mezzo come “di interesse storico e collezionistico”. Decadranno infatti tutte le deroghe per i veicoli storici precedentemente in essere, con il risultato che le auto d’epoca Euro 0 non potranno circolare nemmeno il sabato e la domenica, se non in occasione di eventi e raduni.

Non restano che i musei. Una notizia che lascia l’amaro in bocca e manda su tutte le furie gli appassionati di tutta Italia e non soltanto i torinesi, che se vorranno tenere vivo e coltivare il patrimonio storico dell’auto non avranno molta scelta: dovranno andare al Mauto. O al Centro Storico Fiat di via Chiabrera, tra Corso Massimo d’Azeglio e la sponda ovest del Po: si può visitare solo la domenica ed è gratis. Appena varcata la porta, un gruppo di volontari ex dipendenti Fiat è pronto ad accogliervi col sorriso. E a raccontarvi vita, morte e miracoli della Fabbrica che 120 anni fa cominciò, auto dopo auto, a mettere in moto l’Italia. Bei tempi…