Armati di KULTUR! Novità dagli scaffali

CACCIATORI DI UOMINI

Titolo completo: Cacciatori di uomini.  L’SS-Sonderkommando “Dirlewanger”. La più spietata unità antipartigiana di Hitler 

Curatore: A.Lombardi

Anno: 2018

Pagine: 404

Il libro: Il Sonderkommando “Dirlewanger”, passato alla storia per le sue efferatezze e per la personalità del suo comandante, l’SS-Oberführer Dr. Oskar Dirlewanger, venne costituito nel 1940 come un Battaglione composto di bracconieri coscritti. I primi incarichi del Sonderkommando furono in Polonia fino al 1942, e successivamente Dirlewanger e i suoi furono impegnati per due anni in azioni antipartigiane nel difficile territorio della Russia centrale, tra paludi inospitali e foreste tetre, combattendo senza dare né chiedere quartiere un nemico feroce e elusivo. Quindi il Sonderkommando partecipò alla sanguinosa repressione della rivolta di Varsavia nel 1944, e infine venne chiamato in Slovacchia a sedare un’altra insurrezione. Portato a livello divisionale ai primi del 1945, con l’approssimarsi della fine della guerra ciò che restava dell’unità fu impegnato nella difesa di Berlino durante l’avanzata finale sovietica del marzo-aprile 1945, finendo annientata nella sacca di Halbe. Il testo, integrato da 270 illustrazioni, approfondisce inoltre la carriera militare di Oskar Dirlewanger nella prima guerra mondiale e nei Freikorps, e presenta estratti di interviste a veterani dell’unità.

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I LEONI MORTI

Titolo Completo: I Leoni morti.

Autore: Saint-Paulien

Anno: 2007

Pagine: 288

Il libro: Saint-Paulien è lo pseudonimo di M.I. Sicard, che, giovanissimo, fu il braccio destro di Jacques Doriot, presidente del Parti Populair Francais, considerato dal 1936 al 1945 il partito “fascsita” per eccellenza in Francia. Sicard, nel 1946, fu condannato ai lavori forzati a vita. Si consegnò volontariamente alla polizia francese nel 1957 e fu quindi amnistiato. Questo libro che, l’autore stesso, definisce una via di mezzo tra il fatto storico e il romanzo, ha costituito per diversi decenni (e continua tuttora ad esserlo) un fondamentale punto di riferimento, quasi un’icona tra le letture preferite di quanti, vedono nella lotta spesso senza speranza dei volontari stranieri delle Waffen-ss, l’ultimo atto di una vecchia Europa delle varie etnie, delle diverse nazionalità che ormai è in pieno disfacimento. L’epopea dei volontari francesi nell’ultima difesa di Berlino. Così ne scrisse Otto Skorzeny: «Posso affermare che gli ultimi combattimento svoltisi attorno alla Cancelleria del Reich sono descritti da Saint-Paulien con rigorosa esattezza. Impegno tutti i miei camerati a leggere questo libro e posso solo rimpiangere che un’opera siffatta non sia stata scritta da un tedesco». L’abnegazione e il sacrificio di un reparto di Waffen-SS francesi nella capitale del Reich ormai circondata dai sovietici, resterà nell’immaginario delle generazioni di europei che credono ancora in una visione del mondo alternativa all’attuale, esempio estremo di coerenza, fedeltà, onore. A prescindere che il libro è attualmente pubblicato dalla nostra casa editrice, lo riteniamo uno dei dieci libri che non dovrebbero in assoluto mancare nella bibblioteca di chi vuole andare oltre e vedere la storia da una differente prospettiva.

Capitolo I L’ultimoBattaglione – (Gruenewald)

Capitolo II LaBattaglia di Berlino (I) – Neukolln – Hermannplatz

Capitolo III La Battaglia di Berlino (II) – La testa di ponte sull’Oder – L’uomo dagli occhi grigi – La Guardia Rossa

Capitolo IV La Battaglia di Berlino (III) – Belle-Alliance – Il Colonello degli Ussai Verdi – Wilhelmstrasse

Capitolo V La Battaglia di Berlino (IV) – Wenck, Hoechste Zeit – Un colpo di pistola in sogno – Il braciere

Capitolo VI La Battaglia di Berlino (fine) – “Na c’to tebe teper ruzjé, tovarisc” – La pace della fogna

Brossura 15 x 21 cm. 203 pagine con 1/16 fuori testo di foto in b/n

Quarta edizione, stampato nel 2012 da Ritter Edizioni

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SOLE E ACCIAIO

Titolo completo: Sole e Acciaio

Autore: Yukio Mishima

Anno: 2016

Pagine: 96

Il libro: L’autore racconta la scoperta della propria identità fisica, l’interesse per la pratica delle arti marziali e la ricerca di un “linguaggio del corpo”; la testimonianza di un’appassionata indagine nella propria identità di uomo, oltre ogni limite, oltre ogni convenzione.

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LA VOCE DELLA FOGNA

Titolo completo: La Voce della Fogna. Ristampa completa.

Autori: AA.VV.

Anno: 2019

Pagine: 444

Il libro: “Fascisti, carogne, tornate nelle fogne!” è uno degli slogan che meglio descrivono il clima arroventato e avvelenato degli anni di piombo. Stava a significare che chi non stava dalla parte dei gruppi che imperversavano nelle piazze reclamando l’avvento del comunismo non aveva diritto di cittadinanza. Né di espressione. Né, spesso, di esistenza: doveva “fare la fine di Mussolini” e stop. In quell’atmosfera di soffocante intolleranza, c’era però chi resisteva e non si arrendeva, coltivando nel ghetto in cui era stato costretto i propri sogni di una rivoluzione di diverso segno. Per costoro, le fogne in cui li si voleva ricacciare erano le nuove catacombe, da cui speravano di far sorgere un mondo nuovo, libero dalla tirannia del denaro e dei consumi ma anche dalle utopie egualitarie. “La voce della fogna” era, per molti di loro, un manuale di sopravvivenza: una rivistina che cercava di tracciare i contorni di una visione del mondo alternativa occupandosi di politica ma anche di cinema, di musica, di letteratura, di teatro, di fumetti, di satira, di etica (Marco Tarchi).

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I VOLONTARI ITALIANI NELLE WAFFEN-SS

Titolo completo: I volontari italiani nelle Waffen-SS. Pensiero politico, formazione culturale e motivazioni al volontario.

Autore: Nicola Guerra

Anno: 2014

Pagine: 368

IL LIBRO – Per la prima volta una ricerca storica sui volontari italiani nelle Waffen-SS adotta il metodo della storia orale e raccoglie le testimonianze di coloro che maturarono tale scelta in uno scenario storico, politico, militare e spesso anche famigliare di grande complessità. Nicola Guerra in questo studio raccoglie il suggerimento di Renzo De Felice di ascoltare le testimonianze dei vinti per comprenderne le scelte e le azioni. Ne risulta un’opera approfondita sul pensiero politico, la cultura ed anche i sentimenti dei volontari che si differenzia dalle precedenti pubblicazioni di impostazione politicizzata a livello di condanna morale o di apologia. Guerra ricostruisce un profilo ideologico e culturale dei volontari che, distante sia da quello del soldato politico, caro alla storiografia di destra, sia da quello dell’avventuriero ispirato da una ideologia maligna, caro alla storiografia resistenziale, risulta importante per la comprensione del fenomeno di volontariato e delle dinamiche ideologiche dell’ultimo fascismo.

DAL TESTO – “Dalle tematiche emerse nel narrato dei volontari e sinora prese in esame si evincono i tratti principali dell’ideologia fascista che animò i volontari italiani nelle Waffen-SS. Un fascismo che si potrebbe definire sincretico, perché concepito come unione consapevole di elementi mutuati sia dal fascismo italiano sia dal nazionalsocialismo, ed anche universale, perché pronto ad includere nella medesima famiglia politica tutte le differenti esperienze fasciste internazionali. Non dunque più un fascismo prettamente italiano, ma frutto piuttosto di un’opera di amalgama che nasce a livello ideologico e si realizza e rafforza in guerra con l’uniforme delle Waffen-SS.
  “Un fascismo che ricorda quello delle origini per la prevalente componente sociale, ma che se ne differenzia per la maggior consapevolezza politica che lo porta ad acquisire un forte respiro internazionalista e a maturare il rifiuto di una prospettiva meramente nazionalista e di ogni tentazione razzista di tipo biologico. Si potrebbe dire che il fascismo diventi per i volontari una visione del mondo e della vita opposta al materialismo marxista, al quale è riconosciuto un erroneo perseguimento della giustizia sociale, e a quello capitalista.
 “È il perseguimento della giustizia sociale, che si declina spesso in quello che i volontari definiscono come antigiudaismo, il cardine del loro pensiero politico ed anche una delle motivazioni ad un volontariato vissuto come partecipazione non ad una semplice guerra, ma ad uno scontro di civiltà che vede il fascismo, definibile come socialismo delle patrie, combattere per salvare l’uomo dagli inganni del capitalismo e del bolscevismo che lo allontanano dalla sua stessa natura e dal conseguimento della felicità. Ma anche un’ideologia politica in cui l’uomo è e vuole essere parte attiva della storia e in cui lo spirito d’avventura si traduce in un impeto all’azione.
“Per comprendere più a fondo la natura di tale pensiero politico è però utile esaminare anche le valutazioni che i volontari stessi danno dell’esperienza fascista italiana. Identificare le aree di apprezzamento e quelle di critica è importante per disegnare il retroterra ideologico dei volontari e determinare le origini delle successive traiettorie politiche che portarono al volontariato o maturarono vestendo l’uniforme delle Waffen-SS.”

L’AUTORENicola Guerra (Massa, 1969) ha conseguito la laurea in Economia e Commercio, con una tesi in geografia economica sull’emigrazione italiana, presso l’Università degli studi di Pisa e il titolo di dottore di ricerca in Lingua e Cultura italiana presso l’Università di Turku in Finlandia. Lo stesso ateneo finlandese dal gennaio 2014 gli ha conferito il titolo di docente in Storia e Società dell’Italia moderna. Le sue ricerche in ambito storico, incentrate sul metodo della storia orale e della history from below, riguardano il fenomeno dell’emigrazione italiana all’estero, del Controrisorgimento e del volontariato militare italiano nelle Waffen-SS. Lo studio della società italiana moderna, in ambito linguistico e sociolinguistico, si incentra prevalentemente sui fenomeni del graffitismo e del muralismo, della sottocultura ultras e dei radicalismi politici.

INDICE DELL’OPERA – Introduzione – 1. Inquadramento storico e storiografico (Le Waffen-SS italiane negli studi internazionali – Nascita, sviluppo e internazionalizzazione delle Waffen-SS – Definizione di volontario italiano nelle Waffen-SS e modalità di arruolamento – Le Waffen-SS italiane nella storiografia e nei media nazionali – Gli anni della guerra civile come oggetto di studio – La storiografia nazionale sui volontari italiani nelle Waffen-SS – Stigma sociale, giornalismo e processi) – 2. Fonti e metodologia (L’intervista come metodo di ricerca – Il ritardo nell’uso dell’intervista nella storiografia italiana – La raccolta dei dati e il profilo degli informanti – Una metodologia integrata – Flusso dell’analisi) – 3. Apparato sociale e culturale dei volontari italiani (Inquadramento sociale, famigliare e istruzione – Fascinazioni letterarie – Spirito d’avventura – Inserimento sociale, interazione con la popolazione e sentimenti amorosi – Figure di riferimento ed eroi – Il mito del soldato tedesco e delle SS – Spiritualità, religiosità e culto della natura – La cerchia esoterica – La guerra e la morte: il destino – Cameratismo e comunitarismo) – 4. Pensiero politico (Fascisti, nazisti, nazifascisti? – Giustizia sociale – Anticapitalismo – Antisemitismo, antigiudaismo, antiebraismo – Concezione razziale – Anticomunismo – Patriottismo, europeismo, internazionalismo – Quale fascismo? – Echi futuristi e modernizzazione del Paese – Riformismo sociale – Deriva conservatrice e critiche – Mussolini e il mussolinismo – Fascismo, patria e Sudtirolo) – 5. Il vissuto e le contingenze storiche (Il 25 luglio e l’8 settembre 1943 – La difesa della patria contro l’invasore – La guerra civile – La sconfitta e il dopoguerra) – Conclusioni – English summary – Appendice fotografica – Fonti e bibliografia – Fonti primarie (1. Interviste effettuate dall’autore – 2. Corrispondenza con l’autore – 3. Memorialistica dei volontari edita e inedita – 4. Interviste ai volontari pubblicate – 5. Pubblicazioni dei volontari italiani – 6. Fonti d’archivio) – Fonti secondarie (7. Scritti e pubblicazioni coeve o antecedenti – 8. Bibliografia) – L’Autore

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AHNENERBE

Autore: Gianfranco Drioli

Anno: 2011

Pagine: 202

Il libro: Ahnenerbe. Ordine esoterico? Organizzazione scientifica? A questa domanda, attraverso l’analisi delle ricerche di esponenti quali Karl Maria Wiligut, Friedrich Hielscher, Hermann Wirth e la cronaca delle spedizioni scientifiche più o meno conosciute, cerca di dare una risposta la prima parte dell’articolata opera di Gianfranco Drioli. Ma cosa è rimasto dell’Ahnenerbe dopo la guerra? La risposta la troviamo nella seconda parte dell’opera, dove l’Autore prende in esame tutte quelle ricerche che, essenzialmente in ambito antropologico-razziale, sono state proseguite o da ex-esponenti dell’organizzazione o da scienziati che ne hanno ripreso tematiche e metodologie quali Jurgen Spanuth, Jacques De Mahieu, Hermann Munk ed il meno conosciuto N. C. Doyto. Julius Evola, Savitri Devi, Miguel Serrano e un’intervista a un misterioso esponente dell’Ahnenerbe in esilio in Sud America, concludono questa interessante e curiosa opera.

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