Catalogna: si riaccendono i riflettori sulla farsa indipendentista 

Ancora scontri in Catalogna fra manifestanti indipendentisti e polizia spagnola. Sulla scia delle proteste contro Madrid è di nuovo in fiamme Barcellona, capitale di quella Catalogna che da anni la Globalizzazione vuole indipendente. Esatto, la globalizzazione. Non ci vuole molto per comprendere che ciò che anima la battaglia indipendentista catalana non è né la Tradizione né l’amore per la propria terra. Ed è proprio per questo che parliamo di farsa. A portare avanti le istanze indipendentiste sono infatti centri sociali, movimenti no-global e no-borders. È la massa, eterodiretta dagli interessi della Globalizzazione, a voler una Catalogna indipendente, una Spagna debole, disunita e divisa.
Ma non solo di farsa stiamo parlando, anche di “cortocircuito”. Gli stessi sbandati che richiedono l’indipendenza – e quindi disegnare nuovi confini sulla mappa d’Europa – vogliono un mondo senza frontiere, senza confini, senza regole e identità. Come sia possibile questa enorme contraddizione è difficile da capire, anzi, quasi impossibile. Dopotutto non dobbiamo aspettarci niente di sensato da chi non indirizza la propria Azione.

(tratto da www.ansa.it) – Catalogna a ferro e fuoco, 182 feriti e 54 arresti. Il ministro dell’Interno: ‘Massima determinazione contro indipendentismo violento’

Sale a 182 feriti e 54 arresti il bilancio della quinta notte di proteste e scontri a Barcellona, dove la polizia ha anche fatto uso per la prima volta – riferisce la stampa spagnola – di un camion idrante per farsi strada lungo le vie del centro invase di manifestanti e costeggiate di barricate in fiamme. Dopo la mezzanotte, dopo più di sette ore di combattimenti, le violenze sono diminuite di intensità. Per le vie del centro sono rimasti numerosi agenti e i sassi usati negli scontri.

Prima che la gran parte dei manifestanti lasciasse le vie del centro di Barcellona, il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska ha parlato dal palazzo della Moncloa per avvertire che il codice penale sarà applicato “con la massima determinazione” contro “l’indipendentismo violento”. Marlaska ha indicato in 400 il numero di persone che si sarebbero rese responsabili degli atti vandalici di questi giorni. Ha poi precisato che 89 sono i feriti registrati in tutta la Catalogna nella giornata di ieri. Sessanta di questi a Barcellona, due di loro con gravi lesioni agli occhi. Gli scontri di Barcellona si sono replicati anche in altre città, con lanci di pietre, barricate, mobilia gettata in strada, feriti e arresti. A Girona i Mossos, in borghese tra la folla dei manifestanti, hanno arrestato 11 persone. Tra le persone fermate a Barcellona, anche un fotoreporter del quotidiano El Pais, che sottolinea un atteggiamento aggressivo degli agenti verso gli operatori dell’informazione. 

E ormai è ufficiale, il ‘classico’ Barcellona-Real Madrid è stato rinviato. La partita non si giocherà il prossimo 26 ottobre. La federcalcio spagnola, dopo la riunione del comitato delle competizioni, ha ufficializzato il rinvio per ragioni di sicurezza alla luce degli scontri di questi giorni nella città catalana. I due club sarebbero orientati a recuperare la partita mercoledì 18 dicembre.