• CODREANU OGGI • attualità politica dell’esempio della Legione – 7

Non nominare invano
Nella circolare del 2 dicembre 1936 (Circolari e Manifesto, di C. Z. Codreanu – ed. All’Insegna del Veltro) Codreanu si rivolge ai suoi legionari per ammonirli di evitare l’utilizzo del suo nome in occasione di manifestazioni pubbliche.
Il Capitano aveva infatti osservato che in diverse occasioni pubbliche come congressi, riunioni o feste, i legionari per strappare un applauso pronunciavano il suo nome. Da qui l’esortazione contenuta nella circolare di evitare questo genere di abitudini.
Un tipo di richiesta che oggi risulta incredibile o addirittura assurda da parte di un capo partito che in regime democratico e in una società dell’immagine come è quella attuale, è costantemente alla ricerca di fama e notorietà a tutti i costi.
Ugualmente paradossale ai giorni nostri è l’esortazione di Codreanu ad avere benevolenza nei confronti di chi ascolta tra il pubblico. Oggi infatti capita spesso di trovarsi in consessi pubblici in cui prendono la parola una sfilza di relatori – più o meno improbabili – secondo uno schema consolidato di elargizione di vanagloria. C’è chi porta i saluti (non richiesti), chi fa riflessioni (quasi mai sue ma copiate da altri), chi ripete la lezioncina impartita dal vecchio impresentabile, chi tira le conclusioni (spesso inconcludenti) ma tutti sono accumunati dal desiderio di mettersi in mostra, di farsi scattare una bella foto da pubblicare sui social accompagnata da una frase a effetto, di ascoltare narcisisticamente il suono della propria stessa voce.
Nulla di più lontano dal primato dell’Essere sull’apparire e dalla ricerca dell’azione impersonale che, se compiuta con sacrificio e umiltà, porta frutti buoni, giusto e utili.
Quelli di Codreanu erano altri tempi – tempi in cui le regole del gioco non costringevano i giocatori in campo ad abbassarsi ai miserevoli teatrini di oggi. Altri modi – il prestigio di un capo non si misurava in termini di like. Altri stili – non c’era il bisogno democratico di parlare in pubblico per prendere applausi come in un cabaret. Erano soprattutto altri Uomini e con una disciplina interiore, una dirittura morale e una spiritualità orienta verso qualcosa di più alto ed eterno.
Seppur così tanto sia cambiato da quando quella circolare fu redatta, i militanti di oggi e di domani possono ancora trarre insegnamento dalle parole di Codreanu, sia che essi si troveranno un giorno a parlare pubblicamente e sia se saranno uditori per tutta la vita: diffidare da chi ama se stesso sopra ogni altra cosa e da chi scomoda il nome di persone di animo nobile solo per strappare un facile applauso.