• CODREANU OGGI • attualità politica dell’esempio della Legione – 8

Una protesta pubblica
Nella circolare del 14 dicembre 1937 (Circolari e Manifesti, di C. Z. Codreanu – ed. All’Insegna del Veltro) Codreanu esprime solidarietà nei confronti di Iuliu Maniu, capo del partito nazional-contadino ed ex Presidente del Consiglio, a cui pochi giorni prima era stato impedito di svolgere un comizio, lo stesso giorno in cui i suoi avversari tenevano nella capitale e alla radio decine di discorsi contro di lui. Si tratta di quella che oggi chiameremmo ‘censura‘. 
Premettiamo che la censura non è sempre un male: molto spesso previene la diffusione di idee dannose e infere; altrettanto spesso evita che si rendano pubblici vicende e particolari che influenzano negativamente l’uomo, senza apportargli alcun vantaggio. Premettiamo anche che solo i “figli della democrazia”, col cervello lavato dall’Illuminismo, pensano che ognuno debba dire quel che vuole. E noi non siamo d’accordo con questo: certi soggetti e certe correnti non dovrebbero parlare né esprimersi nel mondo che vogliamo.
Ma in questo caso si parla di altro: si parla di agibilità politica e di spazi da conquistare, che vengono vietati da chi invece si fa fautore della “libertà di pensiero” ma poi dimostra tutta la sua coerenza con i suoi soprusi e i suoi bavagli.
Infatti, sono tanti e più subdoli i modi che un certo tipo di establishment utilizza per imbavagliare chi ha delle idee diverse. Ancor oggi, infatti, vengono negate aule e piazze a chi viene percepito come una minaccia alla sicurezza, alla legge, all’ordine costituito e ai “valori costituzionali”. Accade anche questo ma sono ben altri gli ambiti nei quali opera la censura: chiusura profili social, oscuramento di siti, cancellazione di video, messa al bando di alcuni libri e autori, condanna di certi giornali, ostracizzazione da determinati contesti sociali.
Si aggiunga a questo una certa istituzionalizzazione del “bavaglio” come, ad esempio, l’obbligo a sottoscrivere determinate dichiarazioni per l’utilizzo del suolo pubblico, come si trattasse di un certificato sulle intenzioni. Infine, ma non meno importanti, sono le armi che altre strutture dello Stato mettono in campo con fine precauzionale se non persecutorio: processi, multe e sentenze.
Tale pratica di demonizzazione dell’avversario politico gioca però a sfavore di chi la attua: l’opinione pubblica è infatti generalmente solidale nei confronti di chi è attaccato su più fronti ed è visto come il responsabile unico ed il mandante finale di qualsiasi sciagura.
Il 30 novembre 2019 ci vediamo qui
A un’intellighenzia poco credibile e incapace di interpretare la società, di capire l’attualità e di immaginare il futuro, si contrappone la dignità e l’imperturbabilità di chi, posto sotto attacco incrociato, viene privato della possibilità di difendersi. Per Codreanu è chiaro e inequivocabile che «un atto di viltà innalza la persona attaccata e umilia tutti coloro che la attaccano».
Portare avanti certe idee al giorno d’oggi, quando non costa il prezzo della vita, ha un altro costo, anch’esso alto. E’ il costo dell’emarginazione, dell’essere additati come “fascisti, razzisti, retrogradi”. Tappano la bocca e tolgono, anche fisicamente, l’agibilità politica a chi canta fuori dal coro.
Sembrerà paradossale ma bisogna gioire della vile ostilità subita perché tramite essa si può meglio verificare la propria appartenenza al Fronte della Tradizione e l’abnegazione per l’Idea, innalzandosi tanto più, quanto più forte si viene attaccati.
Come possa il militante di oggi e di domani trarre insegnamento e rinnovare la fiducia nella Vittoria che verrà è sintetizzato nelle ultime righe di questa circolare in cui il Capitano scrive ai suoi Legionari «se qualcuno può vincere per mezzo dell’illegalità, la viltà non ha mai innalzato vincitori. Coloro che si servono di essa sono condannati alla sconfitta».