• IL SENTIERO DELLA VITA NOBILE • Fermarsi un instante – 5

tratto dalla rivista “Raido” n. 31

Troppo spesso si ha difficoltà a fermarsi anche solo un istante, col tempo si perde l’abitudine, subentra la pigrizia, fino ad aver paura: paura di fermarsi per guardarsi dentro e guardarsi intorno.

Forse sarebbe più facile condurre la propria esistenza come attori, che devono interpretare il copione che è stato loro assegnato e tutt’al più cercare di interpretarlo nel migliore dei modi.

Ma non saremmo esseri umani non saremmo uomini e donne, questo status che ci appartiene ci conferisce la capacità di pensiero, di introspezione. Il possedere queste capacità ci pone il dovere di esercitarle per crescere e per migliorarci.

Quante volte si sente dire che ciò che si apprende sui libri è limitato se resta senza l’insegnamento che solo la vita può dare, senza l’esperienza. E’ vero, ma l’esperienza deve essere vissuta con coscienza, vivendo senza perdere il contatto con noi stessi, con ciò di cui siamo fatti e in primis con il nostro spirito e la nostra anima.

L’antica e sana abitudine di riflettere sulla giornata appena trascorsa; una sorta di pulizia e messa in ordine della propria mente e del proprio cuore prima di abbandonarsi al sonno ristoratore. Un po’ come si sistemano le valigie e gli abiti prima di partire per un viaggio. Riflettere ed esaminare gli accadimenti della propria giornata: le nostre azioni e le nostre reazioni il più delle volte fatte di umane passioni.

Quante cose che non ci piacciono riusciremmo a vedere se ci fermassimo un istante con la volontà e l’impegno di ergerci a giudici di noi stessi, giudici e non avvocati.

Questo, è quello che dovremmo fare: prendere l’abitudine (cercando ciò che di positivo c’è nell’abitudine) di riflettere sulla nostra giornata non lasciando che essa trascorra senza averci lasciato alcun insegnamento.

Assumere questo impegno con noi stessi, ritagliare un pezzettino del proprio tempo per rimanere soli con noi stessi può sembrare una cosa semplice e a volte sciocca e forse anche una perdita di tempo, tutto ci spinge a ritmi serrati, a correre, a non poter perdere tempo perché “il tempo è denaro”.

Con queste piccole cose, con influssi che si propagano a largo raggio, saremo attivi e padroni della nostra esistenza.