Mens malata in corpore “malato”: l’abbruttimento del corpo riflesso dell’anima

I giovani della nostra epoca sono i più pigri e i meno attivi di tutti. Non lo dice l’anziano seduto al bar, ma Regina Guthold dell’Organizzazione Mondiale della Salute. Quattro giovani su cinque infatti non compiono abbastanza attività fisica, con tutti i problemi conseguenti. E i ragazzini italiani sono fra i peggiori. A quanto pare non va più di moda il detto “mens sana in corpore sano” e gli insegnamenti dell’antica sapienza tradizionale cadono nel dimenticatoio. L’era della Sovversione, come ovvio, ribalta tutto: si pubblicizza l’obesità come “normale” quando invece andrebbe considerata una malattia alla pari dell’anoressia.
Il problema, dicono gli “esperti” è dovuto alla rivoluzione tecnologica dei nostri anni. I giovani stanno ore e ore seduti davanti agli schermi mangiando schifezze e compiendo minimi sforzi fisici. Tutto corretto, ma è anche vero che il corpo è il riflesso dell’anima. E tempi così nefandi non possono che portare alla bruttura del corpo e dell’anima.

(tratto da ansa.it) – Poco moto per 81% giovani, italiani tra peggiori a mondo. Nostri teenager terzultimi tra paesi ricchi – di Paola Mariano

Gli adolescenti in tutto il mondo stanno mettendo a rischio la propria salute presente e futura perché si muovono troppo poco, specie le ragazze. Sono allarmanti i dati riferiti sulla rivista The Lancet Child & Adolescent Health: nel mondo oltre 4 giovanissimi su 5 (l’81% di quelli di 11-17 anni) non svolgono sufficiente attività fisica (l’OMS raccomanda per questa fascia di età un’ora al giorno di attività da moderata a intensa).E i teenager italiani sono tra i peggiori, infatti quasi 9 adolescenti italiani su 10 (l’88,6%), non sono sufficientemente attivi, ha riferito all’Ansa Regina Guthold dell’Organizzazione Mondiale della Salute, primo autore di uno studio che ha coinvolto 1,6 milioni di adolescenti nel mondo. L’inattività fisica (ovvero non muoversi abbastanza, pur non essendo totalmente sedentari) è il 4/o principale fattore di rischio per morte in età precoce. Muoversi poco si associa a tantissime malattie e a sovrappeso e obesità, inoltre sempre più studi dimostrano una associazione tra inattività fisica e ridotte capacità mentali e rendimento scolastico inferiore. I giovani italiani, secondo i dati estrapolati dalla Guthold per il nostro paese, si classificano terzultimi (al 23/imo posto) tra 25 paesi ricchi (paesi dell’Europa Occidentale, Australia, Nuova Zelanda, Israele, Canada, USA). I maschi si posizionano addirittura penultimi in questa classifica a 25 (l’85,9% di loro è inattivo secondo i parametri OMS), mentre le femmine terzultime (il 91,5% di loro è inattivo). Anche a livello mondiale i nostri giovani sono tra i più inattivi, classificandosi 137/imi sui 146 paesi considerati (131/imi i maschi e 136/ime le femmine). Peggio di noi fanno solo Nuova Zelanda, Venezuela, Australia, Zambia, Timor Leste, Sudan, Cambogia, Filippine e Repubblica di Corea (ultima classificata con ben il 94,2% di giovani che si muovono troppo poco).In Italia come nel resto del mondo sono più inattive le femmine dei maschi e il divario di genere si è acuito dal 2001 al 2016 praticamente in tutti i paesi, perché mentre tra i maschi l’inattività si è, anche se, di poco ridotta (la prevalenza dei giovani fisicamente poco attivi è scesa dall’80% del 2001 al 78% del 2016), nelle femmine non si sono osservate variazioni. I paesi del mondo “più virtuosi”, con meno adolescenti poco attivi, sono il Bangladesh in cui il 66,1% dei teenager non svolge attività fisica a sufficienza; seguono la Slovacchia (71,5%), l’Irlanda (71,8%), gli Stati Uniti (72%).

Uno dei problemi della scarsa attività fisica dei giovani è rappresentato dalla rivoluzione elettronica che ha drasticamente trasformato i nostri movimenti nelle 24 ore: le persone dormono meno, stanno più tempo seduti, camminano meno di frequente mentre sono regolarmente in auto, fanno meno attività fisica e anche il gioco si è trasformato da gioco attivo e di movimento a gioco digitale da fermi.

Secondo gli autori bisogna correre ai ripari e pianificare prima possibile strategie (dalla pianificazione urbanistica alla scuola etc.) atte a spronare i giovani a svolgere più attività fisica (che comprende il gioco attivo, camminare, andare in bici anche solo per andare a scuola, sbrigare faccende domestiche oltre che naturalmente fare sport a scuola e in orario extrascolastico), altrimenti non si riuscirà a raggiungere l’obiettivo fissato nel 2018 dall’Assemblea Mondiale della Salute, organo legislativo Oms, di ridurre entro il 2030 la prevalenza dei giovani poco attivi al 70% rispetto all’attuale 81%