• PENSIERI DI MARCO AURELIO • carattere romano, stile militante – 11

Pensieri – Marco Aurelio – LIBRO VII
E’ proprio dell’uomo amare anche coloro che sbagliano. E vi riuscirai, se ti verrà in mente che essi sono tuoi parenti, che errano per ignoranza o involontariamente, e che presto sarete morti tu e loro, ma soprattutto che non ti hanno arrecato nessun vero danno, perché non hanno reso peggiore di quanto fosse prima il tuo principio direttivo.
Il Militante della Tradizione si incammina lungo un percorso teso a dare una Forma alla propria Azione. E lungo questo percorso di Formazione comprende di non potersi adirare con chi compie azioni sbagliate per ignoranza della Via. Sembra facile detto così. Ma ovviamente non lo è: dai litigi nel traffico alle antipatie a scuola o a lavoro, come possiamo “amare coloro che sbagliano“? Ma forse non è così difficile:
  • come può un’altra persona ferirci se nulla può sullo Spirito che alberga in noi e che è la parte centrale e determinante del nostro essere? Eventuali sgarbi o cattiverie potranno toccarci nell’anima, certamente, o anche nel corpo (pensiamo a qualche affronto anche fisico). Ma sappiamo bene che nulla potranno contro lo Spirito, che è invincibile e inscalfibile, di per sé;
  • inoltre, occorre sempre ricordare di guardare ben oltre il bene e il male che si pone di fronte a noi, nella vita di tutti i giorni. Occorre guardare la realtà da un punto più alto della nostra ‘individuale postazione’, per comprendere che nel disegno più ampio della Provvidenza anche quella persona così viscida e così scorretta, con tutto il suo agire viscido e scorretto, ha un senso nel Tutto.
Una volta compreso e accettato questo fatto, per il Militante della Tradizione è automaticamente lampante come non si possa far altro che amare anche coloro che sbagliano. Infatti, essi altro non sono che suoi simili che con esso vanno a comporre la totalità del sacro disegno della Provvidenza.
E ancor più dovrebbe amarli in quanto gli consentono di mettere alla prova il suo Agire, superando cosi l’Ego che vuole impedire di perdonare – o di punire – e di amare – o di tollerare – colui che sbaglia.
In poche parole, la stabilità interiore del Militante della Tradizione non deve essere minata dalle angherie altrui. Al contrario, se invece qualcosa viene minato, allora è certamente l’io a esser stato colpito.
Chi ha interiorizzato la Via, qualunque cosa possa accadere, non potrà mai essere deviato nel suo retto Agire.