L’uomo non separi ciò che… l’uomo ha unito (?)

(a cura del Cuib Femminile della Comunità Militante Raido)
Al di là del fatto che – astrattamente – solo il rito civile consente le unioni omosessuali e le unioni tra coppie di religioni diverse, come mai questo calo del matrimonio tradizionale cattolico? Sarà perché si possono indossare vestiti più succinti? Sarà perché il matrimonio
in chiesa è “superato”? È troppo lungo? È troppo solenne? Non lo sappiamo, ma provocazioni a parte ci sembra che questo dato sia indicativo dello scarso rapporto che le nuove generazioni hanno con la religione e, soprattutto, con il Sacro.
Anche qui le ragioni possono essere molteplici: a iniziare con la ‘orizzontalizzazione’ delle vite umane, sempre più ordinarie e meno ‘verticali’. Al Sacro si guarda poco, si tende a vivere vite che guardano solo al mondo delle cose e dei sentimenti, vite trascinate e piatte che, se portate all’estremo, diventano vite prive di valori e di ideali, che rendono la differenza tra gli uomini e le bestie sempre meno evidente.

Altro fattore che influisce è probabilmente la scarsa capacità comunicativa del clero cattolico, dei parroci, dei catechisti, i quali troppo poco spesso e con difficoltà riescono a spiegare la profondità della portata del messaggio evangelico. Se vediamo a cosa si sono ridotti oggi molti riti liturgici, non c’è da meravigliarsi: sembra una triste assemblea locale del PD, con tanto di bandiere arcobaleno, sostegno ai temi LGBT, all’immigrazione e chi più ne ha…

In definitiva, non possiamo che augurare anche a chi sceglie di sposarsi civilmente di sforzarsi di costruire la propria “casa sulla roccia”(1), fornendo il matrimonio di solide fondamenta basate su principi e valori comuni. Anche se non spiritualmente orientati.
Auguri…

(1) Mt 7,24-29 – La casa sulla roccia  

(tratto da www.tgcom24.it) – Istat: nel 2018 cresce il numero di matrimoni ma ci si sposa più tardi | il Nord preferisce il rito civile, il Sud la chiesa.
Metà delle nozze celebrate con il rito civile, ma il Sud sceglie la chiesa. Nel 2019 sono state 2.808 le unioni di coppie dello stesso sesso, soprattutto nel Nord-Ovest

Nel 2018 sono stati celebrati in Italia 195.778 matrimoni, circa 4.500 in più rispetto all’anno precedente (+2,3%), ma prosegue la tendenza a sposarsi sempre più tardi. Lo rileva l’Istat, sottolineando come gli sposi al primo matrimonio abbiano in media 33,7 anni e le spose 31,5. Dopo una fase di crescita, le seconde nozze, o successive, rimangono stabili rispetto all’anno precedente.
Metà nozze con rito civile, ma il Sud sceglie la chiesa
Metà dei matrimoni (50,1%) si svolgono con con rito civile, con una differenza sostanziale su base geografica: al Nord la quota è del 63,9%, al Sud meno della metà (30,4%). Sempre l’Istat rileva poi che nel 17,3% delle nozze celebrate in Italia lo scorso anno almeno uno sposo è straniero. 

 
Nel 2019 sono state 2.808 le unioni di coppie dello stesso sesso. Si conferma la prevalenza di coppie di uomini (64,2%) e del Nord-ovest come ripartizione di costituzione delle unioni (37,2%).