Tutto per la Patria – 30.11.2019 (recensione)

«Non programmi elettorali, ma uomini nuovi», a partire da questa sfida lanciata da tutti i muri d’Italia, il Coordinamento Militante Cerchio ha raccolto il testimone di Corneliu Zelea Codreanu. Così, sabato 30 novembre 2019, nell’ottantunesimo anniversario del suo sacrificio, ha commemorato l’Esempio del Capitano organizzando l’evento Tutto per la Patria, presso la Sede di Raido.

Ogni anno che passa, infatti, è sempre più necessario ripartire da Codrenu e questa volta è stato fatto tramite un recital in cui sono stati letti i passi più importanti dei suoi scritti, individuati per tematiche di riferimento ed abbinati ai brani più significativi della musica alternativa (ma non solo), interpretati da La Vecchia Sezione assieme Dian.

Infatti, senza mezzi termini, per ogni militante che si richiami alla Tradizione lo stile da incarnare è lo Stile Legionario, per la sfida con se stessi che costantemente impone. Come diceva Codreanu il legionario entrava nella Legione come uomo per uscirne eroe. Per questo il suo Esempio è sempre più attuale oggi, in un mondo in cui la parola d’ordine è il proprio interesse, non importa se al prezzo dell’onore.

Infatti, la vita legionaria è bella in tutta la sua durezza: essa trova significato esclusivamente nel Sacrificio, dono incondizionato all’Idea per superare i limiti umani, troppo umani, del borghese che è in ognuno di noi, che è il nostro peggior nemico.

Per questo il primo impegno del legionario è il rispetto della Parola data. È questa che divide gli schieramenti: da una parte l’eroe al servizio della propria stirpe, dall’altra gli affaristi ed i parolai della democrazia.

Il legionario non tradisce mai la parola data e nella propria ascesi questa è il presupposto stesso del Cuore puro, che è agire in maniera disinteressata, senza badare ai frutti ed al tornaconto.

Egli aspira ad essere capo, ma non per i privilegi, perché nella Legione non esistevano privilegi, bensì unicamente per il sacrificio. Il capo legionario è infatti colui che più di tutti sa sacrificarsi, sopportare il peso della battaglia ed assumersi le responsabilità proprie e della Comunità. Pertanto, nella Gerarchia legionaria ciascuno si colloca in base a quanto è disposto a rinunciare per la Legione e per la stirpe: uno strumento per distruggere il proprio individualismo e per servire l’Idea.

La Militanza legionaria è dunque Spiritualità profonda, una rigida ascesi guerriera al servizio della Terra dei padri e della Tradizione; infatti, come diceva Codreanu, «le guerre sono vinte da coloro che hanno saputo attrarre dall’alto, dai cieli, le forze misteriose del mondo invisibile e assicurarsi il concorso di queste forze», che egli identificava negli spiriti degli antenati, viventi nella stirpe, e, sopra a tutto, in Dio.

Ma il Capitano insegnava anche «Se non potrete cantare […] traetevi in disparte e lasciate il vostro posto a quelli che potranno cantare» e così, ancora fedeli alla strada da Lui tracciata, la serata è proseguita con una cena comunitaria e col concerto degli Antica Tradizione e Dian.

Abbiamo cantato allora, intonato i nostri canti, quelli di sempre, e con le voci ed i cuori abbiamo rievocato i nostri eroi ed il loro sacrificio.

La militanza, infatti, oltre ogni impegno e difficoltà, è soprattutto gioia e leggerezza, date dall’elevazione delle nostre migliori intenzioni all’Idea: l’elemento che ci trascende ed unisce ogni oltre differenza, facendo delle reciproche diversità i luoghi di incontro della nostra testuggine contro il mondo moderno.

Ricordiamo i prossimi appuntamenti presieduti dalla Comunità Militante Raido nei prossimi giorni:

sabato 7 dicembre a Morlupo, presso la sede di Passo dopo Passo, si terrà la presentazione de “L’epica dei cieli e dei mari di Julius Evola, con CinabroEdizioni e RigenerAzione Evola; il sabato seguente, 14 dicembre, presso la sede di Raido la presentazione del nuovo libro edito da CinabroEdizioni “L’etica del guerriero” con la presenza dell’autore Mario Polia.