A 19 mesi intossicato da Hashish, Saviano cosa ne pensi?

Siamo a Roma, in zona Garbatella, una madre venticinquenne porta il suo bebè in ospedale perché sta male. Molto, molto male; e la causa, dopo un primo esame, si rivelerà essere una grave intossicazione da Hashish.
La polizia interviene subito e arresterà poco dopo i due fratelli della madre che detenevano in casa 200g di cocaina. L’infante dunque si sarebbe intossicato sotto le dis-amorevoli cure della famiglia.
Una notizia del genere non ha bisogno di grandi commenti. Cosa si può aggiungere? La sua gravità si disarticola su così tanti livelli diversi da essere una vera e propria scatola cinese.
Eppure, oggigiorno la Sovversione ha agito su così numerosi piani che anche una notizia del genere può apparire “normale”. È questo il male del nostro tempo, l’essere assuefatti al brutto così come al male.
Proviamo ad analizzare passo dopo passo i diversi livelli di disfacimento.
Innanzitutto c’è la droga, grande corruttrice dei giovani, assassina e seduttrice.
Poi lo spaccio, il consumo e l’assuefazione ad una sostanza esterna, che diventa padrona della vita di chi la consuma.
Quindi viene la famiglia. Ormai non più sacra, essa è allo sbando. Come possiamo anche solo pensare che degli zii mettano in pericolo la vita del proprio nipote drogandosi in sua presenza? O anche solo lasciando la droga a contatto con una piccolissima creatura di 19 mesi?
L’ultimo livello di corruzione di questa storia è quello materno. Non c’è alcuna giustificazione di fronte ad una notizia del genere.
Eppure, diciamocelo, una notizia così ormai non fa altro che alimentare sterili chiacchiere da bar. Perché tanto siamo abituati a ben peggio…ma chiediamoci: dove sta il fondo di questo peggio?
Probabilmente il fondo (ma senza fine) è la categoria dei Saviano, quelli che “legalizziamo la droga per risolvere il problema della droga“.

(tratto da www.ilcorrieredellacitta.com) – Shock a Roma, bimbo di 19 mesi intossicato dall’hashish: è in prognosi riservata.

Intossicazione da hashish: questo il motivo per cui un bambino di appena 19 mesi è stato ricoverato in prognosi riservata al Policlinico Gemelli di Roma. Il piccolo si è sentito male in casa ieri sera intorno alle 19:10, un appartamento nel quartiere Garbatella. La madre, spaventata, l’ha portato al pronto soccorso dell’ospedale San Camillo, ma lì i medici hanno disposto il trasferimento al Policlinico di Largo Agostino Gemelli. Fortunatamente il piccolo non è in pericolo di vita.

I medici hanno avvertito della vicenda la polizia, che si è quindi recata nell’abitazione della mamma del bambino, una ragazza di 25 anni.

Nell’appartamento gli agenti del commissariato Colombo durante la perquisizione hanno trovato 200 grammi di cocaina, un coltello a serramanico intriso di droga e alcuni bilancini di precisione. Ma a finire in manette non sono stati i genitori, bensì gli zii del piccolo, due fratelli della madre, di cui uno minorenne, ritenuti responsabili di detenzione e spaccio di droga. Denunciati invece per lesioni i due genitori, la ragazza di 25 anni e un uomo di 39 anni.