• CODREANU OGGI • attualità politica dell’esempio della Legione – 11

La Legione e la Politica
Nella circolare numero 1 risalente al 1927 (Circolari e Manifesti, di C. Z. Codreanu – ed. All’Insegna del Veltro) Codreanu, valutata l’eccezionalità della situazione politica del tempo, invia ai legionari alcuni ammonimenti.
In premessa a questa circolare il Capitano ribadisce che la Legione non si intromette nelle lotte tra partiti ma che segue con interesse l’evolversi degli avvenimenti perché il legionario deve sempre tenere alta la guardia, in particolare quando ci sono cambiamenti importanti.
Se il nemico ha interesse in un determinato ambito, anche la Legione dovrà interessarsi. Dove il nemico si muove, anche la Legione dovrà muoversi per fermarlo.
L’ordine per i legionari è chiaro e perentorio: «ogni legionario stia in guardia. Dappertutto si stringano i ranghi. Il nostro piccolo esercito aspetterà con le armi a portata di mano».
In conclusione della circolare Codreanu si rammarica per gli errori commessi dalla LANC (la Lega per la Difesa Nazionale Cristiana, fondata da lui e da altri, 4 anni prima, ma dal quale si è poi staccato per fondare la Legione dell’Arcangelo Michele). La LANC era un movimento con forti caratteri religiosi e nelle volontà del Capitano doveva differenziarsi dai vecchi partiti politici, andando a costituire un’élite di uomini di fede che agissero politicamente ispirati da più alti valori e non per semplice interesse materiale.
Nella visione del Capitano, questa rinnovata concezione dell’agire politico poneva le basi nella millenaria tradizione di amore per il suolo natìo, per il sangue e per la religione e si trovava ora ad affrontare le minacce portate dall’ideologia individualista e dal materialismo. Codreanu insegna che l’unica via per superare queste sfide è attraverso il continuo «esercizio della sofferenza» al quale i legionari sono chiamati.
Il militante di oggi e di domani sappia interpretare le contingenze senza trascurarle ma senza lasciarsi risucchiare da esse, tenendo sempre fermo nella mente e nel cuore l’insegnamento del Capitano: «il paese va in rovina per mancanza di uomini, non per mancanza di programmi. E’ questa la nostra convinzione. Dobbiamo quindi non elaborare nuovi programmi ma allevare uomini, uomini nuovi».