Furor – presentazione “La mia avanguardia” , 23.11 – recensione

Venerdì 23 novembre, presso la sede della Comunità Militante Furor si è svolta la presentazione dell’ultimo libro di Adriano Tilgher, “La mia avanguardia”. Gli anni di “piombo” e i ragazzi di Avanguardia Nazionale il tema principale; anni che sono stati vissuti da una generazione pronta a morire per difendere le proprie idee. Abbiamo potuto ascoltare le parole di chi ha militato nel movimento sociale italiano e di Adriano, militante di Avanguardia Nazionale. Militanti appartenenti a gruppi diversi, ma, come più volte affermato nel corso della presentazione, erano pronti a guardarsi le spalle l’uno con l’altro in caso ce ne fosse necessità. La domanda alla quale si è cercato di rispondere era solo una: “come mai in quegli anni nessuno è riuscito a trasformare le parole in fatti”? Da una parte si sostiene che la frattura tra MSI ed AN sia stata un errore, in quanto il primo aveva la capacità di entrare negli spazi sociali e politici, l’altro godeva di una grande organizzazione etica. Successivamente la parola passa ad Adriano Tilgher che prima di analizzare il corso degli eventi di quegli anni, ci tiene a ribadire un concetto importantissimo: per i militanti di AN, anche dopo tanti decenni, è sempre la stessa emozione, per lunghi anni soli ma legati da qualcosa di più grande del singolo individuo. Tilgher ci spiega come anche AN abbia avuto un peso in politica, nonostante fosse un movimento extraparlamentare. Il successo del MSI alle elezioni del 1963 infatti è dovuto proprio ad AN, protagonista del golpe borghese ed altre azioni rilevanti. Archiviato questo aspetto, Adriano ribadisce il fatto che AN è sempre stato un movimento contro il sistema partitocratico, e che il vero nemico di quegli anni non era il comunismo come si vuol far credere, bensì la democrazia liberale in tutte le sue forme. Terminato l’evento, ci si perde nelle ultime chiacchiere che vedono anche camerati più giovani confrontarsi incuriositi con i camerati più grandi, sperando di avere presto un’altra occasione per parlare di anni sicuramente diversi dai nostri.