• IL SENTIERO DELLA VITA NOBILE • La famiglia è scuola di formazione – 8

tratto dalla rivista Raido n.33

Il rischio che si corre nel parlare di famiglia, coppie di fatto, D.I.C.O. e via dicendo è di ripetere quanto già è stato scritto sui giornali o detto dai media in cui sovente fanno capolino opinionisti, politici, psicologi e sociologi.

Tuttavia, come spesso accade durante un dibattito socio-politico dalla notevole risonanza sull’opinione pubblica, l’attenzione viene catalizzata solamente dall’accesa e spesso folcloristica polemica tra i “duellanti” di turno, con la conseguenza inevitabile che il problema nella sua essenza si riduce ad un semplice scontro dialettico e politico. Nel caso della “questione famiglia”, è bene però sottolineare come la Chiesa abbia espresso una posizione forte e decisa e ne sono testimonianza le tante levate di scudi da parte dei solerti e alquanto ridicoli laicisti (che fa rima con fondamentalisti), sempre pronti ad intervenire in difesa della laicità dello Stato appunto, dinanzi alla “pericolosa” deriva clericale.

Di costoro e di tutta la confusione che grava intorno al tema, anche in questo caso volutamente determinata per infondere quel “dubbio-preludio di una perdita di certezze” ormai ricorrente nella nostra epoca, francamente poco ci interessa, in quanto la nostra attenzione è catalizzata invece da come, in termini molto pratici, la famiglia rappresenti il nucleo fondamentale dove si forma e si plasma il carattere di un uomo.

Non staremo a scoprire l’acqua cada penseranno in molti, non v’è dubbio, ma lo scopo di questo breve scritto non è quello di approfondire un tema, ma di elogiare un qualcosa che ormai rischia di essere un retaggio di uno stupendo passato, stimolando se possibile a riflettere e ad agire coloro che quantomeno conservano ancora un minimo di sensibilità. Con queste poche righe e in questa occasione vogliamo fare un elogio dei genitori e della famiglia. D’altronde tra qualche anno chi leggerà un tale articolo penserà che saremo stati veramente rivoluzionari e controcorrente nel pensare ancora, al mondo d’oggi, che un padre e una madre abbiano una funzione imprescindibile nella crescita di un ragazzo.

Non è un caso che, occupandoci di formazione e di crescita spirituale secondo gli insegnamenti tradizionali, la nostra attenzione si rivolga a come durante un cammino esistenziale di un uomo giochi un ruolo fondamentale l’educazione impartita dai propri genitori, quella disciplina che, giustamente, porta ai famosi “pianti isterici” quando si è più piccoli o alle prime incomprensioni quando si è più adolescenti.

Giustamente perché è assolutamente normale che non si comprendano determinate regole ad una certa età. All’interno dell’ambiente di destra capita spesso come nei confronti della famiglia vi sia un atteggiamento di fatto ostile, o meglio sfavorevole rispetto alle situazioni di chi, per sua sfortuna, è “vissuto per strada formandosi da sé”. Ed ecco allora che strane teorie si accavallano, in uno sforzo di equilibrio disumano, per giustificare da un lato l’importanza della famiglia nella società e dall’altro un’esperienza personale laddove quest’ultima è costellata di scontri, incomprensioni e tristi vicende con i propri genitori.

Facciamo ordine. L’impressione è che, alle volte, il mito dell’infanzia difficile, che per molti non è assolutamente un mito ma una triste realtà determinatasi per cause a loro estranee quali l’assoluta negligenza o la perdita di un genitore, venga assunto come un modello a prescindere dalle reali e oggettive situazioni. In poche parole, si propende nel considerare assolutamente più utile nella formazione di un uomo quanto dalla strada è stato appreso in sfavore di quanto invece proviene della famiglia quale “palestra d’educazione”.

Lungi da noi qualsiasi atteggiamento borghese o da salotto, siamo fermamente convinti che determinate esperienze che la strada offre al giovane costituiscano un bagaglio importante che andrà a formare la personalità del futuro uomo e che quindi facciano bene alla sua crescita: la necessità di farsi rispettare, la tensione attiva verso l’ottenimento di un qualcosa con i propri mezzi, la solidarietà all’interno del gruppo o della comitiva, il senso di appartenenza ad un determinato “territorio” o quartiere, sono parte di quanto “la strada” metta a disposizione.

Tuttavia, come in tutte le cose del resto, l’equilibrio costituisce sempre la soluzione migliore. Ecco allora che la disciplina e le regole da rispettare anche se non capite, la rinuncia a ciò che piace in favore di ciò che è giusto per gli altri (la generosità e il non essere viziati, per intenderci…), l’obbedienza e il rispetto verso i genitori e i più anziani della famiglia, l’educazione, l’indipendenza economica da coltivare comunque anche se si sta ancora a casa, l’andare a scuola quando la mattina si vuole restare a letto a dormire, sono solo un esempio di come, per un ragazzo che vuole crescere in maniera sana ed equilibrata ed essere un giorno un uomo saggio ed equilibrato, la famiglia costituisca una vera e propria “scuola di formazione”; la prima d’altronde, come accadeva nelle società tradizionali.

Capiamo bene, quindi, come se da un lato considerare la strada come l’unica vera e grande scuola a discapito della famiglia è un grave errore che sicuramente porterà ad atteggiamenti deviati, allo stesso tempo una famiglia opprimente ed onnipresente comporterà danni altrettanto gravi, se non maggiori dei precedenti. Il giorno in cui la campana di vetro si romperà, infatti, per il figlio cresciuto all’ombra di “mammà” saranno dolori seri! Quindi, se non fosse ancora chiaro, prima di considerare il problema famiglia solo quando si metterà su la propria, ossia dal momento in cui si avrà una moglie e dei figli, bisogna essere coscienti che una famiglia c’è già, va difesa ed elogiata. E’ quella che ci ha cresciuto, allevato, fatto essere persone rispettabili che dormono in un letto caldo ed hanno un tetto che li protegge. E’ quella di chi ci ha messo al mondo e ci ha conferito la dignità di una vita onesta e laboriosa, di chi, se potesse, sacrificherebbe la propria esistenza in favore della nostra. E’ quella di chi ci ha dato quelle regole e quella educazione che costituiscono il primo tassello in un percorso di crescita e di formazione di un uomo, senza le quali solo “la strada” mai e poi mai potrà sopperire.

E teniamolo bene in mente tutto questo, poiché il rispetto dovuto ai propri genitori non nasce da un concetto astratto, ma si basa su tangibili ed evidenti risultati. Se oggi siamo persone che conservano ancora un onore ed una dignità è grazie ai loro sforzi e ai loro sacrifici. Siamo noi il risultato tangibile ed è per questo che ogni giorno che passa va a loro il nostro elogio, primi maestri di quel cammino faticoso chiamato vita.