• IL CUORE DEI VENTI DIVINI • Lettere dei kamikaze giapponesi in punto di morte – 3

tratto dal libro Vento Divino. Kamikazi!
Autori: Rikihei Inoguci e Tadasci Nakajima
Quali erano dunque i pensieri e i sentimenti dei piloti suicidi quando si offrivano volontari, quando aspettavano il loro turno di volo e quando poi partivano per le loro missioni?
Dopo la guerra, il signor Ciro Omi compì un vero pellegrinaggio, durato quattro anni e mezzo, per visitare, in tutto il Giappone, le famiglie dei piloti kamikaze. Queste gli mostrarono i ricordi e le lettere dei loro cari scomparsi ed egli ha gentilmente fornito agli autori di questo libro le copie di quelle lettere, alcune delle quali esprimono, molto più chiaramente di quanto non avrebbero potuto fare le parole, i pensieri e i sentimenti dei piloti che si avviano alla morte.
In generale, quel poco che i piloti arruolati nei reparti speciali scrivevano, erano cose semplici e oneste. Anche gli ufficiali usciti dall’Accademia scrivevano molto poco, forse perché essendo perfettamente addestrati al concetto di comportarsi da guerrieri, accettavano senza discutere il loro destino.
Quelli che scrivevano di più erano gli ufficiali di complemento, provenienti dalle scuole civili e dalle università, e che avevano ricevuto soltanto un affrettato addestramento prima di essere assegnati ai reparti.
Poche lettere tipiche bastano a riassumere lo spirito dei piloti kamikaze.
Bisogna tenere ben presente che per molte centinaia di anni, mentre il codice del guerriero (Bushido), che sottolineava in maniera particolare la necessità di essere pronti a morire in qualunque momento, governava la condotta dei samurai, i mercanti, i contadini e gli artigiani adottavano correntemente principi analoghi che ribadivano i valore dell’indiscussa lealtà verso l’Imperatore, verso tutti i superiori e verso lo stesso popolo giapponese. In tal guisa, l’introduzione del principio kamikaze non fu per i giapponesi cosi tirante come avrebbe potuto esserlo in un paese occidentale.
Per di più, la convinzione della continuità della vita dopo la morte, in stretto legame con i vivi e con i morti, suscitava generalmente il pensiero che le conseguenze della morte fossero meno decisive e meno sgradevoli di quanto l’istinto potesse far sentire.
La lettera che segue è del maresciallo di prima classe Isao Matsuo, del 701 Stormo e venne scritta subito prima della sua partenza per un attacco kamikazi. La sua famiglia era anch’essa della prefettura di Nagasaki.

28 ottobre 1944

Cari genitori, per favore, congratulatevi con me. Mi è stata offerta una splendida occasione per morire e questo è il mio ultimo giorno di vita. Il destino della nostra patria dipende da una battaglia decisiva in corso nei mari del Sud, nei quali io cadrò come un fiore cade da un radioso albero di ciliegio. Io fungo da scudo per Sua Maestà e morirò puro, accanto al mio comandante e ad altri amici. Vorrei poter esser nato sette volte per poter, ogni volta, scagliarmi contro il nemico.

Quanto ho gradito questa possibilità di morire da uomo! Dal più profondo del mio cuore sono grato a voi, genitori, che mi avete allevato con le vostre continue preghiere e con il più tenero amore. Sono anche ugualmente grato al mio comandante di gruppo e a tutti gli altri ufficiali che si sono presi cura di me come se fossi stato un loro figlio, impartendomi un cosi meticoloso addestramento.

Grazie a voi, miei genitori, per i ventitré anni durante i quali vi siete occupati di me e mi avete educato. Io spero che la mia morte possa, in qualche modo, ripagarvi per quel che avete fatto. Pensate bene di me e sappiate che, il vostro Isao muore per la sua patria. Questa è la mia ultima volontà e non vi è niente altro ch’io possa desiderare.

Io tornerò in Spirito e attenderò la vostra visita al Tempio di Yasukuni. Per favore, abbiate molta cura di voi stessi.

Quanto è gloriosa la Sezione Giretsu del Corpo Speciale di Attacco, i cui bombardieri Suisei attaccheranno il nemico! Il nostro obbiettivo è quello di picchiare contro una portaerei avversaria. Alcuni cineasti sono venuti a riprenderci in un film per avere le nostre fotografie e così può anche darsi che voi possiate vederci durante la proiezione di qualche film di attualità, al cinema. Siamo sedici combattenti sui nostri bombardieri. Possa la nostra morte essere subitanea come il frantumarsi di un cristallo. Scritta a Manila, al momento della partenza.

ISAO

Rombando per i cieli dei mari meridionali, la nostra gloriosa missione è quella di morire in difesa di Sua Maestà. I fiori di ciliegio brillano, nel momento in cui si aprono e cadono.