CODREANU OGGI – attualità politica dell’esempio della Legione – 16

Il Giuramento dei Gradi Legionari
Nella circolare del 12 febbraio 1937 (Circolari e Manifesti, di C. Z. Codreanu – ed. All’Insegna del VeltroCodreanu scrive di nuovo in riferimento alla morte di Ion Mota, fondatore del Movimento legionario, e di Vasile Marin, comandante legionario, morti ormai un mese prima sul fronte, per la difesa della Fede in Cristo (circolare 15 gennaio 1937).
Il sacrificio legionario è un atto nobile che non deve essere oltraggiato. Una vita immolata per una causa giusta non può essere fatta strumento per nuove ingiustizie perpetrate da una nuova classe dirigente che non rappresenterebbe altro che un padrone diverso ma non migliore.
Con il sacrificio di Mota e Marin i legionari vengono chiamati al cospetto della futura grandezza della Romania, attraverso la «vittoria dell’élite romena, la quale sarà chiamata a fare di questa Stirpe ciò che la nostra mente appena intravede».
Un’élite di cui Mota e Marin rappresentano con il loro sacrificio una base di cui i legionari sono i primi inizi. A questi ultimi spetta il duro compito di difendere il Movimento legionario dalle tentazioni dell’egoismo e del malaffare. «Essi non sono morti perché noi diventiamo, grazie al loro sacrificio, una casta di sfruttatori, perché ci installiamo noi nei palazzi di questa casta, continuando lo sfruttamento del paese e del lavoro altrui, continuando la vita di affari, di lusso, di dissolutezza».
Mota e Marin con il loro sacrificio non hanno voluto costituire una nuova classe di usurpatori del popolo rumeno ma un’élite legionaria che difenda la stirpe romena. Per questo, sul loro sepolcro, Codreanu giura e fa giurare i legionari di «1. Vivere in povertà, uccidendo in noi il desiderio di arricchimento materiale. 2. Vivere una vita aspra e severa, allontanando il lusso e la crapula. 3. Eliminare ogni tentativo di sfruttamento dell’uomo sull’uomo. 4. Sacrificarsi continuamente per il paese. 5. Difendere il Movimento legionario con tutte le nostre possibilità contro quanti potrebbero condurlo sulle vie dei compromessi o contro ciò che potrebbe abbassare, anche di poco, la sua linea etica e sublime».
Il militante di oggi e di domani sappia prendere coscienza del senso del sacrificio di chi, con cuore puro, ha lottato per la futura grandezza di una stirpe. Dal loro esempio sappia assumere su di sé la responsabilità di costituire un’élite, giurando di rinunciare al desiderio di arricchimento e di sopraffazione, senza mai rinnegare l’etica legionaria. Non c’è Vittoria senza Sacrificio.