Droni, Eroi e militi ignoti
3 Febbraio 2012 da svizzeroCominciamo dalla fine. Da un convoglio libico, in fuga da Sirte e composto da oltre cento veicoli, all’interno di uno dei quali si nasconde il colonnello Gheddafi. La mossa è imprudente, il lungo serpente di automezzi viene intercettato da una pattuglia di aerei spia della Nato ed immediatamente bombardato. Ad aprire il fuoco, però, prima dell’arrivo dei jet francesi, è un mezzo diverso da tutti gli altri: un drone Predator. I droni – così definiti volgarmente a causa dello strano ronzio che emettono – sono in realtà unmanned aerial vehicle, letteralmente “veicoli aerei senza uomini”. O, più precisamente, aerei da combattimento autonomi e comandati a distanza. Rispetto ai comuni veivoli spia, i droni non solo riescono a raccogliere immagini e video nel corso delle ricognizioni, ma anche a scagliare missili verso obiettivi di terra. La svolta è epocale: una macchina è per la prima volta in grado di svolgere tutte le funzioni che un tempo venivano affidate a uomini e mezzi specializzati.


Tra tutte le festività annuali il Natale, ricorrenza del Solstizio d’inverno, è certamente quella più “sentita”. Infatti, malgrado l’attuale società sia impegnata a screditare, ridicolizzare e banalizzare ogni ricorrenza sacra con nuove trovate commerciali questo momento ha ancora un’influenza misteriosa sulle persone.
Se mai dovessimo attribuire una definizione che possa sintetizzare le caratteristiche principali e salienti dell’era postmoderna – ovvero quella che è succeduta alla catastrofica Seconda Guerra Mondiale – ricorrendo a un termine o a una categoria dal vasto contenuto semantico, opterei per il neocapitalismo fondato sull’imperio di un Mercato sempre più pervasivo e quasi onnipresente. Sul punto non vorrei essere equivocato: non intendo utilizzare il termine Mercato – con la maiuscola – per designare una sorta di entità astratta, quasi metafisica che trascende le nostre esistenze.
Il Ministero degli Esteri britannico ha citato il “diritto internazionale” per aver reagito chiudendo la propria ambasciata a Tehran e ordinando la chiusura dell’ambasciata iraniana a Londra, quando il governo britannico in molteplici occasioni non è riuscito a proteggere l’ambasciata iraniana.
Ecco un interessante articolo che mette in evidenza in quale condizione è sprofondato l’essere umano, vittima della materia a tal punto da non concepire null’altro al di fuori di essa. Volendo ricondurre tutto alla misura dell’uomo, preso come fine a se stesso, si è finiti con lo scendere gradino per gradino fino al livello di quel che vi è di più inferiore, cercando solamente la soddisfazione dei bisogni inerenti il lato materiale della natura umana - ricerca che ben sappiamo risulta essere illusoria poiché crea sempre più bisogni artificiali, vacui e che non è possibile soddisfare.
In questi giorni stiamo assistendo al fallimento di MFGlobal, in quanto a grandezza esso rappresenta l’ottavo fallimento di tutti i tempi, pari ad 1 miliardo di dollari.
Le ideologie del Progresso non vanno oltre il concetto di individuo, inteso come unità astratta, informe, numerica, priva di una qualsiasi qualità che la distingua dalle altre. Moltiplicandosi produce la massa anonima tralasciando la cura dell’uomo, la sua formazione e il suo vissuto interiore. Si è persa di vista la cura della persona intesa come espressione e manifestazione di un principio superiore, la sua dignità di non essere solo corpo e un complesso psico-mentale ma esempio vivente di una visione della vita e dell’esistenza basati su valori che si collocano in una dimensione eterna.






















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