Omaggio alle Indiane d’America

23 Luglio 2010 da Redazione

a cura del Cuib Femminile

Tratto da “Grande Spirito” di Rutilio Sermonti.

Un altro pregiudizio riguardo ai popoli indiani, universalmente diffuso quanto ingiustificato, è che tra di essi la posizione sociale della donne fosse di brutale subordinazione. E sarebbe veramente strano che così fosse stato, tra genti che consideravano la natura come uno specchio dello spirito, dato che, nell’essenziale funzione di perpetuazione della stirpe, la donna riveste un ruolo nettamente preponderante.
Al contrario, sia la vergine che la moglie e madre erano altamente considerate, e la loro volontà aveva grande influenza nelle decisioni dei consigli tribali, anche se era eccezionale che una di loro vi prendesse la parola. Senza dire che guadagnarsi l’ammirazione e il rispetto delle donne della tribù era la massima ambizione di ogni giovane guerriero, mentre essere da loro dileggiati o derisi era la cosa più temuta. Si può affermare quindi che, di fatto, le donne facessero “opinione pubblica” ancor più che gli uomini, pur non accedendo a quello che i Romani chiamavano cursus honorum, e cioè l’insieme delle cariche civili e militari.
Il principio generale, condiviso da tutte le razze indiane, era che ogni cosa o persona dovesse restare fedele alla propria natura…[…]
Con le consuete varianti da nazione a nazione, le donne godevano ovunque di una libertà molto maggiore di quella delle bianche dell’epoca. […]
Il Washburn cita la testimonianza di tale Mary Jemison, una bianca che ai primi dell’Ottocento fu a lungo prigioniera di Irochesi e che, oltre al riguardoso trattamento usatole, attestò che «i doveri delle donne indiane non sono nemmeno la metà di quelli di una donna bianca, e non altrettanto gravosi». […]

Evita Peron: una Donna contro l’Oligarchia e i pregiudizi

16 Luglio 2010 da Redazione

a cura del Cuib Femminile

Riportiamo per questo venerdì un articolo di Sonia Michelacci tratto dal nostro fascicolo “Percorsi al femminile”. Buona lettura!

Se le avanguardie culturali e politiche dei movimenti nazional-rivoluzionari e nazional-popolari europei, a cavallo degli anni venti e quaranta, molto hanno contribuito alla definizione e alla configurazione di una nuova concezione dell’universo femminile, ancor di più questa nuova immagine prenderà forma e anima nel corso dell’entusiasmante esperienza rivoluzionaria che attraverserà l’Argentina e la cui impetuosità passionale contagerà l’intero continente sud-americano. Proprio attraverso l’esperienza politica del peronismo avremo modo di vedere come i concetti di “tradizione” e di “rivoluzione” potessero di nuovo, all’indomani della catastrofica fine del secondo conflitto mondiale e della sconfitta delle nazioni dell’Asse, tornare ad incarnarsi in un popolo risorto con una nuova coscienza, in corpi di uomini e di donne che si riconoscevano in Juan Domingo Peron, guida del movimento peronista e soprattutto in Evita Peron, autentica interprete del rinnovamento peronista e anima pulsante e profonda di una rigenerata comunità popolare, quella argentina, che aveva scelto di privilegiare l’affermazione dell’identità nazionale e la ricerca di una vera giustizia sociale quale coagulo di una società dispersa ed eterogenea che per troppo a lungo aveva dovuto sopportare il fardello del cosmopolitismo economico delle Oligarchie connesse al capitalismo internazionale e alla politica estera degli USA.

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Il futuro non è più quello di una volta

9 Luglio 2010 da Redazione

a cura del Cuib Femminile

I bambini del nuovo millennio - troppo impegnati a giocare con la playstation -  hanno padri - troppo impegnati a far carriera – che le favole non le raccontano più.
Le bambine del nuovo millennio - indaffarate  fra “trucco e parrucco” per sembrare già donne in tenera età - hanno  madri - indaffarate fra lampade e sedute al botulino - che le favole non le raccontano più. I figli del nuovo millennio, cresciuti male e in fretta, non sanno sognare.
E non sanno farlo perché non conoscono le favole, quelle che un tempo si leggevano sotto le coperte, quelle che dietro un: “vissero per sempre felici e contenti”  spronavano a credere nelle cose sane, pure e buone. Le favole non si leggono più: “non se ne ha il tempo” ci si dice; la realtà è che il tempo precluso alle favole lo si concede molto spesso a quel telegiornale sbagliato, a quel “gossip” o a quell’articoletto sul quotidiano di appena una colonnina per non sforzarsi troppo!
Ma nel nuovo millennio c’è chi, inquadrato nel sistematico e impercettibile avanzamento della sovversione, quasi indisturbatamente trasforma le favole di ieri in incubi quotidiani di oggi.

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Comprensione e complicità, un labile confine

2 Luglio 2010 da Redazione

a cura del Cuib Femminile

Proponiamo questo articolo scritto dal cuib femminile, pubblicato su Raido n.38, nel quale viene messa in evidenza la necessità di un confronto sincero e leale tra militanti che percorrono lo stesso cammino. Quando ci si confronta, duplice è l’impegno delle militanti: aprirsi al gruppo e ascoltare dando il proprio contributo senza che questo sia falsato dal facile sentimentalismo nel quale spesso si incappa. Un’ulteriore prova alla quale ciascuna militante deve sottoporsi, dalla quale si può uscire a volte vincitrici e ed altre no, ma l’importante è non dimenticare mai di riscattasi dall’errore commesso, risollevarsi. Continuare a rivolgere il proprio sguardo verso il cielo, desiderare il confronto, convinte che da questo la nostra crescita sia arricchita.

Buona lettura!

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Che disse il vento

26 Giugno 2010 da Redazione

a cura del Cuib Femminile

Che disse il vento, amore?
Parole azzurre figlie dell’abisso
eco di canti di remote stelle
e notte oscura fu il cuore
in silenziosa attesa dell’aurora.

Che disse il vento, amore?
Limpide parole col volo delle rondini
Nelle tremule stille di rugiada.
Vergine fu il pianto ed il sorriso
vergine il grido che uscì dal petto
il falco solitario
tra rocce sole madide di luce rispose al grido
e l’eco tra pietra e sole s’infranse
dileguando nel grembo delle valli.

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Co-lunching

18 Giugno 2010 da Redazione

a cura del Cuib Femminile

“Co-lunching”: un nuovo modo di vivere il web,  un nuovo termine coniato da una manager che aveva voglia di pranzare in compagnia e non da sola…
Solo una riflessione: il rapporto faccia a faccia, la sincerità o la slealtà che traspare negli occhi di chi ti sta di fronte, una stretta di mano, una carezza, un bacio, insomma i “veri” rapporti tra uomini e donne, dove sono finiti, se ormai si arriva addirittura ad organizzare il co-lunching on line, per “non pranzare a casa da soli”?
Ma quale alienazione sta vivendo la società oggi?
Ma quale deserto si sta aprendo dentro gli uomini e le donne, se non sono neanche capaci di trovarsi bene soli con loro stessi, addirittura incapaci di trovare un amico con cui pranzare soli?

PARIGI (15 giugno) - Dopo gli aperitivi giganti, tra gli utenti francesi del social network Facebook è nata una nuova idea: il co-lunching, pranzo collettivo per riunire intorno a un tavolo persone che altrimenti mangerebbero a casa da sole, spesso di fretta e in modo trascurato. Telelavoratori, giornalisti e disegnatori freelance, imprenditori autonomi, ma anche studenti impegnati sulla loro tesi o donne in congedo maternità, si ritrovano in gruppi, in piccoli ristoranti, scoprendo il piacere di chiacchierare con persone finora frequentate soprattutto online.

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Nera pasionaria

11 Giugno 2010 da Redazione

a cura del Cuib Femminile

In occasione della festa per i 15 anni di Raido, tra i gruppi ospiti della serata, oltre agli Imperium, Insedia, Antica Tradizione e Ultima Frontiera, ci saranno gli Hobbit, che sicuramente dedicheranno alle camerate presenti la nuova “Nera Pasionaria” presente nell’ultimo album “L’impero contrattacca”, noi, nel frattempo, la dedichiamo a tutte le camerate che ci seguono sul blog…

Sai questa canzone è dedicata a te
A te nera passionaria
Tu che sogni parli e vivi come me
E sei pura come l’aria

Sai questa canzone è dedicata a te
A te nera passionaria
Tu che sogni parli e vivi come me
E sei pura come l’aria
Le tue amiche del liceo sul diario han “Che” Guevara
Sono state a quel corteo
Tra migranti sindacati e marjiuana
Ma tu già lo sai che un bambino non lo ammazzeresti mai

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La donna nella Legione

4 Giugno 2010 da Redazione

a cura del Cuib Femminile

Sabato scorso, alcuni di noi sono stati ospiti del centro polivalente Fascio Etrusco di Cerveteri in occasione dell’incontro su “Giovinezza Legionaria - attualità del messaggio di Codreanu”, fascicolo appena uscito frutto del nostro gruppo di studio che ha voluto appronfondire la figura del Capitano. Più che una presentazione o conferenza, questo appuntamento ha rapprensentato un’ottima occasione per meglio comprendere la forza del Movimento Legionario, il quale aveva come obiettivo la creazione di un Uomo e di una Donna nuovi e non la proliferazione di politicanti. In ragione di quanto emerso durante l’incontro, vogliamo proporvi un articolo inserito nel fascicolo “Giovinezza Legionaria” nel quale si parla appunto del ruolo della donna all’interno della Legione. Buona lettura!

Come in tutte le comunità organiche, anche nell’organizzazione legionaria, molto importante era la funzione della donna. Le legionarie, infatti, avevano a che fare con molteplici aspetti della vita di tutti i giorni e della vita militante. Moglie, madre, studentessa, lavoratrice, alla donna della Legione veniva richiesto, come agli uomini, sacrificio e spirito di abnegazione, entrambi secondo la propria natura, in vista della rinascita della nuova Romania.

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Liberata ma malata

28 Maggio 2010 da Redazione

a cura del Cuib Femminile

Sfogliando la rivista Eowyn, pubblicata a cavallo tra gli anni 70 e 80, a cura del Coordinamento Femminile del MSI dove si tentava di fornire una visione della donna alternativa a quella proposta dal femminismo, abbiamo trovato questo interessante e quanto mai attuale articolo. Nonostante siano passati più di vent’anni, le conseguenze della tanto agognata emancipazione hanno, sulla donna, gli stessi effetti…

Ciò che negli ultimi anni è accaduto alla donna è piuttosto scioccante. Giuste alcune rivendicazioni, legittima l’emancipazione, logica l’equiparazione dei diritti, ma, bisogna ammetterlo, mentre il vertice femminista esulta nel trionfo, la base femminile annaspa perplessa. La tradizione consolidata nei secoli della donna “kuke-kische-kinder” è improvvisamente scaduta. Senza preavviso e senza preparazione, la donna odierna si sente chiamata a lavorare, “realizzarsi”, rendersi indipendente, autodeterminarsi. Senza, peraltro, rinunciare ai doveri naturali della maternità in senso sia biologico che pedagogico.
Il nuovo ruolo non si sostituisce a quello tradizionale, ma vi si aggiunge, rendendo il tutto terribilmente difficile e faticoso. E tale situazione, specie in assenza di valide capacità adattative, è pesante; addirittura creando uno stato di disagio e sofferenza, diventa l’anticamera delle malattie.

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Donne di lotta e di fede [Recensione]

26 Maggio 2010 da Redazione

di Loredana Dattilo

Sabato 22 maggio scorso si è tenuta nei locali dell’associazione Raido, in via Scirè, 21 una conferenza dal titolo: “Donne di fede e di lotta”. Una delle ragazze del cuib femminile ha introdotto l’allocuzione di Simona Carucci, ricordando come la storiografia ufficiale spinga per fare del 150° anniversario dell’Unità l’ennesimo panegirico su un risorgimento che, partito dai moti rivoluzionari del 1848, è giunto trionfalmente alla dichiarazione del Regno d’Italia nel 1861 da parte dei Savoia. Questo è solo parzialmente vero. La borghesia, infatti, si identificava pienamente con questa “nuova realtà”, ma il popolo, al contrario, si schierava al completo dalla parte dei propri sovrani e della fede contro la ventata di laicità che la rivoluzione francese aveva esportato con le armi in tutta Europa.

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