Strade di Belfast

11 Marzo 2010 da Redazione

Storie di vita quotidiana sullo sfondo della lotta di liberazione irlandese

Storie quotidiane di una comunità immersa nel conflitto tra il Movimento Repubblicano irlandese e l’esercito inglese, i racconti del leader irlandese rievocano le strade di Belfast e la loro variegata umanità.

Autore: Gerry Adams

Curatore: S. Chiarini

Traduttore: O. Casagrande

Editore: Gamberetti

Pagine: 152

Anno: 1994, 3a edizione

Collana: Equatori

Prezzo: 13 €

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Il fascio, la svastica e la mezzaluna

25 Febbraio 2010 da Redazione

«Sull’incontro delle potenze dell’Asse con i movimenti di resistenza africani e asiatici oggi possiamo finalmente disporre di una precisa ricostruzione, che colma gravi lacune e ci offre non poche sorprese». Angelo Del Boca

Pochi studiosi hanno affrontato la storia dei rapporti che, dopo la Prima Guerra Mondiale, si instaurarono fra i governi di Italia e Germania e alcuni esponenti dei movimenti di liberazione arabi e islamici del Terzo Mondo, in particolare quelli dell’Africa settentrionale e del Medio Oriente. In questo libro, dopo un lungo lavoro di ricerca negli archivi di numerosi Paesi, si delinea un quadro inedito delle tappe della politica di collaborazione che si sviluppò tra le potenze dell’Asse e i principali interlocutori del nazionalismo arabo con particolare attenzione alla Palestina e all’Iraq. Nella prima parte del volume, «Il fascismo, il nazionalsocialismo e la decolonizzazione», viene analizzato il periodo tra la metà degli anni Trenta e il 1945, mettendo in risalto affinità ideologiche e contraddizioni della politica di Mussolini e Hitler nei confronti degli arabi e dell’Islâm, che si schierarono a fianco di Roma e Berlino con l’obiettivo di avere aiuti e appoggi nella lotta contro le potenze coloniali di Francia e Gran Bretagna. Nella seconda parte, intitolata «La spada dell’Islâm», è presentato in dettaglio la storia delle unità militari che i tedeschi costituirono con volontari musulmani e la breve e simbolica esperienza dei reparti arabi nell’esercito italiano.

Autore: Stefano Fabei

Editore: Mursia

Pagine: 407

Anno: 2002

Collana: Testimonianze fra cronache e storia

Prezzo: 26 €

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Stefano Fabei

Stefano Fabei è nato a Passignano sul Trasimeno nel 1960. Laureato in Lettere Moderne, insegna a Perugia. Suoi saggi sono apparsi su «Studi Piacentini» e «Treccani Scuola». Collabora a «I sentieri della ricerca», «Eurasia» e «Nuova Storia Contemporanea». Tra le sue opere recenti: I cetnici nella Seconda guerra mondiale (2006) e Carmelo Borg Pisani. Eroe o traditore? (2007). Con Mursia ha pubblicato Il fascio, la svastica e la mezzaluna (2002) tradotto in Francia nel 2005, Una vita per la Palestina. Storia del Gran Mufti di Gerusalemme (2003) e Mussolini e la resistenza palestinese (2005).

Sarà realtore sabato 27 febbraio 2010 ore 18.00 presso i locali dell’Associazione in occasione della conferenza “Il Fascio e la Mezzaluna - I rapporti tra Fascismo e Islam”

Mussolini e la resistenza palestinese

23 Febbraio 2010 da Redazione

«Settant’anni fa, nel più assoluto segreto, l’Italia fascista si adoperava validamente nel tentativo di dare una patria agli arabi della Palestina. Non si trattava soltanto di un appoggio politico, ma di un autentico sostegno materiale». Angelo Del Boca.

Tra il 10 settembre 1936 e il 15 giugno 1938 l’Italia fascista versò al Gran Mufti di Gerusalemme, che guidava la rivolta del popolo palestinese contro le forze militari della Gran Bretagna e contro l’immigrazione ebraica, circa 138.000 sterline, una somma di tutto riguardo per quei tempi. Questo contributo finanziario fu deciso dal Duce all’indomani della guerra d’Etiopia, non solo «in ragione della posizione assunta dall’Italia nei confronti del nazionalismo arabo, e per dar fastidio agli Inglesi», ma anche in omaggio alle posizioni anticolonialiste del Mussolini socialista rivoluzionario e del primo fascismo. Oltre al denaro il ministero degli Esteri decise di inviare ai mujâhidîn palestinesi un consistente carico di armi e munizioni, in principio destinato al Negus ma acquistato in Belgio tramite il SIM. Questo materiale, depositato per quasi due anni a Taranto, sarebbe dovuto giungere, tramite intermediari sauditi, ai palestinesi impegnati nella prima grande intifâda per abbattere il regno hascemita di Transgiordania, porre fine al protettorato britannico, bloccare l’arrivo di altri ebrei e il progetto sionista in Terrasanta. Per l’Italia di Mussolini fu anche il tentativo di non farsi scavalcare nella solidarietà agli arabi dalla Germania di Hitler. Un’altra pagina della politica araba del fascismo, finora volutamente ignorata, ricostruita sulla base di documenti provenienti dagli archivi del Ministero degli Esteri e dello Stato Maggiore dell’Esercito.

Autore: Stefano Fabei

Editore: Mursia

Pagine: 304

Anno: 2005

Collana: Testimonianze tra cronaca e storia

Prezzo: 23,50 €

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Stefano Fabei

Stefano Fabei è nato a Passignano sul Trasimeno nel 1960. Laureato in Lettere Moderne, insegna a Perugia. Suoi saggi sono apparsi su «Studi Piacentini» e «Treccani Scuola». Collabora a «I sentieri della ricerca», «Eurasia» e «Nuova Storia Contemporanea». Tra le sue opere recenti: I cetnici nella Seconda guerra mondiale (2006) e Carmelo Borg Pisani. Eroe o traditore? (2007). Con Mursia ha pubblicato Il fascio, la svastica e la mezzaluna (2002) tradotto in Francia nel 2005, Una vita per la Palestina. Storia del Gran Mufti di Gerusalemme (2003) e Mussolini e la resistenza palestinese (2005).

Sarà realtore sabato 27 febbraio 2010 ore 18.00 presso i locali dell’Associazione in occasione della conferenza “Il Fascio e la Mezzaluna - I rapporti tra Fascismo e Islam”

E venne Valle Giulia

17 Febbraio 2010 da Redazione

Un ragazzaccio in camicia nera racconta.

E venne Valle Giulia s’è imposto quale titolo all’originale La Spranga sui denti, nato alle prime ore del mattino e prima che si rendesse in libro. Provocatorio, irriverente, un po’ guascone. Non solo mazzate e teste vuote, però. Un ragazzaccio in camicia nera racconta la storia di un percorso di mani levate, di piazze e di scontri, di sentimenti e di idee. Oggi, dopo quarant’anni, ha la pretesa di essere ancora in cammino. Vagabondo.
La copertina, composizione e colori, fi ga intuizione e realizzazione di Marco Ruperto, rinnova la vanità d’essere là, a Valle Giulia, con quanto resta dell’asse di una panchina e la panchina prossima a spiccare il volo. Anni Sessanta, inquieti e preservati integri anche dopo, quando le giornate di Marzo si sono trasformate in autunno (caldo) e i colori intristiti (bombe e P38).
Atmosfere, parole, gesti. Quel mondo evidenziato nella presentazione da Luciano Lanna quale memoria gioiosa, libertaria (l’anarco-fascismo già caro a Brasillach), dissacrante. Voce di una generazione e non soltanto di personale vissuto.
Il futuro diventa passato, sentieri sovente interrotti, porte divelte e sbattute in faccia d’altri e sulla propria. Se “entrammo nella vita dalla porta sbagliata”, sempre faccia al sole e in culo al mondo. Rifiuto d’ogni rendiconto. Zero alibi, zero rimpianti. Leggere per credere.

Autore: Mario Michele Merlino

Editore: Settimo Sigillo

Pagine: 144

Anno: 2008

Prezzo: 15 €

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Mario Michele Merlino

Mario Michele Merlino, docente di storia e filosofia, autore con Rodolfo Sideri di: Inquieto novecento e Strade d’Europa. Sempre per le edizioni Settimo Sigillo ha tradotto I Poemi di Fresnes e scritto Ritratti in piedi. Nichilista, anticonformista, poeta, come il suo antenato prigioniero nella foresta di Brocéliande.

Sarà relatore sabato 20 febbraio 2010 ore 18.00 presso i locali dell’Associazione in occasione della conferenza “Kulturkampf - La battaglia delle idee contro il nulla che avanza”.

Quel domani che ci appartenne

17 Febbraio 2010 da Redazione

Passato, presente e futuro in camicia nera.

Parte dalle trincee, parla delle Rivoluzioni e della guerra; identifica le poste in gioco e qualifica i protagonisti di quello scontro di civiltà, in quel caso autentico; prosegue con il dopoguerra mettendo l’accento sul Sessantotto e sulla strategia della tensione (con una nutrita documentazione sui veri burattinai). Fa un’analisi della società, del sistema, della comunicazione nel mondo d’oggi. Critica le maggiori devianze e i principali errori dei partiti e dei gruppi “antagonisti” contemporanei. S’interroga (offrendo risposte) sulla funzione che possono avere oggi partiti e movimenti in un sistema a compartimenti stagni e a gestione dittatoriale.
Sviscera le diverse componenti delle élites di una società appunto elitaria differenziando quelle permeabili ad un’azione intelligente e mirata da quelle assolutamente impermeabili.
Espone una strategia per il presente e per il futuro mettendo l’accento sugli esempi positivi e innovativi che già è possibile intravedere.
Definisce lo spirito originario ed originale che permette di rifondare il mondo intorno a noi.

Autore: Gabriele Adinolfi

Editore: SEB

Pagine: 248

Anno: 2005, I edizione. 2007 II edizione

Prezzo: 18 €

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Gabriele Adinolfi

[...] Dal 2003 in poi Gabriele Adinolfi si è impegnato in prima linea nelle Università d’Estate e nella Guardia d’Onore Benito Mussolini che ha servito in Cripta dal 2003 al 2007. È stato per ter anni caporedattore della rivista Orion. Particolarmente vicino a Casa Pound, Adinolfi non ha mai smesso di cercare la trasversalità, sempre con aspirazione all’avanguardia.
Ha dato vita, mattone per mattone, ad un Centro Studi piuttosto articolato, Polaris, che ha celebrato il suo primo convegno in Abruzzo nell’Epifania del 2008 ed ha all’attivo una lunga serie di dvd, due quaderni “Geopolitica della droga e del petrolio” e “Immigrazione”, corsi di comunicazione a più livelli, corsi quadri e un notiziario trimestrale.
Intanto  ha scritto “Nos belles années de plomb” uscito nel 2005 in Francia, “Quel domani che ci appartenne” stampato nel 2006 dalla Barbarossa in Italia, cui ha fatto seguito “Tortuga, l’isola che (non) c’è” uscito sempre dalla Barbarossa il 3 gennaio 2008.
Da quattro anni cura quotidianamente www.noreporter.org (tratto da gabrieleadinolfi.it).

Sarà relatore sabato 20 febbraio 2010 ore 18.00 presso i locali dell’Associazione in occasione della conferenza “Kulturkampf - La battaglia delle idee contro il nulla che avanza”.

Tutto per la Patria

13 Febbraio 2010 da Redazione

Esce a 50 anni  dallo storico 5 ottobre 1954, anno in cui fu sancito il definitivo ritorno di Trieste all’Italia, questo piccolo prezioso documento in formato DVD. Si tratta nella fattispecie di un esperimento-tributo a Trieste ed alla causa delle “terre irredente”, basato sulla creazione di video tematici.  Le canzoni che forniscono il pretesto per l’operazione sono quelle  di 4 gruppi “non conformi” che affrontano diversi aspetti della questione: si parte dalla stupenda “Mas 96″ di Non Nobis Domine, basata sulla “canzone del Quarnaro” di Dannunzio, per passare alla livida “Foibe” dei Gesta Bellica. “Trieste 1953″ è il brano siglato da Ultima Frontiera, fondamentalmente gli ideatori della compilazione, brano stupendo a dir poco toccante e unico inedito della compilazione, si chiude con “Nord Est” degli Armco a rappresentare l’attualità. La scelta di far parlare musica ed immagini evitando ogni altra intrusione umana, la forza e la violenza delle immagini stesse fanno di questo DVD un documento vivo e drammatico a testimonianza di quanto queste tematiche siano tutt’altro che morte e sepolte, ma al contrario ferite aperte e pulsanti. Una nota di merito va dunque a Ultima Frontiera, ass. Culturale Novecento ed al VFS per avere realizzato questa testimonianza, una memoria che ci ricorda che un nostro pezzo di cuore è rimasto lì, sui confini ridisegnati dai “vincitori”. Un ricordo dovuto e sentito va altresì a Cristian Pertan chitarrista dei Non Nobis Domine, convinto fautore della causa Istriana, sostenitore e promotore di questo e mille altri progetti sulla necessità della memoria, un cuore puro che ci ha lasciato all’alba del primo gennaio 2005. Che la memoria non ci abbandoni mai, specie quando c’è chi tenta di negarla o di cancellarla. Un uomo senza memoria è come un albero senza radici. E’ un involucro senz’anima, un corpo in balia della direzione del vento.

Autore: Ultima Frontiera

Anno: 2004

Prezzo: 15 €

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Foibe - Una tragedia annunciata

11 Febbraio 2010 da Redazione

Il lungo addio italiano alla Venezia Giulia.

E’ difficile trovare nei libri di storia un’esatta documentazione sulle Foibe. Spesso leggiamo menzogne, falsità, approssimazioni. Questo libro, dopo un excursus sulla storia della Venezia Giulia, ne traccia una verità non di parte, al fine di far comprendere la tragedia di quei popoli e del loro genocirdio ed esodo a lungo dimenticato.
Vincenzo Maria De Luca è nato a Roma nel 1958, è laureato in medicina e chirurgia. Appassionato di storia contemporanea, da alcuni anni si dedica allo studio di quei tragici avvenimenti che furono le foibe, l’esodo e le mutilazioni territoriali, successive al secondo conflitto mondiale, che sconvolsero letteralmente l’italianità di terre come la Venezia Giulia e l’Istria. Alterna alla sua attività di medico quella di ricercatore storico, soggiornando periodicamente a Trieste, Gorizia, e in Slovenia, dove raccoglie in prima persona documentazioni e testimonianze direttamente dai protagonisti, indipendentemente dalla loro nazionalità e fede politica. E’ socio della Società di studi Fiumani di Roma, della Unione degli Istriani, libera provincia dell’Istria in esilio, dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia. E’ membro del Comitato scientifico del Centro Studi e Ricerche Storiche “Silentes Loquimur” di Pordenone.

Autore: Vincenzo Maria De Luca

Editore: Settimo Sigillo

Pagine: 179

Anno: 2000

Collana: Saggi

Prezzo: 15 €

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Gli eserciti di Roma

6 Febbraio 2010 da Redazione

Dalla fondazione alla caduta dell’Impero.

L’opera affronta e sviluppa in modo completo il vasto mondo delle istituzioni militari di Roma, delinea i principali eventi bellici e gli aspetti tecnici della vita quotidiana dei soldati.

Autore: Romano Del Valli

Editore: Bardi Editore Roma

Pagine: 159, in 8°, con 20 ill. in b/n.

Anno: 2006

Collana: Collezione storica

Prezzo: 16 €

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Gli eroi di Mussolini

29 Gennaio 2010 da Redazione

Niccolò Giani e la Scuola di Mistica fascista

La loro esistenza si esprimeva in un’unica parola: servire. Servire Mussolini e la rivoluzione fascista. A costo di morire. Ma chi erano questi sacerdoti del regime e perché avevano una fede così assoluta nel duce? In questo volume l’autore ricostruisce la storia di Niccolò Giani, Guido Pallotta, Berto Ricci e dei tanti altri che in quegli anni credettero, obbedirono e combatterono in nome del fascismo. Giani fu l’ideatore e il direttore della Scuola di Mistica fascista, il club più esclusivo, aperto soltanto ai “missionari del fascismo”, ragazzi che, cresciuti nel Ventennio, si offrivano volontari per la guerra, come lo stesso Giani che abbandonò i panni di docente universitario per andare a combattere in Africa settentrionale e sul fronte greco-albanese dove morì nel 1941, a soli 32 anni. Il volume si basa su una ricca documentazione, mai consultata in precedenza, di diari e carteggi privati ed è completato da un’Appendice di documenti inediti, fra i quali il diario dal fronte di Giani e le lettere dalla guerra dei giovani volontari di Mistica.

Autore: Grandi A.

Pagine: 240, brossura.

Anno: 2004

Collana:
Saggi

Prezzo: 8,00 €

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Sabato 30 Gennaio 2010 - ore 17.00 - Via Scirè 21-23 Roma

“Poeti dell’Azione” - Convegno di studi sulla Scuola di Mistica fascista

Niccolò Giani e la scuola di mistica fascista 1930 - 1943

18 Gennaio 2010 da Redazione

La Scuola di Mistica fascista nacque a Milano nel 1930 su iniziativa di Niccolò Giani (1909-1941) e con l’appoggio di Arnaldo Mussolini. Obiettivo: creare, educare e rendere operativa la futura classe dirigente che avrebbe condotto alla rinascita dell’Italia. Fino al 1940 fu una sorta di laboratorio di idee, poco connesso con la politica del fascismo; ma, in occasione del suo decennale, i mistici fascisti uscirono allo scoperto aggregando un grande numero di intellettuali e studiosi: Julius Evola, Vito Mussolini, Fernando Mezzasoma, Berto Ricci, Nino Tripodi, Ruggero Zangrandi, Guido Pallotta, Armando Carlini ed Enzo Paci. Ripercorrendo la storia della Scuola e dello sviluppo del pensiero fascista, le sue radici filosofiche, il contributo di Giovanni Papini e Julius Evola e le conseguenze sul piano politico, emerge la vicenda personale del fondatore e poi direttore di Mistica, Niccolò Giani, tenente degli Alpini e medaglia d’oro al valor militare, che in nome dei suoi ideali cadde sul fronte greco-albanese il 14 marzo 1941.

Autore: Tomas Carini, nato nel 1973, si è laureato in Filosofia a Torino ed è key account manager in una multinazionale del settore energetico. Ha pubblicato La «religione civile» della Scuola di Mistica fascista in Esoterismo e Fascismo. Storia, documenti, interpretazioni (2006) e ha curato il volume di Julius Evola La Scuola di Mistica fascista. Scritti su mistica, ascesi e libertà (1940-41) (2009).

Editore: Mursia

Pagine: 294

Anno: 2009

Prezzo: 19,00 €

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