
Beh, ricordate il “raid nazista” di Roma al Pigneto, che i giornali avevano subito dato in pasto all’opinione pubblica qualche giorno fa? Bene, oggi dalle pagine di Repubblica, e con meno clamore, leggiamo un interessante articolo-intervista al (presunto) capo dell’azione, che in realtà capo non è, come dice lui stesso, né tanto meno è fascista o nazista. Ha qualche reato alle spalle, è cresciuto con idee di sinistra, dice di rispettare tutti, bianchi e neri, purché rispettosi del suo quartiere quei ragazzi che gli sono andati dietro, dice, non li ha né comandati né spinti lui a fare quel che è stato fatto: “senza volerlo, avevo slegato la bestia. Avevo capito che il veleno mio era il veleno di tutti”. E poi continua parlando della verità, di storie di spaccio e furti in piena notte. Certo, la certezza che dica tutta la verità non l’abbiamo per ora. Sicuramente, se i giornali smettessero di cercare dovunque il mostro, nazista e con svastiche dappertutto, queste storie sarebbero molto più chiare e una certa verità, scomoda ma pur sempre verità, verrebbe fuori. Quella verità che è chiara a tutti ma che all’opinione pubblica qualcuno ha deciso che non si deve raccontare: che il meltin pot ha fallito, non ha futuro e che l’immigrazione selvaggia ha prodotto disagi, per stranieri e italiani, una crescita vertiginosa della criminalità e della delinquenza a nostro danno e, si, anche del razzismo, ma quello contro gli italiani, perpetrato ogni giorno come un rito dai media ammaestrati e prezzolati.
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