Azione Tradizionale » In memoriam

Berto Ricci [In memoriam]

2 Febbraio 2012 da svizzero

Berto Ricci 2/2/1941 - 2/2/2012

L’antiborghesia fascista deve, soprattutto, non essere solo polemica. Dev’essere costruzione, educazione. Il borghese non esiste soltanto allo stato puro. Il borghese è in noi, in ciascuno di noi, con le sue rinunzie e le sue ambizioni, il suo sottilizzare e dubitare, il suo particolarismo d’individuo, di famiglia, di ceto, la sua brama di ricchezza, la sua - specialmente - paura della povertà; la sua paura del coraggio; il suo basto d’abitudini; la sua doccia tiepida d’accomodamenti; la sua estranietà dalla vita fisica e da quel tanto di natura che ci vuole all’uomo civile perchè la civiltà non si deformi nella più gretta barbarie.
La lotta antiborghese è dunque, nel suo significato più alto, tirocinio crudo di tutti noi, uno per uno, perchè solo un’umanità fascista, nella quale nessuno cerchi scuse e nessuno ne trovi, tutti accettino compiti e tutti ne ricevano, potrà riconoscere la supremazia dello spirito, detronizzare la ricchezza dalla vita.

(tratto da “Processo alla borghesia”)

Bloody Sunday [In memoriam]

30 Gennaio 2012 da Redazione

Sono passati esattamente 40 anni da quel giorno e quei quattordici morti giacciono ancora senza giustizia. Tiochfaid ar là !

Mota e Marin [In memoriam]

13 Gennaio 2012 da svizzero

Il 13 Gennaio 1937 cadevano a Majadahonda, durante la guerra civile spagnola, i due dirigenti della Guardia di Ferro rumena, Ion Mota e Vasile Marin. A loro, Corneliu Codreanu intitolò il “Giuramento dei gradi legionari”, riportato all’interno de “Il capo di cuib” che per l’occasione vi riproponiamo.

IL GIURAMENTO DEI GRADI LEGIONARI

Cari camerati,

Tutte le volte che mi sono trovato di fronte a un sacrificio legionario, mi sono detto: Che cosa terribile sarebbe, qualora sopra il nobile supremo sacrificio dei camerati si radicasse una casta vittoriosa a cui si aprissero le porte della vita degli affari, delle speculazioni fantastiche, dei furti, delle crapole, dello sfruttamento. Per ciò, alcuni sarebbero morti per servire agli altrui appetiti di arricchimento, di vita comoda e di sfrenatezze!
Continua a leggere »

ACCA LARENTIA: Lo sbirro, il cantante, gli 007

7 Gennaio 2012 da svizzero

A 34 anni di distanza gli interrogativi sulla strage di Acca Larentia sono ancora molti, troppi. E, intanto, nessuno ha mai pagato per il sangue versato. Tuttavia, anche grazie all’instancabile lavoro di ricerca che negli ultimi anni è stato realizzato, emerge qualche (oscura) verità. L’ultima, in ordine di tempo, è ancora una volta legata alla mitraglietta Skorpion che fece fuoco quel 7 Gennaio di trentaquattro anni fa. Pubblichiamo un articolo apparso ieri su “Libero” di sicuro interesse. Per non dimenticare, mai.

Continua a leggere »

Acca Larentia [In memoriam]

7 Gennaio 2012 da svizzero

7 Gennaio 1978 - 7 Gennaio 2012

Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta, Stefano Recchioni

Presenti !

Paolo Signorelli (1/12/2010 - 1/12/2011)

1 Dicembre 2011 da Redazione

L’auspicio della riscossa deve giungere a noi dal risveglio della Tradizione.
Fedeltà più forte del fuoco
L’unione spirituale è piena e completa, al di là di qualsiasi limite razionale e spirituale.
Noi potremmo dire: “è stato fatto quello che doveva essere fatto”.
Noi non conosciamo ciò che vuol dire inganno.
Di noi , i figli ed i figli dei figli un giorno potranno dire: “abbiamo conosciuto degli Uomini”.
Domani inizierà una nuova Stagione. A domani!

BUTTAFUOCO RICORDA ERRA

3 Ottobre 2011 da Redazione

Pietrangelo Buttafuoco

da Il Foglio di venerdì 23 settembre 2011

È morto Enzo Erra. Classe 1926, fu uno della generazione dei giovani fascisti del Dopoguerra. In un caffè del Gianicolo, a Roma, incontrò il gruppo di Massimo Scaligero. Fu attraverso loro che conobbe anche Julius Evola.

Continua a leggere »

In ricordo di Walter Bonatti

16 Settembre 2011 da Redazione

Per noi che riteniamo essere la montagna oltre che una semplice evasione dalla vita di tutti i giorni e un piacevole passatempo anche un modo di essere, un cammino oltre che materiale anche interiore verso il continuo miglioramento di sé e un addestramento alla rinuncia e alla frugalità, pare doveroso porgere l’ultimo saluto a Walter Bonatti, che con grande umiltà ha saputo incarnare questo stile nel vivere la montagna e la vita.

dal Corriere della Sera

È morto Walter Bonatti
Scompare a 81 anni una delle più grandi leggende dell’alpinismo italiano e mondiale

MILANO - L’Italia dice addio a una leggenda dell’alpinismo: è morto Walter Bonatti. Lo riferisce in una nota l’editore Baldini Castoldi Dalai. La salma sarà trasportata a Lecco dove sabato e domenica verrà allestita la camera ardente. Scalatore, giornalista e scrittore di fama, Bonatti aveva 81 anni.

Continua a leggere »

Corneliu Zelea Codreanu. 13.09.1899 - 13.09.2011

13 Settembre 2011 da Redazione

Anniversario Termopili

19 Agosto 2011 da Redazione

Celebriamo il 2491esimo anniversario dell’eroico sacrificio dei 300 spartani alle Termopili con questi versi del poeta Simonide. Che il loro esempio immortale sia la stella polare nella nostra battaglia di tutti i giorni.

“Straniero che passi, va e annuncia a Sparta che qui noi giaciamo, obbedienti alle sue leggi” - Re Leonida 19 agosto 480 a.c.

Fonte: Azione Punto Zero

In ricordo di Marco Pirina

31 Maggio 2011 da Redazione


Abbiamo oggi appreso dell’improvvisa scomparsa di Marco Pirina, serio ricercatore storico che ha dedicato la vita alla testimonianza della verità sull’immane tragedia delle foibe. Tra i fondatori e animatore del Centro Studi Silentes Loquimur, in qualità di rappresentante di questo fu ospite presso RAIDO per una conferenza dedicata alle violenze della guerra civile del ‘43-’45.
Per ricordarlo, vogliamo qui riproporre proprio l’intervista che fu con lui realizzata dopo aver partecipato alla conferenza “L’odio e la fede” del 20 Gennaio 2007.

LO SPIRITO DELL’ALLODOLA (Bobby Sands)

5 Maggio 2011 da Redazione

Proponiamo questo testo scritto da Bobby Sands, detenuto politico irlandese, morto in carcere dopo sessantasei giorni di digiuno, il 5 Maggio 1981.

Mio nonno una volta mi disse che imprigionare un’allodola è un delitto fra i più crudeli, perché è uno dei simboli più alti della libertà e felicità. Parlava spesso dello spirito dell’allodola, quando raccontava la storia di un uomo che ne aveva rinchiusa una in una piccola gabbia.
L’allodola, soffrendo per la perdita della sua libertà, non cantava più, non aveva più nulla di cui essere felice. L’uomo che aveva commesso questa atrocità, come la chiamava mio nonno, voleva che l’allodola facesse quello che lui desiderava. Voleva che cantasse, che cantasse con tutto il cuore, che esaudisse i suoi desideri, che cambiasse il suo modo di essere per adattarsi ai suoi piaceri.
L’allodola si rifiutò e l’uomo si arrabbiò e divenne violento. Egli cominciò a fare pressioni sull’allodola perché cantasse, ma non raggiunse alcun risultato. Allora fece di più. Coprì la gabbietta con uno straccio nero e le tolse la luce del sole. La fece soffrire di fame e la lasciò marcire in una sudicia gabbia, ma lei ancora rifiutò di sottomettersi.
L’uomo l’ammazzò.
L’allodola, come giustamente diceva mio nonno, aveva uno spirito: lo spirito della libertà e della resistenza.
Voleva essere libera, e morì prima di sottomettersi al tiranno che aveva tentato di cambiarla con la tortura e la prigionia.
Sento di avere qualcosa in comune con quell’allodola e con la sua tortura, la prigionia e alla fine l’assassinio. Lei aveva uno spirito che non si trova comunemente, nemmeno in mezzo a noi umani, cosiddetti esseri superiori.
Prendi un prigioniero comune, il suo scopo principale è di rendere il suo periodo di prigionia il più facile e comodo possibile. Alcuni arrivano ad umiliarsi, strisciare, vendere altri prigionieri, per proteggere se stessi e affrettare la propria scarcerazione. Si conformano ai desideri dei loro carcerieri e, a differenza dell’allodola, cantano quando gli dicono di cantare e saltano quando gli dicono di muoversi.
Sebbene il prigioniero comune abbia perso la libertà, non è preparato ad arrivare alle estreme conseguenze per riconquistarla, né per proteggere la propria umanità. Costui si organizza in vista di un rilascio a breve scadenza. Ma, se incarcerato per un periodo abbastanza lungo, diventa istituzionalizzato, diventa una specie di macchina, incapace di pensare, controllato e dominato dai suoi carcerieri.
Nella storia di mio nonno era questo il destino dell’allodola, ma lei non aveva bisogno di cambiare, né voleva farlo, e morì per questo.

In ricordo di Bobby Sands, a 30 anni dalla sua morte

5 Maggio 2011 da Redazione

Non c’è modo migliore per ricordare il suo Esempio ed i trent’anni dalla sua scomparsa, facendoci da parte e lasciando spazio alle sue parole…

“Se non riescono a stroncarti il desidero di libertà, non possono stroncarti.
Non mi stroncheranno mai perchè il desiderio di libertà è nel mio cuore.”
Bobby Sands

“Le sbarre di una prigione lasciano intravedere la luce e il buio di un giorno che può diventare notte. E di una notte che può essere giorno, anche se non si riesce a vedere il cielo.
Un uomo non perde la Libertà in carcere: lì acquista rabbia, anche se lancia il cuore oltre ciò che lo imprigiona. Anche se continua a cercare con tutto il suo essere la linfa della sua terra. Nessuno può impedire la Libertà!
Non esistono catene o torture o la morte stessa che possano soffocare o far tacere uno spirito libero. Ho imparato sulla mia pelle che gli ideali, il sangue ribelle, l’istinto della giustizia vivono e pulsano in ogni respiro che si ha nel petto.
Posso aver perso l’integrità delle mie ossa o aver sentito insultato e infangato il mio nome, ma ho imparato a non farmi toccare da questo, perché nessuno può estirparmi la Verità e la mia Essenza. Che è libera.
Io sono, io esisto, nonostante tutto. Io sono, io esisto attraverso le voci che urlano e si battono per i valori e i diritti dell’esistenza. Io sono e resterò l’allodola d’Irlanda. Riuscirò ad usare la forza di volontà per visualizzare quello che sta accadendo oltre le sbarre. Riuscirò a diventare un alito di vento a dispetto di chi mi ha imprigionato.
Ho scoperto che non c’è differenza tra vivere e morire: non è importante il corpo ma le idee e i valori di una persona, perché questi possono sfidare il tempo e la storia in ogni modo.

Continua a leggere »

Etsi mortuus urit. Leon Degrelle, la milizia senza tempo

1 Aprile 2011 da Redazione

Il 31 marzo del 1994 ci lasciava Leon Degrelle.
Nel 2006 Raido organizzó un convegno in suo
ricordo, per onorarne la memoria a 100 anni
della nascita.Pubblichiamo di seguito la relazione
di Raido a quel convegno.

Roma, 01.04.2006

Con la manifestazione organizzata oggi, l’Unità Operante di Raido vuole ricordare colui che ha saputo cogliere l’essenza profonda della vita e che ancor oggi è un punto di riferimento per intere generazioni di europei. Liberi da ogni retorica celebrativa, vogliamo rendere omaggio al combattente, al politico, all’uomo che è stato “esempio” tra mille avversità e tormenti, ridestando in sé la forza luminosa della Tradizione.

La vita e l’opera di Léon Degrelle sono una tenace sfida alla decadenza del mondo moderno, a quel mondo profano e ateo che calpesta ogni concezione normale dell’esistenza. Da difensore della spiritualità europea è l’esempio di chi si batte per riconquistare il senso di onore e di fedeltà, di chi rifiuta ogni compromesso dinanzi alle falsità liberali e marxiste.

Continua a leggere »

PRESENTE!

2 Dicembre 2010 da Redazione

Paolo Signorelli

La Comunità militante di Raido, rende onore all’uomo, al guerriero!
Paolo Signorelli, esempio di coerenza e di fede. Presente!

A tavola contro l’individualismo

27 Settembre 2010 da Redazione
a cura del Cuib Femminile
Per fortuna ogni tanto dall’America arriva qualche studio confortante… Per fortuna c’è chi ancora sente l’esigenza di dialogare con i propri figli e di comportarsi da genitore. Riappropriarsi di particolari momenti della giornata, come quello dello stare a tavola tutti insieme, e fare in modo che tornino ad essere la regola e non l’eccezione sarebbe davvero una grande conquista….

MILANO - Una famiglia unita a cena è una famiglia sana. Ad avvallare questa teoria una ricerca della Columbia University che collega direttamente il momento sacro delle chiacchiere di famiglia intorno al tavolo del pasto serale con un minore consumo di alcol, sigarette, marijuana. E scopre che, contrariamente a quanto molti genitori possano pensare, i ragazzi adorano il momento della cena e il calore della famiglia riunita.

Continua a leggere »

Styled with cms by - Powered by WordPress.