Questione di ritmo
16 Luglio 2011 da Redazionetratto da Minas Tirith (Luglio 2009)
Chiunque pratichi uno sport o ami fare delle lunghe passeggiate in montagna, sa che ci sono due elementi importantissimi, per ottenere dei buoni risultati, la costanza ed il ritmo.
Per un uomo che senta, nel profondo di sé, l’appartenenza ad una visione guerriera della vita,e vista l’analogia, su cui spesso si insiste, tra la fatica fisica e la cura dell’anima è determinante fare propri questi due elementi (costanza e ritmo ).
L’uomo differenziato
A questo punto sorge spontanea una domanda,come attualizzare quanto detto nella vita di tutti i giorni? Quando infatti, si crede in qualcosa di giusto, troppo spesso, lasciandosi prendere dalla quotidianità, si
mette da parte il proprio ideale e ci si arrende alle logiche utilitaristiche della società moderna. In questo caso e per l’uomo differenziato che si ha come modello ed esempio, il problema non sipone, poiché egli vive la propria giornata e vita fedele ad un ritmo. Ma qual è questo ritmo? Il ritmo di cui parliamo è quello che da millenni interi popoli hanno riconosciuto e fatto proprio, è il ritmo secondo cui re contadini e guerrieri e sacerdoti vivevano la propria vita ed l cui simbolo per eccellenza è il SOLE. Il sole è definito dalla cultura islamica come l’occhio di Dio ed invero la definizione rispecchia perfettamente un principio di centralità, e dunque ri ferimento, che il Sole rappresenta. Per un uomo che senta, nel profondo di Seguire il ritmo del sole, o meglio i tempi che il suo moto apparente intorno alla terra
e vista l’analogia, su cui determina, vuol dire mettersi in sintonia e armonia con la natura, strutturando la propria vita, in basead un ordine e scegliendo un tempo giusto per ogni cosa.






























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