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Fini, se ci sei, batti un colpo!

12 Maggio 2012 da svizzero

Se non stessimo parlando di un personaggio di questa risma, vista l’entità del tonfo elettorale di FLI verrebbe da titolare “la caduta degli dèi”. Più realisticamente, dovremmo parlare di caduta e basta: volendo evitare un linguaggio più scurrile, ma che risulterebbe decisamente più consono. In ogni caso, nessuna traccia di Fini all’orizzonte: sembra sparito dalla politica. O è solo troppo impegnato a esaudire i sogni del “grande Centro” immaginato da Casini?

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L’Italia si U$A o non si U$A?

12 Maggio 2012 da svizzero

Gli Stati Uniti stanno riuscendo nell’intento di unificare economicamente e politicamente le due colonie teste-di-ponte che hanno nel Mediterraneo. Una per l’Europa e l’altra per il Medio Oriente: l’Italia e la Turchia. Sono, infatti, giunte ad oltre 900 le imprese italiane attive in Turchia e addirittura Finmecanica fabbrica velivoli per l’esercito turco. Un’asse politico-economico che salda ulteriormente il Bel Paese alla volontà yankee…

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“L’Unità” va in pezzi

11 Maggio 2012 da svizzero

Bandiera rossa è passata di moda. Da un pezzo. Peccato che i nipotini di Stalin, da veri nostalgici quali sono, non se ne siano ancora accorti. “L’Unità” prova, infatti, a rinnovarsi graficamente e nei contenuti, ma il tentativo è un flop. Soprattutto nelle vendite. Prossimo fallimento del celebre giornale fondato da Gramsci?

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Monte dei ‘Fiaschi’ di Siena

10 Maggio 2012 da svizzero

Chissà se nei rituali iniziatici massonici c’è anche la prova d’ardimento del far fallire una banca. Pare che i frà massoni ci stiano riuscendo alla grande con la banca più vecchia del mondo in quanto fondata nel 1472, il Monte dei Paschi di Siena.
Da sempre l’istituto bancario è nelle mani dei partiti perlopiù di sinistra e di centro (leggi UDC?) e della massoneria (quella del Grande Oriente ovviamente) e per un Mussari che lascia c’è un Profumo che arriva. Quest’ultimo stava riuscendo nel far esplodere Unicredit e con essa l’Italia, chissà se questa sia la volta buona per portare fino alla fine l’impresa, i presupposti ci sono tutti, a partire dall’enorme debito di 8.4 miliardi con cui è stato chiuso il bilancio 2011.
Gli adepti col grembiulino si sono spinti in speculazioni ardimentose ma soprattutto hanno giocato a fare la mega-banca comprando Antonveneta per 9 miliardi da ABN-AMRO quando gli spagnoli l’avevano rilevata qualche tempo prima per molti meno denari, e in una fase in cui tutti gli istituti bancari del mondo cercavano di limare al massimo i costi. Questa volta la crisi c’entra poco e niente.

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Robotrader

8 Maggio 2012 da svizzero

Ai nostri occhi stona la caparbietà con cui la Norvegia ha voluto vedere chiaro sull’operatività di due trader che hanno inventato un trading robot automatico che opera sulla borsa valori. Addirittura trascinandoli in tribunale, quando tutto il mondo è improntato al laissez faire di smithiana memoria quando si parla di finanza.
La colpa dei due cervelloni è stata quella di scoprire ed anticipare le mosse con cui il sistema Timber Hill della gigantesca casa di brokeraggio Interactiv Brokers anticipava le variazioni di mercato. Di conseguenza questo robot - o algoritmo - ha manipolato i prezzi di alcuni titoli di borsa norvegesi con i cosiddetti “volumi sottili”. I nostri protagonisti, com’era inevitabile, sono stati assolti da ogni reato, ma quando si decideranno i giudici a trascinare in tribunale i colossi bancari Goldman Sachs e JpMorgan (tanto per fare qualche nome) che questi robot li usano tutti i giorni per manipolare le borse di tutto il pianeta?

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Capri espiatori?

8 Maggio 2012 da svizzero

Le elezioni che si sono svolte questo weekend in Francia ed in Grecia hanno consegnato i due Paesi nelle mani della sinistra, quella più radicale nel caso della Grecia. Questo mette in dubbio che Atene proseguirà la strada di austerity siglata con UE e Fondo monetario Internazionale con la conseguenza che non potrà ricevere i fondi di salvataggio promessi e sarà costretta a dichiarare fallimento. Ma, i giornali si preoccupano più che altro per la grande quantità di voti conquistata da quello che loro chiamano il “partito neonazista” di Alba Dorata che entra in parlamento con l’8% delle preferenze.

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Come Ponzio Pilato

7 Maggio 2012 da svizzero

La Banca Centrale Europea, in riunione in una Barcellona blindata dalla polizia per paura di rivolte, ha comunicato di lasciare il tasso di riferimento fermo al 1%. Nella conferenza stampa del pomeriggio l’uomo Goldman Mario Draghi non ha fatto nessun cenno alla crisi di Madrid né a eventuali future azioni rimandando tutto ai governi nazionali. Praticamente Draghi se ne è lavato le mani dicendo “ora spetta ai governi alimentare la crescita e placare la rabbia degli europei per le misure di austerita’ intraprese per far fronte alla crisi del debito”.
Evidentemente Draghi pensa di essere il governatore della Fed degli Stati Uniti dove una confederazione di Stati ha un unico governo che manovra anche le politiche monetarie insieme alla banca centrale. Invece nell’Euro-zona abbiamo un’unione di Stati ognuno col proprio governo nazionale e un’unica moneta battuta da un ente extragovernativo ed extraterritoriale, la BCE, con l’unico indirizzo limitato da parte della Germania. Praticamente le uniche azioni che possono fare i singoli governi sono alzare le tasse, liberalizzare (tutto tranne il settore bancario) e privatizzare quel poco che ancora rimane di pubblico. Per il resto hanno le mani legate non potendo intervenire sulla valuta. Ma si sa, Draghi e Monti sono entrambi formati alla scuola Goldman Sachs e quindi hanno sempre ragione… con buona pace dei “suicidi fiscali”.

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Come i sovietici…

4 Maggio 2012 da svizzero

‘Dai, su, Afghani, dateci un altro po’ di tempo’. 11 anni di occupazione non bastano: Obama vola a Kabul e si fa firmare un foglietto dal governo-fantoccio messo lì proprio da lui: altri 10 anni di ‘permesso di occupare’. Impegno per la democrazia, la pace, diritti e altre invenzioni, nel discorso del Presidente dei sanguinari. Ma, il (vero) popolo afghano è ancora ritto in piedi e non accetta, non accetterà mai l’occupazione U$A a suon di cioccolatini e stragi di civili. Ne è prova il fatto che Obama riparte e il governo-fantoccio viene bersagliato di attacchi. Come a dire: non vinceranno mai.

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Muro contro muro

2 Maggio 2012 da svizzero

Il Tribunale dell’Aja, tanto solerte quando di tratta di arrestare qualche (introvabile) fuggiasco criminale di guerra serbo, diventa invece molto lascivo quando i responsabili sono ben individuabili, in quanto siedono sugli scranni dei governi e potrebbero così essere facilmente arrestati e trasferiti nelle internazionali prigioni della Suprema Corte. Parliamo del fatto che, con l’avallo della forza d’interposizione dell’ONU Unifil, ed in barba alla risoluzione del Tribunale Internazionale dell’Aja che aveva giudicato illegale la barriera eretta sul confine con la Cisgiordania, sta venendo ampliato il famoso “muro”.  A questo punto sarebbe normale vedere trasferiti all’Aja anche i tanto decantati caschi blu oltre ai diretti responsabili.

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Utili idioti (made in U$A)

2 Maggio 2012 da svizzero

Ci risiamo: sempre lui Terry Jones il “sacerdote” protestante che per chiedere la liberazione di un pastore cristiano detenuto in Iran ha per l’ennesima volta dato alle fiamme alcune copie del Corano e delle immagini di Maometto. D’altronde cosa aspettarsi da chi non rispetta la propria religione cercando di riscriverla a proprio piacimento? Sicuramente non può rispettare quella altrui. Ma, tranquilli per il faro democratico (dicasi USA) che illumina il mondo barbaro è tutto “OK”! Che Dio benedica l’America che ne avrebbe tanto bisogno.

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Il sogno americano?

1 Maggio 2012 da svizzero

Forse, bisognerebbe più prosaicamente, parlare di menzogna vera e propria. Dov’è il sogno americano - sempre che questo sia realmente esistito, e su ciò nutriamo seri dubbi - quando leggiamo notizie di questo tipo: piu’ della meta’ dei giovani laureati statunitensi sono senza lavoro, oppure occupano posizioni che non rispettano le loro conoscenze e competenze. Dov’è il tanto decantato merito della società dei “liberi”, degli “eguali”, dei “giusti”? Forse era effettivamente un sogno ma, nel senso vero del termine: uno di quelli dai quali prima o poi ci si sveglia per tornare alla mediocrità della propria vita (americana).

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Trenta denari

30 Aprile 2012 da svizzero

Una strana specie di comico evoluto che non fa ridere nessuno e che risponde al nome di Maurizio Crozza continua a sfruttare i drammi della società italiana per proporre le sue battute insipide, tanto è vero che per far uscire qualche risata deve copiarle da Twitter. Questa volta sta girando l’Italia con uno spettacolo che prende spunto dal naufragio della Concordia e dalla codardia del personaggio Schettino, per dire che l’Italia è piena di personaggi similari che, secondo lui, senza alcun merito ricoprono posti di comando. Caro Crozza, siamo d’accordo con te, peccato tu non ti accorga che fai parte di quella stessa schiatta di (miserabili?) individui di cui parli nei tuoi pseudo-spettacoli, con un’unica differenza: il codardo Schettino se l’è fatta addosso perchè aveva la responsabilità di 4mila persone, tu ti vendi solo per quattro molliche gettate nell’aia dove becchi dai tuoi amici politici.

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Buono da morire…

28 Aprile 2012 da svizzero

E’ proprio il caso di dirlo, perchè stavolta non è solo un modo di dire: questo è un panino “buono” da morire. Semplicemente, perchè mangiandolo si rischia la morte. Ancora sicuri che le versione edulcorate di questo panino - sullo stile dei vari fast food sparsi per le nostre città - siano così innocui? L’effetto sul corpo di questa seconda classe di panini - in realtà - è solo meno evidente ma, è anzitutto lo Spirito ad essere intaccato!

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Lezioni di civiltà

26 Aprile 2012 da svizzero

Lezioni di civiltà dalla piccola Islanda. Condannato per negligenza l’ex premier Geir Haarde in carica quando scoppiò la bolla finanziaria nel Paese, e fu costretto a fare default. Con un processo velocissimo e una sentenza di 500 pagine (di cui è stato reso nota al pubblico solo il verdetto) il primo ministro è stato condannato per negligenza, per non essersi confrontato con il resto dell’esecutivo sulla soluzione per evitare la bancarotta. Ha evitato, è vero, buona parte dei capi d’accusa più pesanti ma, ne è uscito comunque condannato: politicamente in primis. Onore, dunque, al popolo islandese che a differenza dei cosiddetti PIIGS - tra i quali l’Italia -  è riuscito a mandare a casa i membri dell’esecutivo e i Consiglieri di Amministrazione delle banche colpevoli del crack, oltre a rifiutarsi di pagare i debiti generati dalla scelleratezza del sistema bancario. Infatti, per risolvere il problema del debito pubblico, c’è sempre una possibilità estrema ma, degna d’un popolo coraggioso e in sè solidale: rifiutarsi di pagarlo.
Ricordiamo per onor di cronaca che mentre la Grecia è in condizioni da quarto mondo e Spagna, Portogallo e Italia sono in recessione tecnica, vicini alla resa finale, l’Islanda ha risanato quasi completamente il bilancio statale e cresce ad un ritmo del 7%. Tanto per fare un paragone l’ultima rilevazione per il PIL cinese era 8.9% E’ palese, perciò, a tutti gli individui dotati di buon senso che l’unica strada da seguire è quella percorsa dalla Russia prima e da Argentina e Islanda di seguito. Il debito pubblico del mondo occidentale non è più gestibile, solo un “tabula rasa” può salvarlo da decenni di futura/presente povertà estrema.

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Libri che scottano

26 Aprile 2012 da svizzero

Ricordi Greg Smith, il direttore esecutivo di Goldman Sachs dimessosi qualche settimana fa in aperta polemica con la banca? Ebbene proprio lui, ha ricevuto un contratto dalla casa editrice Hachette Book, la quale gli ha versato in anticipo 1.5 milioni di dollari per scrivere un libro sulla sua esperienza all’interno della banca più grande del mondo, accusata da Smith di pensare solo ai profitti in spregio totale degli interessi dei clienti che vengono addirittura chiamati “muppets” (pupazzi) da alcuni dirigenti del colosso bancario. Diremmo che gli è andata bene, visto che in Goldman guadagnava circa 500.000 dollari l’anno. Ma, Goldman Sachs non appare preoccupata, i loro strateghi di marketing sapranno trasformare in oro anche un libro d’accuse (giustificate).

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“Fuoco” degli dèi

24 Aprile 2012 da svizzero

La Cina, si diceva un tempo, è vicina. Ma, molto presto, l’India potrebbe esserlo ancor di più. E’ quanto sembra dopo i test missilistici di qualche giorno fa, passati sotto un sostanziale silenzio da parte dei media occidentali. Le autorità militari di Nuova Dehli, infatti, hanno testato un vettore intercontinentale - in grado di portare armamento nucleare - che sembra rispondere alle crescenti minacce militari cinesi, dirette soprattutto verso l’Oceano Indiano, e alla sempreverde minaccia pakistana. Negli ultimi anni l’India è difatti diventato uno dei principali acquirenti internazionali di armi. Così mentre gli Usa si dicono sorpresi, traspare una certa paura a Pechino. Nelle intenzioni di Dehli c’è l’obiettivo di affermarsi come potenza regionale e gli auspici, almeno a parole, sembrano dei migliori: in sanscrito, infatti, i missili testati si chiamano “Agni”, cioè “fuoco”, una delle più importanti divinità vediche.

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