Dobbiamo spezzare la penna?

30 Giugno 2008 da Redazione

Tratto da Raido n.15

Questo articolo, pur collocato temporalmente, conserva intatta tutta la sua valenza di analisi propositiva della decadenza presente in ogni campo del vivere moderno, che non risparmia neppure il nostro ambiente, incapace di costruire un “quadrato” contro il nulla che avanza. Il titolo originario è Risposta al Direttore, che apparve ne “Il Conciliatore”, XII, N°10, in data 15 ottobre 1963 (pagg. 196-197). Con esso Evola replica all’editoriale Dovremo spezzare la penna? (“Il Conciliatore”, XII, N°7-8, luglio-agosto 1963, pagg. 147-148), in cui il Direttore della Rivista (Carlo Peverelli), nel rivolgere un “ultimo appello agli uomini di buona volontà”, constatava la incoscienza “godereccia” degli italiani, inerte al mare di fango che sale, insensibile “alla volgarità che ha invaso l’arte, il pensiero, la politica, la vita”, confessava, di fronte a ciò, “un profondo senso di amarezza e di stanchezza”, concludendo col dire: “Lo spirito, che ha animato per oltre dodici anni le nostre forze, non è inesauribile e a un certo punto s’impone l’interrogativo: ‘è giunto il momento di spezzare la penna?’ ”.

Continua a leggere »

La parola come segno dei tempi

9 Giugno 2008 da Redazione

Tratto da Raido n.16

L’uomo comunica con i suoi simili per mezzo della parola, che per definizione è un’insieme di suoni che rappresentano un essere o un’idea. Essa , come del resto tutte le cose, ha una sua storia, che nel corso dei secoli ha visto profondi mutamenti circa i significati attribuiti. Più semplicemente il senso e l’utilizzo di un termine è oggi diverso da quello che un tempo aveva. Le lingue moderne, per organicità e articolazione, sono decisamente più povere di quelle antiche, ed è forse solamente il tedesco ad aver conservato qualche caratteristica dell’originale ceppo europeo. L’inglese, o le lingue scandinave ad esempio, hanno subito un processo di appiattimento, in favore della praticità, perdendo l’organicità originaria. Di riflesso, quindi, è avvenuto un processo di decadenza già in atto in altri campi della cultura e dell’esistenza.

Continua a leggere »

Serriamo i ranghi

22 Maggio 2008 da Redazione

Tratto da Raido n. 10

La disperata situazione in cui versa l’intera umanità non ci deve scoraggiare, ma deve essere per noi di stimolo per un maggiore inquadramento. L’inquadramento è vita retta e va assolutamente ed immediatamente stimolato ed attuato nel singolo prima che egli si conceda ai richiami diabolici del mondo moderno.

ggi tentare di vivere una vita retta non esclude però cadute di stile e di tenuta, anzi si può affermare tranquillamente, che molti di coloro che cercano di opporsi ai meccanismi sovversivi del materialismo strisciante, dell’edonismo e della vita comoda, cadono di giorno in giorno come soldatini di piombo. Le influenze nefaste che gli organi di informazione al servizio del nuovo ordine mondiale immettono nella società, portano a formulare nel singolo ragionamenti che una mente in natura sana non farebbe mai. Pornografia, violenza, soprusi visibili o celati, sradicamento razziale, stanno entrando nelle nostre vite come atti di “ordinario accadimento”.

Quella che J. Evola definisce come “guerra occulta” è ormai giunta al termine, le forze della tenebra stanno prendendo il sopravvento sull’uomo che tenta di orientarsi su princìpi divini, fin quando non giungerà alla fine di questo ciclo dove anche i migliori vacilleranno. Bisognerà mantenere salde le posizioni, allenarsi nel riconoscere ciò che è il Sommo Bene dalla malvagia parodia di Esso, il male. La sovversione si manifesterà con le stesse “sembianze” del divino e pochi saranno coloro che si schiereranno con il Fronte della Ricostruzione.

Continua a leggere »

Caro antico coraggio

4 Maggio 2008 da Redazione

Da Raido n. 20

Il 5 novembre 1944 moriva a Parigi uno dei pochi grandi del nostro tempo di ranocchie gonfiate, premio Nobel per la fisiologia e chirurgia a soli 39 anni, promotore e direttore di quella fondazione per lo Studio delle Relazioni Umane che doveva essere il primo centro di una scienza nuova, destinata a far sì che l’Uomo non fosse più cet inconnu.
Alexis Carrel si spegneva a soli 71 anni, pieno di amarezza e di disgusto che non offuscavano la sua fede nello spirito umano, mentre, fuori, i canti della cosiddetta libertà facevano vibrare le tonsille dei liberatori-aggiunti, coprendo il crepitio dei plotoni di esecuzione delle loro livide vendette.
Oggi, a quasi mezzo secolo di distanza, quando quei canti si sono smorzati in lagne, dopo che il Piccolo Padre è diventato la Grande Carogna e il Socialismo Scientifico ha svelato la sua genuina natura di Disumana Fregnaccia, mentre la società della materialistica opulenza sta soccombendo ai suoi stessi veleni, noi vogliamo e dobbiamo raccogliere il suo messaggio.
Alla base dell’insegnamento di Carrel c’era una constatazione essenziale, maturata esaminando con autentico spirito e passione di scienziato i processi di sviluppo della società che aveva intorno (si tenga presente che egli studiò e insegnò in massima parte negli Stati Uniti, che di quel tipo di sviluppo sono simboli e vessilliferi).
La constatazione era che la tecnologia e l’economia moderna si erano affermate ed erano dilagate nel mondo senza minimamente considerare ed anzi ignorando del tutto la vera natura dell’uomo e le sue autentiche esigenze, e sostituendo quell’accertamento essenziale e pregiudiziale con la strumentazione di ideologie filosofico-moraleggianti prive di alcuna seria base conoscitiva. Tale iniziale errore spiegava e rendeva inevitabili le nefaste conseguenze che l’ultima civilizzazione sortiva per la società umana.

Continua a leggere »

Saggezza romana

3 Maggio 2008 da Redazione

di Cicerone
Tieni per fermo che non tu, ma solo il corpo è mortale. Poiché quel che tu sembri in apparenza, ciò tu non sei. La mente dell’uomo, non la figura che si mostra a dito, questo è l’uomo stesso. E sappi che tu sei un dio, se un dio è chi vive, sente, ricorda, provvede chi insomma regge, governa e muore il corpo al quale è proposto, così come fa per questo universo il Dio principale. E come questo Dio, pur essendo eterno, muove l’universo che per sua natura è mortale, così il nostro animo che ha potenza di durar sempre, fu col suo corpo caduco.

Il principio del moto e in ciò che si muove di per sé: e questo non può ne nascere ne morire. Inanimato è ciò che vien mosso da un impulso esteriore: ma le cose animate si muovono di un moto interno e loro proprio: e questa è la natura e la potenza dell’anima. La quale essa sola fra tutte le cose muove sé stessa e in ciò dimostra la sua natura di cosa mai nata e di cosa che durerà eterna. Questa tu esercitata nel massimo bene e il massimo bene consiste nel curare la salute della patria: da tale missione l’anima invero raccoglie moto e vigore per volarsene più rapida in quella sede, che le è veramente propria. E tanto più presto lo farà se, mentre è ancora chiusa in un corpo, questo corpo sovrasterà e dominerà regalmente, considerando quasi dall’esterno il mondo della corporeità.

 

Tradizioni arie: la trasmissione

29 Aprile 2008 da Redazione

È consuetudine che fra padre e figlio avvenga il rito, che si chiama il legato. Quando il padre si sente vicino a morire chiama suo figlio. Dopo aver coperto il suolo con erba fresca, aver ridestato il fuoco e aver posta dell’acqua in una coppa vicino a lui, siede e attende il figlio. Una volta giunto, questi deve avvicinarglisi e toccargli gli organi dei sensi con i suoi. L’uno sedendo dinanzi all’altro, si compie il legato “Pongo in te la mia parola” – dice il padre. “Assumo in me la tua parola” risponde il figlio. “Pongo il mio alito vitale in te” dice il padre. “Assumo il tuo alito vitale in me” risponde il figlio”. “Pongo in te la mia vista – il mio udito – il mio gusto” dice il padre. “Assumo in me la tua vista- il tuo udito – il tuo gusto” risponde il figlio. “A te trasmetto le mie opere” dice il padre. “Assumo le tue opere” risponde il figlio. “A te trasmetto le mie gioie e i miei dolori” dice il padre. “Assumo in me le tue gioie e i tuoi dolori” risponde il figlio. “In te pongo il mio piacere, la mia potenza di generazione” dice il padre. “Assumo il tuo piacere, la tua potenza di generazione” risponde il figlio. “A te do la mia via” dice il padre. “Assumo il tuo piacere e la tua potenza di generazione” risponde il figlio. “A te do la mia via” dice il padre. “Assumo la tua via” dice il figlio. “Pongo in te i miei pensieri, il mio sapere, i miei desideri” dice il padre. “Assumo i tuoi pensieri, il tuo sapere, i tuoi desideri” risponde il figlio.

Ma se il padre non può pronunciare più distintamente queste parole rituali, allora deve dire brevemente. “Pongo in te i miei spiriti vitali”. Dopo di che, questi si allontana, nella direzione di oriente, volgendo la destra al padre, che deve ancora chiamarlo a dirgli: “Onore, illuminazione nella sapienza sacra, nutrimento e gloria debbono penetrare in te”. Il figlio deve volgersi indietro guardando di là dalla spalla sinistra, comprendosi con la mano e con un lembo della veste dicendo: “Consegui i mondi celesti e i tuoi desideri”.

KAUSHITAKI-UPANISHAD 11,15

Un passo avanti

19 Aprile 2008 da Redazione

Editoriale RAIDO n. 35 (acquistabile da oggi - sabato - in libreria)

Per quanto ci riguarda siamo stati da sempre sostenitori di un’imprescindibile unione tra ciò che si pensa e le azioni che si compiono.
Il pensiero, cioè la visione del mondo che si richiama ai principi dottrinali, sacri e incorruttibili, vive e si concretizza nel momento in cui tramite l’azione trova applicazione su se stessi e nel mondo circostante. Un’azione che deve mirare a mettere “ordine” nel caos in cui si vive, soppiantando all’incoerenza propria all’uomo moderno, uno stile di vita retto e dignitoso.
Si possono studiare progetti, strategie politiche e sociali, ma senza l’applicazione concreta di queste ultime si rimarrà sempre nell’ambito fumoso dei buoni propositi e delle belle parole.
Nella nostra esperienza ci siamo sempre preoccupati di non incorrere in questo inconcludente modo di essere andando, volta per volta, a realizzare gli obbiettivi che ci eravamo prefissati come tappe di una crescita e di una qualificazione sia personale che comunitaria.
Migliorarsi ma soprattutto agire nel concreto, creando strutture visibili e funzionali, attività culturali e editoriali, senza per questo lasciarci coinvolgere o inglobare ciecamente nel mezzo prescelto o dall’azione stessa, è sempre stata assunta da noi stessi come prerogativa. Questo perché sin dai primi momenti in cui è nata la comunità di Raido eravamo ben coscienti che la “formazione” del militante e la tramandazione dei valori che volevamo testimoniare, sono il fondamento imprescindibile su cui costruire tutta l’esistenza e le azioni della propria vita. La nostra preoccupazione primaria è, e rimarrà sempre, quella di realizzare nel concreto le nostre aspirazioni e non di essere i cantori di un mondo immaginario che vive solo nei bei pensieri e di sogni irrealizzati e irrealizzabili.
Nel trascorrere dell’umido autunno e del freddo inverno, tempo di riflessione e raccoglimento, la nostra comunità ha definito un progetto di rinnovamento della struttura militante, senza per questo snaturare lo stile che ci ha contraddistinto in tutti questi anni.
L’occasione ci è stata offerta con il liberarsi dei locali attigui alla precedente sede, locali più ampi e meglio fruibili che offrono lo spazio opportuno per promuovere attività di vario, nuovo e più ampio genere.

Continua a leggere »

Un mondo di schiavi

14 Aprile 2008 da Redazione

Nella “Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino” del 1776, il Congresso americano proclamava come legge fondamentale della nuova civiltà, egualitaria e democratica, il diritto per ogni uomo di godersi la propria vita e la propria libertà. Sono passati circa due secoli, e sinceramente non vediamo traccia né dell’uno né dell’altro. Alle precedenti “schiavitù”, abolite dai rivoluzionari di fine 700, oggi se ne sono aggiunte altre, ben più gravi, perché più subdole, che si manifestano spesso indirettamente. Una di queste riguarda tutti, visto che ogni giorno, siamo costretti a rincorrere freneticamente impegni, appuntamenti e scadenze; stiamo parlando del “tempo” e della schiavitù nei suoi confronti. A quanti non è capitato almeno una volta di essere travolti dal ritmo disumano e caotico della civiltà di oggi?

Continua a leggere »

RAIDO - NUOVA SEDE [via Scire’ 21-23]

14 Marzo 2008 da Redazione

Sede nuova

 

 

…NUOVA LA SEDE, ANTICO LO STILE…

Adiacente a quello che per oltre 12 anni è stato il centro della nostra attività, apre i battenti il nuovo spazio multifunzionale.

 

La nuova sede in via Scirè 21-23, da oggi non è più solo libreria, ma un luogo fruibile e a disposizione per concerti, conferenze, proiezioni e mostre.

 

Una terra di mezzo in cui ci si potrà incontrare anche nel segno della convivialità.
Nel segno della Tradizione.

Da sempre!

Continua a leggere »

Il segreto del Dono

14 Marzo 2008 da Redazione

http://img316.imageshack.us/img316/9953/parsifaljb4.jpgLe pagine di Militia non smettono mai di risvegliare i nostri animi intorpiditi. Con la loro poetica semplicità e il fuoco del loro significato, esse si imprimono dentro di noi,  a volte le dimentichiamo, ma se la corrispondenza d’animo è forte e sincera, prepotentemente esse si riaffacciano alla memoria e diventano un faro nel buio. Le parole che vogliamo condividere, che abbiamo fatto nostre, sono indirizzate a noi donne e non solo.

Buona Lettura

Cuib femminile Raido  

Continua a leggere »

Un giorno di (stra)ordinaria follia [Racconto]

16 Febbraio 2008 da Redazione

ParsifalRacconto tratto da Raido n.34
Clicca qui per abbonarti alla rivista

Oggi non parliamo di sfide o gesta eroiche, né di vertiginose montagne o di esperienze al limite, ma di quanto accade nel disumano mondo degli uomini (moderni), quello della città, della quotidianità, delle piccole “miserie umane” che febbrilmente si muovono nel contesto cittadino. Oggi parliamo della pianura, perché viviamo in pianura, perché siamo uomini della pianura, perché aspiriamo a superare la pianura. E la pianura è sinonimo di deserto e come ammoniva Nietzsche “il deserto cresce e guai a colui che nasconde in sé dei deserti”.

Continua a leggere »

Le insorgenze italiane [Controstoria]

13 Gennaio 2008 da admin

ParsifalNell’ambiente di destra uno dei più grossi equivoci è l’esaltazione del Risorgimento e della cosiddetta “storia patria”. In realtà questo equivoco ha radici ben più profonde, facendo risalire l’inizio dell’identità e dell’unità nazionale dalla Rinascenza e dalla lotta dei Comuni contro l’Impero.

Questa esaltazione non si limita solo a considerare gli eventi bellici ed eroici, che pur ci furono, ma per se rivendica le idee e i progetti politici che animarono questi avvenimenti.

Continua a leggere »

Le fredde raffiche dell’ascesi

24 Dicembre 2007 da admin

MontagnaArticolo tratto da Raido n. 34

Lungo la strada, alle 6 del mattino, ci sono gli ultimi “leoni” della notte che tornano ancora rincoglioniti dalle discoteche o da una notte allo sbando.

C’è chi, invece, si è appena svegliato ed è pronto a una nuova domenica in salita: si va sugli Appenini, a scoprire una nuova vetta. Ci si scalda in questa fredda mattina d’ottobre lungo la strada, parlando e conoscendo meglio chi ti sta accanto. Non vedendo l’ora di pestare con gli scarponi le prime foglie secche di questo inzio d’autunno. Continua a leggere »

La lenta ricostruzione

17 Dicembre 2007 da admin

Editoriale RAIDO

Quante volte ripensando alle nostre azioni o al tempo trascorso ci domandiamo se siamo veramente migliorati o se al contrario siamo diventati peggiori di prima. Infatti, ogni esperienza vissuta anche passivamente non ci permette indifferenza, in quanto ogni momento in cui svolgiamo un azione, anche quando si dorme, rimane un segno in noi che favorisce il cambiamento del nostro Essere che sarà a sua volta di tendenza negativa o positiva, ma mai neutra. Continua a leggere »

Raido n° 34

16 Dicembre 2007 da admin

[nice_alert]

[/nice_alert]

E’ uscito il nuovo numero della rivista RAIDO,

Contributi per il Fronte della Tradizione

vedi tutti i dettagli…

Styled with cms by - Powered by WordPress.