In faccia al mare [Recensione concerto]

27 Luglio 2010 da Redazione

da azionepuntozero.blogspot.com

In faccia al mare, al vento di maestrale, in una delle rare giornate in cui anche la calda estate delle nostre latitudini lascia intravedere la forza della Natura.

In circa cinquanta partecipanti abbiamo dato vita al nostro sogno di mezza estate, la MarioFest, circondati dalle splendide scogliere tra Civitavecchia e Santa Marinella. Una festa autarchica: messe insieme le spese, le abbiam divise per i partecipanti, come nella migliore tradizione solidale. L’organizzazione, frutto della collaborazione tra militanti romani, del litorale a nord di roma e triestini, ha curato l’allestimento dei luoghi, le esibizioni musicali ed il buffet di qualità e quantità.

All’evento, oltre alla graditissima presenza di Mario degli Hobbit e dei camerati di Aprilia, hanno presenziato persone di grande spessore come l’Avv. Niglio, giunte con spirito ardente ma sereno a stringersi attorno a Mario. Sono giunti inoltre i saluti del nostro Antonio Pedrini, non ancora completamente rimessosi in salute.

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Raido Rock Fest [Recensione completa]

4 Luglio 2010 da Redazione

da http://raidofesta15anni.wordpress.com/multimedia-post/

La recensione completa dell’evento:

Oltre 450 ingressi, 6 gruppi musicali e quasi 8 ore no-stop di musica alternativa, 400 litri di birra, 300 panini, quasi 50 litri di vino, e almeno 200 tra libri, dvd e produzioni non conformi diffuse. Questo, “in cifre”, è stato «ANNO XV»: il concerto per i quindici anni della Comunità militante di Raido. Ma le cifre – da sole – non bastano forse a raccontare quello che è stato un concerto bellissimo, nonché un’occasione per vedere le tante anime dell’ambiente riunite – in un’atmosfera di festa e di sana goliardia cameratesca – per festeggiare i primi quindici anni di Raido. Ma, soprattutto, la festa è stata un’occasione di crescita e di confronto tra i militanti delle molte realtà presenti, ed in particolare, con quelle che hanno collaborato all’evento: Fons Perennis, Foro753 e 2Punto11, prima di tutto. A loro va il nostro ringraziamento, così come a tutte quelle persone – amici o singoli militanti di altre realtà – che hanno fatto sì che un’idea partorita solo qualche mese fa, potesse trasformarsi in un evento reale… e non ce ne vogliano quelli che non vedranno citati il loro nome o sigla: l’impersonalità, ricordate, è d’obbligo!

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Donne di lotta e di fede [Recensione]

26 Maggio 2010 da Redazione

di Loredana Dattilo

Sabato 22 maggio scorso si è tenuta nei locali dell’associazione Raido, in via Scirè, 21 una conferenza dal titolo: “Donne di fede e di lotta”. Una delle ragazze del cuib femminile ha introdotto l’allocuzione di Simona Carucci, ricordando come la storiografia ufficiale spinga per fare del 150° anniversario dell’Unità l’ennesimo panegirico su un risorgimento che, partito dai moti rivoluzionari del 1848, è giunto trionfalmente alla dichiarazione del Regno d’Italia nel 1861 da parte dei Savoia. Questo è solo parzialmente vero. La borghesia, infatti, si identificava pienamente con questa “nuova realtà”, ma il popolo, al contrario, si schierava al completo dalla parte dei propri sovrani e della fede contro la ventata di laicità che la rivoluzione francese aveva esportato con le armi in tutta Europa.

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Il disincanto di venere [Recensione]

14 Aprile 2010 da Redazione

di Angelo Spaziano

Sabato 10 aprile scorso, nei locali dell’associazione Raido, in via Scirè 21, si è tenuta una conferenza dal titolo “Il disincanto di Venere”, oratore Sonia Michelacci. Marzia ha portato il saluto del cuib femminile di Raido, organizzatore dell’incontro, seguito naturale delle conferenze che l’anno scorso hanno trattato l’universo femminino dall’antichità ai giorni nostri. Oggi si è intesa centrare l’attenzione dei militanti sulla realtà quotidiana e su quali modelli di femminilità vengono attualmente proposti. Vale a dire quello prevalente di seduttrice, ruolo adatto a conquistare con poca fatica un’effimera notorietà, o, inseguendo il modello americano, quello di casalinga disperata e disamorata di se stessa e della propria famiglia. E’ inconcepibile, infatti, per una militante di destra, accettare il modello in voga della velina o della “soubrette”, così come è inaccettabile svilire il ruolo della massaia declassandolo al livello di povera vittima frustrata e infelice. Il nostro “tipo” di femminilità corrisponde a quello di una donna conscia del proprio insostituibile ruolo, che rifiuta di contrapporsi all’uomo, scimmiottandone i peggiori vizi, ma che si rende protagonista con autonomia, con discrezione, coltivando l’arte di donarsi senza nulla pretendere in cambio. E’ così che si vivificano i valori nei quali ci riconosciamo. Non bisogna mai cadere nello stucchevole sentimentalismo ma bisogna sempre mantenere una propria indipendenza emotiva. Esiste un’alternativa allo sterile vittimismo e al rivendicazionismo sguaiato del più becero femminismo. Non ci si conquista la dignità comportandoci come docili bamboline pronte ad accettare passivamente le peggiori sopraffazioni. Bisogna conoscere e valorizzare le proprie peculiarità, le proprie capacità e complementarietà. Marzia ha introdotto poi un video dal titolo: “Il corpo delle donne”.

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Orientamenti [Recensione]

16 Marzo 2010 da Redazione
Dal 1950, anno in cui venne pubblicata la prima edizione di Orientamenti, sono state innumerevoli le ristampe di questo breve opuscolo in cui Evola sintetizza in undici punti le sue idee, poi organicamente sviluppate nei suoi lavori successivi.

Da oltre mezzo secolo, perciò, questo libretto si è adattato ai cambiamenti del tempo che scorre, rimanendo estremamente attuale ed essenziale per la gioventù moderna che, catapultata nel vortice del cosiddetto “progresso”, in assenza di riferimenti superiori, è lasciata in bilico, in una sorta di perenne stato d’insicurezza. Una gioventù che, assuefatta da pseudo valori, comandata dall’animale che porta dentro, e schiava d’incontrastate passioni, si agita senza un obiettivo, e senza propositi attivi e positivi.

In quest’opera è essenzializzata, nel consueto stile schietto ed incisivo dell’Autore, tutto il progetto evoliano per un intervento rettificante nel mondo moderno ma, c’è anche dell’altro, e per coglierlo, basta saper leggere tra le righe. Il giovane a cui Julius Evola fa riferimento è quello che rifiuta ogni condizionamento, capace di uno slancio superiore, lontano da ogni compromesso, che si impegna a fondo e non agisce in base ad un piccolo egoismo o ad un basso interesse.

A causa del cedimento interiore, quando l’ordine lascia il passo al caos, nell’epoca della tecnica e delle masse, Evola esorta l’uomo nuovo – la nuova “sostanza umana” – ad interiorizzare ed applicare attraverso l’azione costante i valori spirituali della Tradizione: eroici e gerarchici.

La ricostruzione interiore su cui Evola insiste, non va confusa con una sorta di iper-intellettualismo, perché ha riferimento con la sfera dell’essere, in quanto i principi di cui quest’uomo sarà capace di realizzare in sé, non solo dovrà assumerli, secondo l’Autore ma, applicarli sul piano esistenziale e quotidiano. Sintetizzando, cioè rendendo chiaro e deciso un messaggio che deve essere immediato e rivolto alle nuove generazioni, Orientamenti mette in luce la formazione dei giovani che, senza effimeri entusiasmi e senza entrare nel personaggio – decisamente stereotipato – del “rivoluzionario”, deve anzitutto darsi una drittura, una regola, ovvero una disciplina fondata nel tener fermo una precisa, eroica, linea di condotta. Nonostante le rovine. Tra le rovine.

Andrea Niccolò Strummiello

JULIUS EVOLA
“Orientamenti”
Edizioni Il Cinabro, 2008
pp. 76 - € 6,00

Aspettando San Patrizio da Raido (con i Finnegans Wake) - Recensione

16 Marzo 2010 da Redazione

di Angelo Spaziano

Sabato scorso, presso i locali dell’Associazione Culturale Raido, alla presenza di un pubblico numeroso, ha avuto luogo il concerto “Aspettando San Patrizio…serata di musica irlandese”, con i Finnegans Wake.

Pochi lo sanno ma l’Irlanda gode della tutela di ben tre santi protettori: San Columba da Iona, Santa Brigida, e San Patrizio appunto. Si tratta di tre personaggi molto amati dagli irlandesi, poiché la loro ricorrenza segna la fine del lungo inverno isolano e l’avvento della primavera. S. Brigida, veniva festeggiata il 1° febbraio, quando per gli antichi Gaeli si salutava la fine della cattiva stagione nel giorno di Imbolc (la nostra Candelora). San Patrizio invece era celebrato il 17 marzo, coincidente più o meno con l’equinozio di primavera. Si tratta quindi di un santo apportatore di luce. Secondo la tradizione, nell’isola non ci sarebbero più serpenti grazie a Patrizio, che li cacciò in mare. Il mito è connesso a quello della montagna sacra  di Tara, il Croagh Patrick, sulla quale il santo si sarebbe ritirato in meditazione per quaranta giorni. Alla fine del lungo periodo di eremitico raccoglimento, Patrizio avrebbe fatto rotolare una campana giù per le pendici del monte fino alla Baia di Clew per scacciare i serpenti e le altre creature impure. Nota anche la leggenda del pozzo di San Patrizio, da cui si aprivano le porte del Purgatorio. La figura di San Patrizio appare anche nell’emblema nazionale irlandese, con il famoso trifoglio (“Shamrock”). Grazie a questo, infatti, Patrizio avrebbe spiegato agli irlandesi il concetto cristiano della Trinità. La festa di Columba invece si tiene il 9 di giugno, quasi in corrispondenza con il solstizio d’estate. I Finnegans, tra i brani più noti del repertorio celta irlandese hanno eseguito “Whiskey in the jar”, apoteosi delle solenni bevute che scandiscono i lunghi pomeriggi invernali degli isolani; “Fields of Athenry”, dedicata agli ampi panorami immersi nel verde intensissimo delle brughiere, “The foggy dew” l’alba nebbiosa dalla quale Gabriele Marconi ha tratto “Piccolo Attila”, struggente ballata in ricordo di Nanni De Angelis, e “Morte di un poeta”. La comunità militante di Raido dà appuntamento a tutti i camerati per il prossimo evento che avrà luogo il 27 marzo prossimo dal titolo “Giovinezza legionaria”.

Berto Ricci - Conferenza all’Istituto Storico della RSI (Recensione)

5 Marzo 2010 da Redazione

Domenica 28 febbraio 2010 si è svolta, presso la sede dell’istituto storico della Repubblica Sociale Italiana di Cicogna, la conferenza su Berto Ricci – l’ortodossia nella trasgressione – tenuta da Maurizio Rossi.

La conferenza è stata preceduta da una lunga introduzione da parte dell’ingegnere Conti rivolta ai giovani che da poco si sono avvicinati all’istituto, riguardante la storia a grandi linee della RSI nei suoi punti chiave di carattere costitutivo. In seguito l’ingegnere ha proceduto con il tracciare un profilo storico dell’istituto, dalla sua nascita nel 1986 come associazione culturale fino alla trasformazione in fondazione e ai giorni nostri, oltre che nella lettura, commentata da lui stesso, di alcuni punti fondamentali dello statuto della fondazione.

Dopo questa parte iniziale ha preso la parola Maurizio Rossi, che con brillante oratoria ha tracciato un quadro generale ma nel contempo completo ed esauriente della figura di Berto Ricci.

Prima di cominciare però egli ha voluto rivolgere un pensiero alla figura del camerata Pio Filippani Ronconi, recentemente scomparso, al quale è stato negato il funerale secondo i suoi voleri; questo testimonia come certi uomini, col loro esempio espresso tramite il verbo dell’azione, hanno la capacità di restare minacciosi e temuti anche da morti.

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KulturKampf [Recensione]

24 Febbraio 2010 da Redazione

di Angelo SpazianoIl  20 febbraio scorso, nei locali di Raido, ha avuto luogo la conferenza dal titolo “Kulturkampf - La battaglia delle idee contro il nulla che avanza”. Relatori Mario Merlino e Gabriele Adinolfi. L’introduzione al dibattito è affidata alla stessa Raido, che ha analizzato il fosco periodo storico che il destino ci ha dato in sorte di vivere, e tracciato un quadro piuttosto cupo sulla mortificante opera di omologazione portata avanti dai poteri forti imperanti e mirata a soffocare ogni qualsivoglia  tentativo dei giovani d’oggi di superare gli schemi invalsi e instaurare una nuova Wetlanschauung. Ci si è poi soffermati sullo scarso impegno culturale che sembra essere ormai divenuto quasi uno stile di vita caratteristico di gran parte della gioventù contemporanea. Il relatore ha anche auspicato un deciso ritorno all’impegno a allo studio onde neutralizzare questa melensa pastetta spirituale e morale che sembra avviluppare l’anima dell’uomo per relegarla al culto dell’apparire.

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Poeti dell’azione - Convegno di studi sulla Scuola di Mistica Fascista [Recensione]

31 Gennaio 2010 da Redazione

Riportiamo di seguito la recensione dell’evento svoltosi sabato presso Raido, che ha visto una nutritissima presenza di pubblico in una sala che a fatica riusciva a contenere i presenti. L’evento ha un’importanza per noi di Raido primaria, perché ha focalizzato l’attenzione su un’esperienza del Fascismo conosciuta poco ma che, per noi, rappresenta un fulgido esempio di Virtù, Onore e Fedeltà. L’atmosfera, ci teniamo a sottolinearlo, è stata particolarmente vibrante e ricca di tensione, non solo emotiva ma, speriamo e crediamo, anche “mistica”.

di Angelo Spaziano

Si è svolto sabato scorso, 30 gennaio, a Roma, nei locali di Raido, in via Scirè 21-23, il convegno “Poeti dell’azione”, sulla Scuola di mistica fascista. I relatori intervenuti alla serata sono stati Luca Leonello Rimbotti, Maurizio Rossi e Stelvio dal Piaz. Il primo a prendere la parola è stato Luca Leonello Rimbotti, che ha illustrato a grandi linee la fondazione, nel 1930, della primigenia scuola di mistica fascista, ideata da alcuni componenti dei Gruppi Universitari Fascisti di Milano e intitolata a Sandro Italico, il figlio prematuramente scomparso di Arnaldo Mussolini. Lo stesso Arnaldo Mussolini, insieme a Niccolò Giani e a Guido Pallotta, costituirono infatti il fulcro di un valente brain trust che percepì e diffuse ovunque in Italia e nel mondo la dottrina fascista declinandola secondo canoni prevalentemente ario-romani, giungendo a connotare la laica dottrina delle camicie nere di un’inedita mistica incentrata sulla peculiare sinergia pensiero-azione. Vale a dire che tutto ciò che viene dapprima teorizzato in astratto deve assolutamente divenire azione concreta e fattiva in un secondo tempo. E questa Weltanschauung va inserita nell’ambito di una visione religiosamente ultraterrena e spirituale della vita. Il fascismo quindi va interpretato come una “religio”, in quanto, al pari di quella romana, vedeva i suoi momenti salienti scanditi da cerimonie equivalenti a veri e propri riti di propiziazione, con le sue adunate, i sacrifici, i giuramenti di sangue - i “Blutschwuren” del mondo germanico - e soprattutto una ricca agiografia.

Conformemente alla loro forma mentale, tutti i componenti della scuola di mistica fascista si arruolarono come volontari nell’esercito italiano per prendere attivamente parte alla Seconda guerra mondiale. Per quei guerrieri dello spirito e della spada era logico infatti, dopo avere ben “parlato” e diffuso oralmente i più nobili concetti, agire senza esitare per metterli in opera. E se necessario, bisognava essere pronti anche all’estremo sacrificio pur di salvare e santificare la Patria in pericolo. Le adunate oceaniche simboleggiavano le cerimonie con le quali coloro che presto sarebbero divenuti gli “uomini nuovi” scaturiti dalla società rigenerata dalla rivoluzione, celebravano la loro totale identità d’azione e di pensiero col capo carismatico. Questa nuova dimensione dello spirito era coadiuvata da un bagaglio filosofico scarno quanto esemplificativo: «Credere, obbedire, combattere». Il Duce era quindi il riferimento imprescindibile e assoluto per i nuovi credenti che col loro esempio riecheggiavano le imprese degli antichi guerrieri della romanità classica: cittadini-soldati o, in termini più moderni, guerrieri politici.

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Serata identitaria, con Skoll tra Mishima e musica alternativa [Recensione concerto]

15 Gennaio 2010 da Redazione

di Cristina Di Giorgi

Sabato 9 gennaio, per iniziare l’anno con una serata a metà tra letteratura, musica e suggestioni tradizionali, nei locali dell’Associazione Raido si è svolto un concerto di Skoll, cantautore e giornalista tra i più qualificati e tecnicamente preparati di tutto l’ambiente.

Appassionato di Mishima, Skoll nel corso della prima parte della serata ha presentato uno spettacolo con brani dello scrittore giapponese, canzoni e riflessioni che lui stesso ha voluto condividere con i presenti. Mentre sulla parete scorrevano immagini che ripercorrevano la storia di Mishima, esempio di forza, coerenza e amore incondizionato per la Tradizione, la voce di Federico ci ha riportato nell’atmosfera in cui si è svolta l’epopea guerriera ed umana di un personaggio che, sebbene appartenente ad una cultura diversa dalla nostra, resta comunque tra i pilastri del nostro modo di vedere la vita.

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