Hitler non ha inventato la svastica

5 Luglio 2008 da Redazione

Hitler non ha inventato la svastica

Coniglio editore
126 pag. - €16,50

Usata dalla Coca-Cola e dalla birra Carlsberg, dai boyscout e dalla prima società elettrica di Milano, visibile nei mosaici di Ostia e nelle antiche sinagoghe, nei templi buddisti e sulle tende degli indiani d’America: la svastica ha accompagnato per millenni tutta la storia dell’umanità. Ma qual è il vero significato della svastica e perché Hitler la scelse per la sua bandiera? Con circa 400 immagini rarissime, molte delle quali pubblicate per la prima volta, il visionario artista pop ManWoman mostra gli imprevedibili e dimenticati usi della svastica prima della II Guerra Mondiale. Un’indagine approfondita nella storia segreta, sacra e profana, della svastica e dell’eredità perduta a causa del nazismo. Questa prima edizione italiana è arricchita da una serie di saggi scritti da specialisti di diverse discipline che esaminano il simbolo della svastica dal punto di vista storico, artistico, religioso e della teoria della comunicazione.

Sit-in pro Tibet [Recensione e foto]

3 Luglio 2008 da Redazione

La battaglia per la libertà del Tibet non conosce pause estive. E così, mentre buona parte della classe politica sbriga velocemente i suoi impegni per andarsene in vacanza, c’è ancora chi a gran voce reclama giustizia per quella terra da troppo tempo occupata.

 

Il clima torrido non ha aiutato i manifestanti ma, il contesto (il piazzale antistante la Camera dei Deputati), e la vasta risonanza che questo luogo inevitabilmente richiama, è valso sicuramente lo sforzo. Così, diverse decine di persone di diverse realtà politiche si sono date appuntamento questa mattina per un sit-in in favore della causa tibetana. Questo, nonostante i tentativi di ostacolare l’evento, com’è avvenuto bloccando diversi ragazzi che, con il furgone che sarebbe stato adibito per il comizio stesso, cercavano di raggiungere la piazza, ed a cui va la nostra piena solidarietà.

 

L’approssimarsi dell’8 Agosto - giorno d’avvio delle Olimpiadi in Cina - rende manifestazioni di protesta come questa fondamentali affinché anche il governo italiano si schieri politicamente e pubblicamente contro il regime occupazionista cinese, come già peraltro fatto da molti leader politici europei.

 

Speriamo allora che qualcuna delle nostre grida sia giunta a quelle aule mostratesi finora troppo silenziose su di una causa che non può essere né taciuta, né dimenticata. Tibet libero!

Altre foto del Sit-in di seguito…

 

 

Novità musicali

3 Luglio 2008 da Redazione

BioBetaBunker - Catenaccio!

€15 Disponibile - Compralo ora!

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DDT - Non puoi farci niente

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Armco - Viscerale

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Vedi le tracce del nuovo cd degli Armco

L’Ass. Cult. RAIDO, ispirandosi all’economia legionaria, attraverso l’impegno dei suoi militanti, reinveste tutte le entrate a favore dell’attività stessa e di conseguenza a favore del Fronte della Tradizione.

ISTITUTO STORICO RSI - Recensione

27 Giugno 2008 da Redazione

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Domenica 22 giugno l’Istituto Storico della R.S.I. ha organizzato, presso la propria sede,  un incontro per i soci, per i singoli e per le comunità che stanno cominciando ad avvicinarsi a questa realtà ormai presente da più di vent’anni. Continua a leggere »

Heliodromos n.19

25 Giugno 2008 da Redazione

 

HELIODROMOS
Contributi per il Fronte della Tradizione
N. 19 - 21 Aprile 2008
€7,50

 

 

Editoriale:
Democrazia e violenza

“Un […] errore, dovuto alla confusione dei concetti di essere umano e individuo, è l’eguaglianza democratica.
Questo dogma si spezza oggi sotto i colpi dell’esperienza dei popoli ed è quindi inutile dimostrarne la falsità, ma ci si deve meravigliare del suo lungo successo.
Come mai l’umanità ha potuto credervi così a lungo? Questo dogma non tiene conto della costituzione del corpo e della coscienza, né si adatta ad un fatto concreto come l’individuo. Certamente gli esseri umani sono uguali, ma tali non sono gli individui e l’uguaglianza dei loro diritti è pura illusione. Il debole di mente e l’uomo di genio non debbono essere considerati uguali di fronte alla legge; l’essere stupido, incapace di attenzione, abulico,
non ha diritto ad una educazione superiore ed è assurdo dargli, ad esempio, lo stesso potere elettorale che all’individuo completamente sviluppato. I sessi non sono uguali. È molto dannoso non riconoscere queste disuguaglianze.
Il principio democratico ha contribuito all’indebolimento della civiltà, impedendo lo sviluppo dei migliori, mentre è evidente che le disuguaglianze individuali debbono essere rispettate. Vi sono, nella società moderna, funzioni appropriate ai grandi, ai piccoli, ai medi e agli inferiori; ma non bisogna attendersi di formare individui superiori cogli stessi procedimenti validi per i deboli. La standardizzazione delle creature umane da parte
dell’ideale democratico ha assicurato il predominio dei mediocri. Costoro sono ovunque preferiti ai forti: sono aiutati, protetti, spesso ammirati: come se non si sapesse quanto gli ammalati, i criminali e i pazzi attirano la simpatia del grosso pubblico.” […] “Siccome era
impossibile innalzare gli inferiori, il solo mezzo di produrre l’uguaglianza fra gli uomini era di portarli tutti al livello più basso: in tal modo scompare la forza della personalità.”

Così, anche in conseguenza di un tale processo degenerativo, si è potuto accettare nella società il predominio dell’economia e di una industrializzazione che, oltre ad imporre forme di lavoro stupidi e ripetitivi, ha frantumato le naturali comunità umane per risucchiarli nelle vastità urbane. Tanto che: […] “nella immensità delle città moderne, l’uomo è isolato e sperduto, è una astrazione economica, un capo di bestiame e perde le sue qualità di individuo, perché non ha né responsabilità né dignità. In mezzo alla folla
emergono i ricchi, i politici potenti, i banditi in grande stile: gli altri sono polvere anonima.”
Queste sono considerazioni che il premio Nobel per la medicina, Alexis Carrel, poneva ne L’uomo, questo sconosciuto già nel 1935. Da allora, pur avendo avuto questo suo libro molte edizioni in tutto il mondo, solo in Italia sono state una trentina, dell’accorato richiamo, sull’azione corrosiva del principio democratico nella civiltà, di uno scienziato dal livello scientifico e umano così elevato, non è rimasta nessuna risonanza nella decadente cultura europea del dopoguerra. (…)

 

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Seconda Guerra Mondiale

22 Giugno 2008 da Redazione

 

Anno 1, Numero 0

Maggio/Giugno 2008

In questo numero:

La campagna di Polonia

La cavalleria polacca

La Leibstandarte Adolf Hitler

La Decima Mas

Signal

Il Dornier 335 “Pfeil”

e tanto altro…

Seconda Guerra Mondiale - Rivista Bimestrale

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Novita’ editoriale: Paolo Signorelli - Intervista di Giuliano Compagno

18 Giugno 2008 da Redazione

Paolo Signorelli - Intervista di Giuliano Compagno

 

“E poi ancora pur di arrivare in qualche angiporto parlamentare… Capisci, è un discorso vecchio… Loro fanno i giochi e i giovanissimi che ancora vanno in piazza finiscono in galera. E t’incazzi perché ti accorgi che in loro, nei più giovani, ci sarebbero anche una purezza e una disponibilità ideali.”
Paolo Signorelli. Figura di spicco dell’antagonismo politico, docente di storia e filosofia presso un liceo romano fino a una certa alba d’agosto del 1980, quando un blitz delle forze dell’Ordine lo trasforma in imputato di tre omicidi e della strage di Bologna.

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Concerto per Seb [Recensione]

18 Giugno 2008 da Redazione

Raido Seb Concerto Mancinelli “Non siamo qui per cantare canzonette”. Le parole di Francesco fanno da eco ad una serata che ha visto la presenza di cantanti e musicisti e di circa 80 persone, tutte unite in questo 12 giugno 2008 per dare un concreto aiuto alla Società Editrice Barbarossa. Ad aprire il palinsesto musicale, dopo un aperitivo nello spazio bar e una introduzione alla serata da parte un militante di Raido, è stato l’inedito e promettente duetto Riccardo-Benedetto, i quali hanno riproposto pezzi di cantautori italiani - Battiato e Battisti, con La collina dei ciliegi e Gli uccelli - oltre ai classici del panorama della musica alternativa come Federico Barbarossa, una delle migliori riuscite. Gli applausi del pubblico per questa prima uscita fanno ben sperare per il futuro.

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Free Tibet! Tibet Libero! [Resoconto Manifestazione]

16 Giugno 2008 da Redazione

 

Free Tibet

 

Eravamo in duemila !!!! Centinaia di bandiere tibetane e tante persone di diverse opinioni religiose e politiche ma tutti uniti in sintonia che marciavano in spirito con i marciatori che attraverseranno la frontiera quando la Torcia passerà a Lhasa !! Nove giornali ne hanno parlato prima dell’evento, TG1 ha lanciato il servizio a mezzanotte anche LA7 e TG2 lo hanno fatto o faranno. Oggi siamo già su Repubblica, Tempo, E-Polis ed il Corriere.DA ROMA A LHASA UNITI NELLA LOTTA !!!

Tibet Free

Free Tibet

Free Tibet

Tibet Free

Free Tibet

Free Tibet

Free Tibet

Free Tibet

Free Tibet

Conferenza Popoli al bivio [Recensione]

16 Giugno 2008 da Redazione

Si è tenuta sabato 24 maggio scorso, presso i locali dell’associazione culturale Raido il convegno di presentazione del libro di Marzio Gozzoli edito da Ritter “Popoli al bivio-Movimenti fascisti e resistenza nella II guerra mondiale”, a vent’anni dalla sua uscita nelle librerie (1989). L’autore ha da subito sottolineato la fortunata coincidenza che vide l’apparizione del libro proprio in contemporanea con la caduta del muro e la conseguente disintegrazione della cortina di ferro. Un’artificiosa barriera che intrappolava popoli, culture, etnie, razze e comunità secondo schemi dettati da ammuffite ideologie già sconfitte dalla storia. Astratti utopismi che tuttavia sembravano, in un primo momento, avere avuto definitivamente ragione su ogni diversità ma che, una volta sgretolatasi l’infame gabbia, hanno palesato tutto il loro fallimento.

 

La Repubblica Ceca ha così optato di liberarsi in modo incruento dall’abbraccio con la confinante ma diversissima Slovacchia. La stessa cosa, ma con modalità molto più problematiche, è accaduta tra le Repubbliche Baltiche e il temibile vicino sovietico e nel caso ucraino. La scissione jugoslava ha provocato invece il più sanguinoso conflitto europeo dal dopoguerra, e la mappa del Vecchio continente dopo il 1989 ha visto completamente stravolto l’assetto politico. Fenomeno analogo si è verificato in Asia, con la moltiplicazione di repubbliche e repubblichette scaturite dal collasso dell’Urss.

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1968 La contestazione globale

14 Giugno 2008 da Redazione

Le origini della contestazione globale
Solfanelli Editore, 2008
Pagg. 160 - € 10,00

Presentazione di Gianfranco de Turris

Il “vero” Sessantotto (autunno 1967 - primavera 1968) visto da destra. Con le sue luci e le sue ombre. Dopo quarant’anni si discute ancora di questa parentesi storica mai dimenticata che ha segnato per motivi diversi sia la sinistra sia la destra del nostro Paese (quest’ultima, a causa della “contestazione globale” soffre oggi di un senso di colpa in più).
Un Sessantotto preceduto da eventi storici di enorme portata: la guerra nel Vietnam, la rivoluzione cubana, la rivoluzione culturale in Cina e poi ancora la decolonizzazione, il golpe militare in Grecia e la morte di Che Guevara in Bolivia.
In questo libro vengono comparate due diverse letture del Sessantotto: quella del Sessantotto “di lungo periodo” che considera gli eventi principali verificatisi lungo l’intero arco degli anni Sessanta e l’altra che guarda ai problemi del mondo universitario italiano come cause dirette delle rivolte studentesche dell’anno accademico 1967-68.

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Catalogo online

30 Maggio 2008 da Redazione

La notte brucia ancoraLa notte brucia ancora, di Giampaolo Mattei (novita’) Arrivarono in tre, la none del 16 aprile 1973, con una tanica di benzina. Giovani militanti di Potere operaio, con un obiettivo: un appartamento delle case popolari di Primavalle. Il rogo si portò via due fratelli, arsi vivi, e l’ultimo brandello di innocenza di quella generazione. Virgilio, ventidue anni, e Stefano, dieci, morirono perché figli di una famiglia “fascista”, da odiare, da colpire. Da uccidere. Giampaolo, l’autore di questo libro, aveva quattro anni e fu portato in salvo dalla madre. Trentacinque anni dopo, racconta il doppio dolore dei sopravvissuti: quello silenzioso e quotidiano dell’assenza, quello sordo e impotente della giustizia negata. Un’inchiesta giudiziaria infinita e le rivelazioni a orologeria dei protagonisti hanno infatti permesso di individuare i colpevoli, ma nessuno ha pagato. Oggi anche l’odio è andato in prescrizione, eppure le fiamme che incendiarono quella notte lontana non si sono ancora spente.

Anticomunismo positivo - Scritti su bolscevismo marxismo (1938-1968), di Julius Evola (novita’) «Per il bolscevismo non esiste che la massa umana e la sua evoluzione attraverso processi sociali, economici, tecnici. Il suo Dio è l’umanità proletaria, la sua legge è l’economia, il suo vangelo è il messianismo tecnico. Il resto è “superstruttura” e “oppio pel popolo”. Segue da ciò che nessun antibolscevismo può avere seria portata, quando esso non parta da una affermazione di valori, di conoscenze, di diritti aventi la loro giustificazione di là da quanto ha mera natura razionalistica, “sociale”, materialistica, “umanistica”».

Palestina - una terra troppo promessa, di Antonella Ricciardi (novita’) Palestina, una terra troppo promessa mette in luce la tragedia del popolo palestinese e gli aspetti più sconcertanti del modo in cui i padroni del mondo trattano il conflitto in Palestina.
Si moltiplicano le cariche di odio e di violenza per cancellare gli effetti di una forte identità che non si arrende e combatte per una terra ricca di memoria e di sentimenti, simboleggiati dall’attaccamento dei palestinesi alle chiavi di casa.
Se qualcuno pensa di comprare il dolore dei palestinesi con un fiume di dollari, si sbaglia. L’appoggio americano e israeliano ai politicanti palestinesi è solo fattore di divisione e di corruzione e non produce che una ulteriore destabilizzazione: una guerra civile, una guerra senza fine, con il rischio di diventare mondiale perché la Terrasanta è troppo piccola per tre Religioni monoteiste, è una zona geostrategica molto importante e molto ricca.
E’ molto difficile, infatti, uscire dalla situazione attuale, nella quale, al di là di tutte le occasionali condanne, nulla di sostanziale viene fatto per impedire che i governanti di Tel Aviv continuino in una politica che ha come fine ultimo la creazione di una “Grande Israele”.

Intervista alla politica - Parola agli uomini della casta, di Jacopo Barbarito (novita’) “Intervista” alla politica raccoglie interviste fatte a parlamentari italiani tra l’agosto 2007 e il febbraio 2008, periodo dense;” di eventi per l’Italia: dalle ultime polemiche sulle elezioni del 2006 al dibattito: sulla riduzione dei costi della politica. dalla riforma della legge elettorale alla tragedia della Tyssen-Krup e dello sciopero de li autotrasportatori che ha paralizzato l’Italia poco prima di Natale.
Vi e’ stata una finanziaria quanto mai criticata, la fine della CdL, la nascita di soggetti politici nuovi come il PD, della Sinistra Arcobaleno, del PdL di Berlusconi. All’estero si sono verificati episodi come la guerra in Kenya, i cronici sussulti di instabilità daI Medio Oriente e dall’Afghanistan stan, l’elezione di Sarkozy in Francia. Questo libro parla di tante cose e fa parlare gli attori della -politica italiana, che spiegano là loro visione delle cose e del mondo, i loro lavori parlamentari, la vita all’interno delle “stanze del potere” E tutte le risposte sono legate da un filo rosso: tutti gli intervistati paiano infatti risposto a tre domande “scottanti”, su temi di economia e finanza trascurati dai grandi dibattiti mediatici.

I libri sono acquistabili online tramite il sito di Raido

L’Ass. Cult. RAIDO, ispirandosi all’economia legionaria, attraverso l’impegno dei suoi militanti, reinveste tutte le entrate a favore dell’attività stessa e di conseguenza a favore del Fronte della Tradizione.

Popoli al bivio [Presentazione domani, ore 18,30]

23 Maggio 2008 da Redazione

Domani presentazione editoriale del libro di Marzio Gozzoli. Ore 18,30 presso i locali di Raido (Via Scire’ 21-23 - Roma)

Autore: Gozzoli M.
Pagine: 510 + 32 fotografie
La Seconda Guerra Mondiale non fu soltanto scontro tra Potenze: essa sconvolse, al loro interno, decine di popoli.
Scritto prima del crollo di URSS, Cecoslovacchia e Yugoslavia - delle quali già affermava l’inconsistenza e l’incapacità di durare - Popoli al bivio, unico tra le migliaia di volumi scritti su quel conflitto, analizza le scelte all’interno dei vari popoli nel corso dello scontro: i movimenti nazionalpopolari e collaborazionisti, le resistenze antifasciste, le forze armate dei paesi alleati del Tripartito, quelle costituite in esilio dai paesi occupati, lo smisurato fenomeno volontaristico straniero nello schieramento dell’Asse, la tragica violenza delle guerre civili, l’impegno di uomini politici e di cultura contro il governo del proprio paese in onta ad un destino di galera o di morte.
Le iniziative politiche, culturali e militari delle fazioni in lotta vengono esaminate nella freddezza delle cifre, riportate con il massimo dell’ obbiettività, e rilette alla luce delle motivazioni più profonde - ideali, etniche, religiose e sociali - che spinsero milioni di uomini a battersi e a morire da una parte o dall’altra. È in questi aspetti di quel conflitto - finora taciuti e ignorati - che si trova la chiave di lettura di molti eventi successivi e anche attuali che vedono la rivolta di tanti popoli all’arroganza dell’ imperialismo americano, sullo sfondo di un riavvicinamento della Russia all’Europa, e della silenziosa crescita della Cina, superpotenza di domani.

 

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Bibliografia essenziale [Speciale Evola]

20 Maggio 2008 da Redazione

Orientamenti, ed. Il Cinabro Non ci stancheremo mai di dire che l’azione principale da compiere è quella rivolta alla formazione di noi stessi. Essere uomini, nel senso di Vir, è qualcosa a cui dobbiamo ambire e che, a causa di un imbastardimento graduale della razza umana, è divenuta prerogativa di pochi. Recuperare la “propria dimensione” è un compito arduo, che richiede grande lavoro e sacrificio, e soprattutto una accurata scelta degli strumenti validi e necessari per creare quella “sostanza umana”. Ed ecco quindi che la lettura di determinati libri può essere un valido strumento per fornirci coordinate di vita, per alimentare dentro di noi quel Fuoco Sacro obiettivo degli “attacchi” moderni. “Orientamenti” di Julius Evola è uno di questi libri. In queste ventinove pagine, le principali indicazioni che Evola ci fornisce sono rivolte al recupero dei Valori spirituali e gerarchici propri della Tradizione eroica ed aristocratica, Valori indicati in forma dura ed essenziale. Chi si aspetta di leggervi programmi politici o cose simili, rimarrà deluso proprio perché gli orientamenti di cui si parla sono prima di tutto di carattere esistenziale, imperniati dalla norma sacra.

Gli Uomini e le rovine, ed. Mediterranee Già il titolo di questo libro esprime in modo chiaro ed inequivocabile il contrasto tra ciò che è vivo e ciò che è ormai morto. La Tradizione da una parte, con la sua schiera di uomini, il mondo moderno dall’altra, con le sue rovine, con la sua “civiltà” decadente destinata a franare su se stessa, a inabbissarsi insieme a suoi sostenitori consapevoli e non. Le strade oggi sono nettamente distinte , sta all’individuo operare una scelta radicale e consapevole di ciò a cui va incontro: l’ascesa lungo l’eterna Via tradizionale, dura, piena di sacrifici, ma senza eguali per ricchezza di esperienze e momenti formativi, e soprattutto piena di vita, oppure la discesa lungo la strada mistificante della modernità, piena di effimere gioie in quanto materiali, di dolori, di insoddisfazioni, e soprattutto destinata a morire. Evola in questo libro ci introduce chiaramente ed in modo organico nel Mondo della Tradizione, fornendoci le prime coordinate necessarie per recuperare il nostro vero senso della vita, per poter condurre quella battaglia esistenziale che l’uomo tradizionale è chiamato a svolgere. Ci inoltriamo, quindi , seguendo un percorso ideale partito con “Orientamenti”, in quel “VITA EST MILITIA SUPER TERRAM”, regola che, per chiunque si riconosce nelle Forze della Luce, è prontamente da interiorizzare, per poter ogni giorno sconfiggere l’aspetto “moderno” e decadente che è in noi ,e conseguentemente per arrivare preparati al giorno in cui i due schieramenti opposti si fronteggeranno definitivamente. Concludendo nel ribadire l’essenzialità di questo libro, insistiamo sulla natura strumentale, e non fine a se stessa, delle letture che si fanno, validi supporti cioè, per la vita di tutti i giorni.
Ricordiamocelo, la Tradizione si realizza con i fatti e non con le parole.

 

Rivolta contro il mondo moderno, ed. Mediterranee Quest’opera di Julius Evola è forse la più completa per quanto concerne il significato autentico ed il valore del MONDO DELLA TRADIZIONE. In questo testo viene specificatamente condotta l’analisi dei vari aspetti caratterizzanti, il Principio, la Regalità, la Legge, l’Impero, lo Stato, etc. Ad ogni elemento, condizione indispensabile per l’esistenza del suddetto Mondo, è dedicato un capitolo di studi incredibilmente documentati ed approfonditi, dotati di una impeccabile traduzione della dottrina tradizionale, filo conduttore di tutte le opere di Evola. Il militante che si pone di fronte a “Rivolta contro il mondo moderno” trova in queste 450 pagine una grande “guida” cartacea, che ha il suo punto di partenza nel rifiuto del mondo moderno, cosiccome il suo punto d’arrivo, semmai di arrivo si possa parlare. Di partenza, in quanto è l’attuale e profonda repulsione per la società odierna che ci fa da stimolo per inoltrarci nel recupero di Sacri Valori, di arrivo, termine che va inteso necessariamente con la dovuta elasticità, perché solo quando sapremo ridestare in noi quell’antico Stile di vita che fu degli uomini delle “razze superiori”, potremo considerarci realmente realizzati e realmente in antitesi al mondo moderno. Quest’ultimo ovviamente è l’aspetto più duro, più complesso e per il quale forse una vita intera non basterebbe. Ed è proprio la necessità di non perdere tempo che ci impone di “inquadrarci” e di incominciare a “camminare”.
Serriamo i ranghi allora, ed iniziamo a dare un senso alla nostra rivolta contro il mondo moderno, e meglio, a questa nostra vita.

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Aria di rivoluzione [Recensione convegno]

15 Maggio 2008 da Redazione

Si è tenuto sabato 10 maggio scorso a Roma, presso la sala Ouverture, sita in via Tripoli, il convegno promosso dal centro culturale Raido dal titolo: “Aria di rivoluzione - Il 68 e la contestazione: tra mito e realtà. Un percorso tra immagini, parole e musica di un anno che ha fatto storia”. Interventi e testimonianze di Mario Merlino, Rodolfo Sideri, Luciano Lanna, Francesco Lo Sardo e Gianni Pennacchi. Si tratta di una importante iniziativa promossa, a trent’anni dall’evento, per indagare a 360° e analizzare le molteplici valenze di un avvenimento che ha segnato una svolta nelle vicende della contestazione al sistema borghese da parte delle avanguardie culturali del Novecento italiano. Il moderatore ha aperto i lavori con una breve prolusione attraverso la quale ha sottolineato come il 68 fu una reazione di rigetto al perbenismo post bellico italiano portata avanti da parte di strati giovanili di diversa sensibilità e di multiforme approccio alla realtà, ma comunque tutti caratterizzati da una comune insofferenza verso l’imperante ingessatura ideologica

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