Azione Tradizionale » Archivio

Dedicato a tutti quelli che puntano il dito…

18 Gennaio 2012 da svizzero

Non è più tempo di eroi, verrebbe da dire, dando una rapida occhiata alle cronache di questi giorni. Ma forse rischieremmo di fare sterile opinionismo da salotto televisivo. Perchè assodato l’ignobile comportamento del comandante della Costa Concordia, genera forse molto più disprezzo la ressa di insulti che si rincorrono sul web, in tivù, sui giornali nei confronti del protagonista (ripetiamo) ignobile di questo episodio. Veramente la massa ebete che insulta da dietro lo schermo di un pc o lancia strali dalle sue comode poltrone pensa di essere molto migliore di Schettino? Un esame di coscienza approfondito sarebbe d’obbligo visto che l’Italia non sembra il Paese virtuoso che sembrerebbe leggendo questi commenti di “eroi da bar”. E’ facile, infatti, deplorare i comportamenti altrui, puntando il dito. Ed è giusto biasimarli quando sono così infami e vili. Ma è molto più difficile guardare a tali vicende non per puntare il dito oltre di sè, ma per giudicare i propri limiti, i propri errori, che magari non hanno l’evidenza fragorosa del caso Schettino, ma che non per questo ci assolvono dalle nostre responsabilità di uomini, che magari si riempiono costantemente la bocca di grandi parole e pretendono di rifarsi a certi miti e martiri. Allora è meglio non insultare il miserabile di turno, se il solo obiettivo è di pulire la propria coscienza.
La ricetta è semplice quanto difficile allo stesso momento: il lavoro su di sè, il dominio della parte più bassa di sè. Solo questo basterebbe e non avremmo più bisogno di puntare il dito, ma di prendere coraggiosamente l’iniziativa per guardarci meglio allo specchio ogni mattina e chiederci: “Chi sono io?”, “Sono ciò che dico di essere?”. Oppure si continui stupidamente a puntare il dito…

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“Concerto per Alberto” (2012) - Recensione

16 Gennaio 2012 da svizzero

Come ogni anno il concerto per Alberto Giaquinto presso l’Alkatraz di Fiumicino non delude le aspettative; numerosa e sentita la partecipazione, soprattutto dei più giovani, per una serata sulle note della musica alternativa (e non). Vengono così ricordati tutti i camerati caduti, sottolineando ancora una volta l’importanza di considerarli tutti su un piano paritetico, senza distinzione tra vittime di “serie A” e di “serie B”. Un concerto doppiamente importante quest’anno, perchè a breve distanza dall’intitolazione del parco di Via Carabelli ad Ostia proprio ad Alberto Giaquinto, giovanissimo caduto che ad Ostia era nato e cresciuto.

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Prossima escursione GEO: 22 Gennaio

16 Gennaio 2012 da svizzero

“Realismi Socialisti”: bilancio di una mostra vista «da Destra»

15 Gennaio 2012 da svizzero

Si è conclusa l’8 Gennaio l’acclamata mostra dal titolo “Realismi Socialisti” che ha raccolto e portato in Italia sessantasei tele di grande formato realizzate tra il 1920 e il 1970 da artisti sconosciuti in occidente, ma anche da maestri già protagonisti dell’avanguardia russa. Una mostra annunciata entusiasticamente da molti critici d’arte come il passaggio dalla propaganda all’arte, che non avrebbe presentato solo opere “kitsch di regime” ma molte ispirazioni e arte di qualità, volendo così superare il pregiudizio storico verso queste opere sorte all’ombra del socialismo reale.
Noi alla mostra ci siamo stati. E i dubbi, nonostante quanto elogiato dai critici d’arte, restano. Non solo perchè la mostra si è rivelata l’occasione per tanti sfigati nostalgici vetero-comunisti (che, detto per inciso, tanto “proletari” - come i soggetti dei quadri da loro apprezzati - non erano mica…) per farsi un pomeriggio in compagnia dei tanti miti del comunismo che non hanno (evidentemente) mai vissuto. Magari trattendo a stento qualche lacrimuccia…
Fatta questa valutazione tutta “antropologica”, resta da smontare il “realismo socialista” così com’è: cioè come forma d’arte, ma soprattutto come forma mentis che corrisponde all’uomo edificato dal marxismo. Lasciamo quindi spazio al commento di Julius Evola che in uno scritto di rara reperibilità chiarisce in sintesi il nocciolo del problema.

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DOMANI! LA VECCHIA SEZIONE in concerto!

13 Gennaio 2012 da svizzero

“Concerto per Alberto”. Concerto in memoria di tutti i camerati caduti.

14 GENNAIO 2012
ORE 20:00

Presso l’Alkatraz, via delle Conchiglie, 23 (Fiumicino)

Suoneranno:

La VECCHIA SEZIONE -  INSEDIA  -  TESTUDO

Per info: Delio 338.20.24.219

Indietro ragazzi di Buda! (3)

9 Gennaio 2012 da svizzero

Ancora qualche interessante riflessione sulla situazione ungherese, spigolando qua e là tra le pagine de “Il Foglio” di Sabato scorso. Buona lettura.

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Aperincontro con Cesare Ferri - 26.01.2012

9 Gennaio 2012 da svizzero

Giovedì 26 Gennaio, ore 20.30

Aperincontro con Cesare Ferri che presenterà il suo ultimo libro “Vite di cristallo” (Settimo Sigillo)

CLICCA QUI PER ACQUISTARE IL LIBRO !

[Mezzi UOMINI, vere BESTIE e falsi DEI]

4 Gennaio 2012 da svizzero

Kerouac è nazista?

Durante un’assemblea di beatnik, una volta Jack Kerouac presentò una sorta di programma politico-culturale della Beat Generation. Kerouac cominciò a parlare della “volontà che unisce i nostri gruppi e che ci fa comprendere che gli uomini e le donne devono apprendere il sentimento comunitario al fine di difendersi contro lo spirito di classe, la lotta delle classi, l’odio di classe!“, e concluse con un auspicio forte: “Noi andiamo a vivere presto in comune la nostra vita e la nostra rivoluzione! Una vita comunitaria per la pace, per la prosperità spirituale, per il socialismo“.
Il pubblico composto da alternativi di sinistra, e giovani beat, ne fu entusiasta. Deliri ed esaltazione collettiva per le parole del “maestro”. Grandi applausi per il guru Jack Kerouac. Ma, tutto questo entusiasmo - chissà perchè!… - si raggelò subito dopo, apprendendo di aver applaudito a un discorso pronunciato da Adolf Hitler al Reichstag nel 1937.
Kerouac era dunque nazista? No. Più semplicemente Hitler era un beat prima che i beat nascessero… Tutto qua.

Gerarchia vs Democrazia

27 Dicembre 2011 da svizzero

Ogni tanto fa notizia. Cosa? Che la democrazia non sia poi tanto così veramente gradita dal popolo. Quale “popolo”? Sicuramente non quello che ha smarrito ogni senso di identità e di sano spirito comunitario. Ma esistono ancora enclave dove prima della legge civile ed “uguale per tutti”, viene quella - con tutti i suoi limiti, sia chiaro - del capo. Insomma, pare proprio questa la trama che sta dietro la recente espulsione dalla “contrada dell’Oca” di trenta donne che avevano osato scavalcare il capo della contrada stessa, rivolgendosi al tribunale civile per risolvere così una bega all’interno della comunità senese. Ovviamente, avvoltoi e femministe, non tarderanno ad accanirsi ben presto contro la prevaricazione - è il caso di dirlo - “gerarchica”…

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E’ morto Giorgio Bocca…

27 Dicembre 2011 da svizzero

…fine intellettuale, comandante partigiano, padre del giornalisismo italiano e…”antisemita” (?). Sicuramente lo fu in gioventù, come tante altre celebri penne e menti dell’Italia repubblicana, dalla memoria - però - decisamente corta. Come i tanti padri della Democrazia Cristiana o del PCI con un passato nella Scuola di Mistica Fascista o nei Littoriali. Purtroppo per queste persone noi la memoria l’abbiamo, invece, come quella di un elefante e certe cose non le dimentichiamo facilmente.

Protocolli dei Savi di Sion (recensione)

di Giorgio Bocca

“Sono i “Protocolli dei Savi di Sion” un documento dell’internazionale ebraica contenente i piani attraverso a cui il popolo Ebreo intende giungere al dominio del mondo. La logica costruzione del testo trae ragione e causa da un esame critico e profondo della realtà del mondo e della natura umana.
Non vi sono perciò ragionamenti aprioristici ed astratti, ma solo studio, critica, deduzione e, come ultimo risultato, la proposizione. Il povero “gojm” o “gentile” così il testo chiama i non Ebrei, leggendo quei “Protocolli” rimane al tempo stesso stupito ed atterrito. Anche se è in grado di sceverare da ciò che ha effettivo valore tutto quello che può essere enfasi ieratica o presunzione propria di chi si crede prediletto da Dio, il lettore ariano rimane impressionato dinanzi ad un opera così macchinosa e gigantesca, così ammalata di criminalità con tanta tenacia e spaventosa perseveranza condotta attraverso ai secoli da esseri che si sono sempre tenuti nell’ombra ed al riparo di propizi paraventi. Il testo, dopo aver enunciato il principio che diritto è uguale a forza, descrive i mezzi ed indica i risultati a cui il popolo Ebreo è già arrivato e quali mete dovrà ancora raggiungere per possedere il monopolio della forza, cioè del diritto, cioè del dominio del mondo. In questo intento il popolo eletto, sparsosi per volontà di Dio in tutte le parti del mondo, ha lottato e lavorato per allontanare i “gentili” sempre più da una visione realistica della vita, per gettarli in braccia all’utopia, per indebolire la forza dei loro governi e per carpire nel frattempo le loro sostanze per mezzo della speculazione.

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Dies Natalis Solis Invicti

22 Dicembre 2011 da svizzero

Solstizio d’inverno, simbologie solari e Cristianesimo

21 Dicembre 2011 da Redazione

di Paolo G.

Come ogni anno, il sole sta per raggiungere, nel suo moto apparente lungo l’eclittica, il punto di minima declinazione, il cosiddetto solstizio d’inverno: com’è noto, e come viene sempre ricordato da Mario Polia nel tradizionale incontro di dicembre con la comunità di Raido, questa ricorrenza aveva nell’antichità un valore simbolico fortissimo, ormai pressoché perduto nelle moderne società sconsacrate, dove sopravvivono solo usanze inconsapevolmente tramandate ed adattate nel corso dei secoli.

Toccando il punto più basso dell’ellisse compiuta dalla terra nel suo movimento di rivoluzione, il sole dà visivamente l’impressione di sprofondare, di tramontare per non ricomparire più: siamo in effetti nel giorno più corto dell’anno. Ma poi, quasi per miracolo, il sole risale nella volta celeste, tornando vittorioso a risplendere.

Questa straordinaria manifestazione astronomica veniva ritualizzata dalle antiche popolazioni indoeuropee, che vi associavano significati simbolici ultrasensibili, come d’altronde avveniva per tutti i fenomeni naturali in genere, che non venivano presi in considerazione e sacralizzati in questo loro aspetto puramente esteriore, ma in quanto teofanie, per cui il Logos Divino, pur lontano e perduto dall’uomo rispetto all’aurea unità dei primordi, tornava a manifestarsi, con i necessari adattamenti, con modalità allegoriche ed in forme tangibili e materiali.

La corretta interpretazione di queste forme consentiva pertanto di risalire verso l’alto, di tornare, seppure in modo imperfetto, in contatto con la divinità. Attraverso la comprensione dei più reconditi significati dei fenomeni naturali ed esteriori in genere si poteva dunque percepire la presenza di un ordine superiore, invisibile ed immutabile. In questo modo, l’Essere si manifestava nel Divenire, nobilitando quest’ultimo ed attribuendogli un ruolo ed una funzione che non fosse soltanto connessa alle meccaniche materialistiche, come invece avviene, inevitabilmente, nelle attuali società “solidificate”, dove l’occhio umano non riesce a penetrare il guscio formale e sensibile della materia e del divenire, accecato dalle derive razionalistiche e scientistiche.

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Aspettando una rinascita - il Solstizio d’inverno

21 Dicembre 2011 da Redazione

Camminando per strada in questi giorni non possiamo che notare quel particolare clima gioioso che, come tutti gli anni, precede il Natale. Sempre più spesso però, nell’immaginario moderno, questa festa è vissuta esclusivamente sotto l’aspetto commerciale e materialistico che essa ha assunto nella nostra società, ponendo inevitabilmente in secondo piano – quando non addirittura portandoci a vivere inconsciamente – il suo vero significato.

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Diciamo NO alla VIVISEZIONE finanziata da TELETHON [Iniziativa]

20 Dicembre 2011 da Redazione

ESSERE ESEMPIO! (Comunicato & foto)

30 Novembre 2011 da svizzero

(30/11/2011) - Lottare per chi ha lottato, per non dimenticare chi è caduto: mai. Si potrebbe riassumere così l’iniziativa che ha visto più realtà in tutta Italia operare insieme per ricordare l’anniversario della morte di Corneliu Zelea Codreanu, già capo della Guardia di Ferro rumena e assassinato esattamente settantatre anni fa. Un anniversario che cade in un momento in cui, come non mai, c’è bisogno dell’esempio: e di quello di Corneliu Codreanu soprattutto. “Essere esempio” dunque, è la frase lanciata con questa campagna: nè retorica celebrativa, nè belle parole atte a colpire l’osservatore, ma un messaggio la cui efficacia sta anzitutto nella sua essenzialità, quell’essenzialità di chi, sempre, antepone l’esempio dell’onore e della fedeltà, della lealtà e del sacrificio, anche quando le circostanze della vita sono tra le più avverse e sfavorevoli. In ossequio al principio dell’azione impersonale tanto caro al Capitano, gli striscioni affissi non sono stati corredati di firma alcuna poichè, come insegna la scuola legionaria, la sola azione che eleva è l’azione svincolata dai frutti dell’azione stessa, dal clamore e dalle vanterie di circostanza. Ancora oggi, quindi, riaffermiamo l’imprescindibilità del messaggio di Codreanu che, dinnanzi allo squallore sociopolitico attuale, si erge imperioso sopra le rovine. Ancora oggi, quindi, riaffermiamo che, per cambiare le cose, non servono programmi, ma uomini nuovi. Uomini che sappiano essere esempio!

(Clicca sulle immagini sottostanti per visualizzarle più grandi)

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“Comunità Militante Raido” nuovamente su Facebook !

29 Novembre 2011 da svizzero

 A seguito della cancellazione unilaterale da parte dell’amministrazione di Facebook del precedente profilo di RAIDO (”Raido Roma“), invitiamo amici e camerati ad aggiungerci nuovamente tra le loro amicizie facendo da ora in poi riferimento al profilo “Comunità Militante Raido“.

E’ possibile raggiungere il profilo cliccando direttamente QUI !

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