Dedicato a tutti quelli che puntano il dito…
18 Gennaio 2012 da svizzeroNon è più tempo di eroi, verrebbe da dire, dando una rapida occhiata alle cronache di questi giorni. Ma forse rischieremmo di fare sterile opinionismo da salotto televisivo. Perchè assodato l’ignobile comportamento del comandante della Costa Concordia, genera forse molto più disprezzo la ressa di insulti che si rincorrono sul web, in tivù, sui giornali nei confronti del protagonista (ripetiamo) ignobile di questo episodio. Veramente la massa ebete che insulta da dietro lo schermo di un pc o lancia strali dalle sue comode poltrone pensa di essere molto migliore di Schettino? Un esame di coscienza approfondito sarebbe d’obbligo visto che l’Italia non sembra il Paese virtuoso che sembrerebbe leggendo questi commenti di “eroi da bar”. E’ facile, infatti, deplorare i comportamenti altrui, puntando il dito. Ed è giusto biasimarli quando sono così infami e vili. Ma è molto più difficile guardare a tali vicende non per puntare il dito oltre di sè, ma per giudicare i propri limiti, i propri errori, che magari non hanno l’evidenza fragorosa del caso Schettino, ma che non per questo ci assolvono dalle nostre responsabilità di uomini, che magari si riempiono costantemente la bocca di grandi parole e pretendono di rifarsi a certi miti e martiri. Allora è meglio non insultare il miserabile di turno, se il solo obiettivo è di pulire la propria coscienza.
La ricetta è semplice quanto difficile allo stesso momento: il lavoro su di sè, il dominio della parte più bassa di sè. Solo questo basterebbe e non avremmo più bisogno di puntare il dito, ma di prendere coraggiosamente l’iniziativa per guardarci meglio allo specchio ogni mattina e chiederci: “Chi sono io?”, “Sono ciò che dico di essere?”. Oppure si continui stupidamente a puntare il dito…

Come ogni anno il concerto per Alberto Giaquinto presso l’Alkatraz di Fiumicino non delude le aspettative; numerosa e sentita la partecipazione, soprattutto dei più giovani, per una serata sulle note della musica alternativa (e non). Vengono così ricordati tutti i camerati caduti, sottolineando ancora una volta l’importanza di considerarli tutti su un piano paritetico, senza distinzione tra vittime di “serie A” e di “serie B”. Un concerto doppiamente importante quest’anno, perchè a breve distanza dall’intitolazione del parco di Via Carabelli ad Ostia proprio ad Alberto Giaquinto, giovanissimo caduto che ad Ostia era nato e cresciuto.
“Concerto per Alberto”. Concerto in memoria di tutti i camerati caduti.
Ancora qualche interessante riflessione sulla situazione ungherese, spigolando qua e là tra le pagine de “Il Foglio” di Sabato scorso. Buona lettura.
Kerouac è nazista?
Ogni tanto fa notizia. Cosa? Che la democrazia non sia poi tanto così veramente gradita dal popolo. Quale “popolo”? Sicuramente non quello che ha smarrito ogni senso di identità e di sano spirito comunitario. Ma esistono ancora enclave dove prima della legge civile ed “uguale per tutti”, viene quella - con tutti i suoi limiti, sia chiaro - del capo. Insomma, pare proprio questa la trama che sta dietro la recente espulsione dalla “contrada dell’Oca” di trenta donne che avevano osato scavalcare il capo della contrada stessa, rivolgendosi al tribunale civile per risolvere così una bega all’interno della comunità senese. Ovviamente, avvoltoi e femministe, non tarderanno ad accanirsi ben presto contro la prevaricazione - è il caso di dirlo - “gerarchica”…
di Paolo G.
Camminando per strada in questi giorni non possiamo che notare quel particolare clima gioioso che, come tutti gli anni, precede il Natale. Sempre più spesso però, nell’immaginario moderno, questa festa è vissuta esclusivamente sotto l’aspetto commerciale e materialistico che essa ha assunto nella nostra società, ponendo inevitabilmente in secondo piano – quando non addirittura portandoci a vivere inconsciamente – il suo vero significato.





















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