Azione Tradizionale » Varie

Al fine di partire col piede giusto [2a parte]

17 Novembre 2011 da Redazione

Ecco a voi la seconda parte dello scritto di Rutilio Sermonti, ricordando a tutti la cena a sostegno di Rutilio che si svolgerà il prossimo 22 Novembre a Roma.

6 - LA DISEDUCAZIONE.
E infine, consideriamo la più grave delle notazioni negative della realtà in cui siamo chiamati ad operare: un aspetto a cui il nemico si è dedicato con diuturno impegno: la degradazione degli uomini, e soprattutto dei giovani.

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Al fine di partire col piede giusto

15 Novembre 2011 da Redazione

Pubblichiamo questo interessante scritto di Rutilio Sermonti riprendendolo dal sito di HELIODROMOS e, con l’occasione, ricordiamo a tutti della cena a sostegno di Rutilio che si svolgerà il prossimo 22 Novembre a Roma. A breve pubblicheremo anche la seconda ed ultima parte di questo scritto.

Di Rutilio Sermonti

RAPPORTO A VOLO D’UCCELLO

Ho sempre considerato il più prezioso dei precetti metodologici lasciati a noi dal Duce, che un’azione politica (nel nostro significato della parola) debba partire dalla situazione in atto e procedere verso l’elevazione della nazione in tutti i campi, e non muovere da un ipotetico e auspicato futuro virtuale e muovere a ritroso verso il presente.

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The International

14 Novembre 2011 da Redazione

Proponiamo la visione di questo film sul sistema militar-bancario; ovviamente trattandosi di un film commerciale a distribuzione “Columbia” il suo scopo primario non può certo essere quello di muovere una critica ragionata al suddetto sistema. Inforcando però “gli occhiali a raggi x”, come ormai dovremmo aver imparato a fare, possiamo trarre dalla sua visione alcune utilissime considerazioni.

Pur trattando del “cuore” del sistema occidentale e delle dinamiche che “sono l’ occidente stesso”, il film ne tratta in modo che lo spettatore sia alla fine rincuorato della “normalità e bontà” di un sistema dove il “singolo (?) cattivo”, (qui rappresentato dalla banca IBBC) ovviamente sola mela marcia di un sistema che peraltro si suppone corretto, viene perseguito, scovato e debellato dai servizi di intelligence.

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I più morirono per l’onore e per il cameratismo [Racconto]

13 Novembre 2011 da Redazione

“ Tutti avevano la faccia del Cristo,
nella livida aureola dell’elmetto.
Tutti portavano l’insegna del supplizio
nella croce della baionetta,
e nelle tasche
il pane dell’ultima cena,
e nella gola
il pianto dell’ultimo addio. ”
(Poesia rinvenuta nelle tasche di un soldato caduto sulle Dolomiti

Un racconto di Emilio Del Bel Belluz

La donna prese il bimbo tra le braccia, togliendolo direttamente dal letto, dove quietamente riposava al caldo. Forse perché in quel momento, in cielo, si sentivano i rombi dei bombardieri che si erano alzati dalla loro base per colpire le case.

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Fracasso, silenzio e civiltà

10 Novembre 2011 da Redazione

La sofferenza per i rumori molesti è una misura dell’intelligenza.

La vista è un senso attivo, l’udito è un senso passivo. Perciò i suoni esercitano un’azione fastidiosa e ostile sul nostro spirito e ciò tanto più quanto più lo spirito è attivo e sviluppato: i suoni scompigliano tutti i pensieri e fiaccano momentaneamente l’energia mentale.

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Il capitalismo rende brutti!

8 Novembre 2011 da Redazione

TRADIZIONE: IL SIGNIFICATO Dl UN TERMINE [di Mario Polia]

6 Novembre 2011 da Redazione

Che cos’è la Tradizione? Una domanda che molto spesso ci viene rivolta, e rispetto alla quale non v’è, secondo noi, migliore consiglio che indicare gli scritti di René Guénon e Julius Evola per una reale comprensione di questa. Per meglio contribuire alla definizione e descrizione di essa, pubblichiamo di seguito un interessante approfondimento di Mario Polia che verte proprio sul concetto e significato della “Tradizione”, e che ottimi spunti di riflessione potrà sicuramente fornire al lettore.

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Tintin…”politicamente corretto”? No grazie!

31 Ottobre 2011 da Redazione

Tintin in 3D e, per di più, prodotto da Steven Spielberg. Gli ingredienti ci sono tutti per dire che peggio di così non poteva andare: ma, non lo diremo. Anzitutto perchè non abbiamo, a dir la verità, ancora visto il film, e quindi giudicare sarebbe da ipocriti. Ma, anche e soprattutto perchè quello che ci preme ricordare sin da ora è l’origine ed il carattere autentico del celebre personaggio nato dalla matita di Hergè, più che fare una critica al film in sè.

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Ho combattuto ora sono solo [Racconto]

23 Ottobre 2011 da Redazione

di Emilio Del Bel Belluz

Aveva fatto il pugile tutta la vita, dopo aver lasciato il ring si era messo a fare mille mestieri. I soldi che aveva guadagnato sul quadrato erano finiti ma lui non si sentiva triste per questo. Gaetano ora capiva che c’era la crisi, la maledetta crisi del 1929. Poco importava alla gente sapere che lui da dilettante era riuscito a vincere per ben due volte il guanto d’oro. Due volte i colori dell’Italia e del Re erano saliti al cielo, sotto gli applausi di quelli che avevano visto i suoi incontri. Gaetano era stato un buon peso massimo da dilettante e di soddisfazioni ne aveva avute tante. Quando conquistò il suo primo riconoscimento ufficiale, il guanto d’oro, si trovava in America.

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L’animo ribelle

18 Ottobre 2011 da Redazione

Alcune righe di riflessione di un nostro militante, nude e crude, di getto, senza finti moralismi.
Stessa età di quelli che hanno devastato San Giovanni a Roma, ma una diversa visione del mondo. Quella tradizionale.

Difficile negare che, nemmeno per un istante, presi dall’emotività e dalle immagini in diretta delle televisioni, mi sia balenato in testa che sarebbe bello che quella fosse la rivoluzione. Tralasciando gli attori dei disordini per le strade di Roma, per un solo attimo tutto ciò mi è passato per la testa.

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Adotta anche tu un bambino cattivo [iniziativa]

14 Ottobre 2011 da Redazione

Scritto da comunitapopoli.org   

“A Gaza ti costa poco, tanto mica vivono a lungo

La Comunità Solidarista POPOLI ha iniziato la collaborazione con l’Associazione Orfani Palestinesi nel quadro di un progetto di adozioni a distanza che, per quanto riguarda l’intervento diretto di “Popoli”, ha preso il via nel mese di ottobre 2011. Abbiamo adottato 5 orfani e invitiamo quelli tra i nostri sostenitori che volessero dare un aiuto concreto alla causa del Popolo Palestinese a contattare direttamente la A.O.P. per avere le indicazioni necessarie all’adozione. Potete scrivere una mail all’indirizzo: aop.onlus@gmail.com Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. chiedendo il modulo di adesione al progetto, citando se volete la Comunità Solidarista Popoli come referente. Si può adottare un bambino con una quota mensile a partire da 50 euro. L’Associazione Orfani Palestinesi si trova a MIlano, in via Bolama 2, angolo viale Monza 309.”

Fonte: noreporter.org

UNA MADRE NELLA TEMPESTA DEL DOLORE [Racconto]

2 Ottobre 2011 da Redazione

di Emilio Del Bel Belluz

Nessuno potrà mai cancellare dal cuore di una madre il dolore che ha provato in quella mattina di fine aprile del 1945 quando le ammazzarono il figlio . La guerra era finita ma la vendetta non andava di pari passo. Una serie di domande mi sono posto, in questo ottobre così diverso. L’autunno della storia, così mi piacerebbe definirlo, un momento difficile.

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Viaggio attorno al ring di Tuscolano Maderno [Racconto]

25 Settembre 2011 da Redazione

Un racconto di Emilio Del Bel Belluz

Vi sono dei giorni nella vita in cui si sente la voglia di lasciarci tutto alle spalle e andarsene per un momento, fuori dai luoghi comuni della nostra esistenza. Fare qualcosa che rinnovi lo spirito serve sempre di più a poggiare le basi dell’esistenza. Si possono rinnovare i nostri ricordi, rinnovare quello che ci tiene vivi. In questo mese d’agosto che sta per finire, mi sono diretto verso una località che amo da tempo: Tuscolano Maderno, un paese che si trova vicino a Salò. Sono dunque partito da Motta di Livenza, dove un sole che picchiava a martellate sulla testa delle persone era diventato qualcosa impossibile da sopportare.

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Ci si può avvicinare al mondo della kick boxing per diversi motivi….

31 Agosto 2011 da Redazione

…semplicemente per praticare un’attività fisica sana, a livello agonistico e non; per imparare un metodo di autodifesa; per riscoprire se stessi e mettersi in gioco; per iniziare un viaggio interiore; o per tutti questi motivi messi insieme.
Ognuno si avvicina in un momento specifico della propria vita a questa via, alla ricerca di un qualcosa che progredendo nello studio e nella pratica può mutare e che può lasciar sorpresi noi stessi.
 
Tutto quello che impariamo in palestra lo portiamo anche fuori, nella vita sociale di ogni giorno, ed è così che ci ritroviamo più sicuri di noi stessi, con una capacità di concentrazione superiore e con un elevato senso del rispetto verso il prossimo (elemento che sta alla base di ogni lezione).
 
  “si tratta di un’attività che non ha età”
 
- Per i bambini, fin da piccoli per imparare la coordinazione psico-fisica, per acquisire dei valori di rispetto verso il prossimo, per ricordare e consolidare la sicurezza nel contatto fisico tra le persone, in una società che tendenzialmente va verso l’allontanamento e la virtualizzazione dei rapporti umani.
 
- Per ragazzi ed adolescenti, per dare una giusta e stimolante alternativa al far niente, per accendere un forte e sano spirito competitivo, per imparare a focalizzare un obiettivo e portarlo avanti, per sfogare in maniera positiva le proprie energie
 
- Per adulti, per praticare un’attività sana e che al contempo insegna qualcosa di efficace, per acquisire consapevolezza di se stessi, per apprendere che possiamo superare i nostri limiti mentali, e perché no, per inserirsi in un gruppo di persone, magari un po’fuori dalle righe, ma con sani e solidi principi.
 
- Per chi di anni ne ha già macinati, per scoprire che non è mai tardi iniziare con un’attività nuova, per imparare che la forza non è solo quella fisica ma c’è ne è, se impariamo a svilupparla ed utilizzarla, dentro di noi sotto forma di energia, ed infine per praticare un’attività che ci tiene mentalmente attivi.
 
Sicuramente, come in ogni ambito della vita, non tutto il mondo delle arti marziali è fatto da esperienze positive, ma ogni esperienza ci aiuta a crescere ed a trovare la nostra via.
A me piace l’idea che semplicemente intraprendendo la via delle arti marziali ci iniziamo a munire di un metodo tradizionale per affrontare meglio e con più spessore il mondo moderno.

pubblicata da ProFighting Catanzaro

Testamento spirituale di Rutilio Sermonti

30 Agosto 2011 da Redazione

Questo testo è la fedele trascrizione del discorso rivolto da Rutlio Sermonti a Colli del Tronto il 18 agosto scorso ai camerati venuti da tutta Italia per festeggiare il suo 90° compleanno.

Camerati,
mi è difficile esprimere appieno la gioia che voi mi avete dato con la vostra iniziativa e con la vostra accoglienza . Non tanto solo per il novantesimo compleanno. In fondo io ho fatto un giorno. Domani è un giorno dopo ieri, non è un anno dopo. E’ solo una convenzione. Ma per il fatto che per farmi sentire, vedere, respirare il vostro affetto siete venuti da lontano, lui addirittura dall’estero (addita Alberto Mariantoni), e tutto per un povero vecchio combattente, qui, che non ha fatto che il suo dovere è una cosa che veramente mi commuove. Però la mia gioia è soprattutto perché la vostra iniziativa mi permettere di esprimere occhi negli occhi alcuni concetti che penso che siano essenziali tanto che li potrei definire il mio testamento spirituale. Mah! Testamento? Vedo qualcuno che accenna una protesta. Uno deve forse aspettare di essere rimbambito, per fare testamento, e spirituale per giunta ? che testamento sarebbe ? Di quale valore ? Spero proprio di fare a tempo a farlo in pieno possesso di tutte le mie facoltà.
Si tratta di un discorso molto semplice, che io non ho fatto che ripetere continuamente, eppure, sembra incredibile,nonostante la grande attenzione di cui tutti voi, delle più belle formazioni mi avete sempre onorato, nessuno l’ha preso sul serio. C’è una differenza significativa tra quelli che a me sono più vicini e il sottoscritto E questa differenza l’ha espressa in modo molto felice Nicola Cospito che nel fare una prefazione ad un mio libro scrisse: “Rutilio Sermonti è uno che nel 1940, diciannovenne, mise un fiore nel moschetto e partì per la guerra contro le grandi plutodemocrazie, non è ancora tornato.”. Fu una definizione che piacque molto, perché io quella guerra mica l’ho finita. Io non ho chiesto la pace, non ho firmato armistizi. La guerra continua e la Repubblica Sociale Italiana mica è stata sciolta e per me l’unica Repubblica che legittimamente esiste è quella. Questa qui non mi interessa. La repubblica dell’Alto Volta mi interressa di più di quella italiana di Napolitano & C.

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“Il Sole 24 Ore”, Guénon e la beata ignoranza

29 Agosto 2011 da Redazione

Il 24 Luglio l’inserto domenicale de “Il Sole 24 Ore” dedicava a René Guénon un ampio articolo dall’inequivocabile titolo “Guénon confusione infinita“. Inutile rimarcare quanto evidente sin dal titolo: Umberto Bottazini, docente di matematica, e autore della recensione, attacca a muso duro Guénon che affronterebbe, a suo dire, in modo “fumoso” e “incompetente” la questione del calcolo infinitesimale. Bottazzini, dal canto suo, non può evidentemente fare a meno di scadere in toni canzonatori nei confronti di Guénon, il cui pensiero viene qui sostanzialmente deriso: ma, non realmente confutato. Il peccato di Guénon è evidentemente quello di non essere un autore di riferimento della comunità scientifica dei matematici: per questo, gli è precluso il fatto di poter parlare di matematica. Inutile dire che i presupposti da cui parte Bottazzini, sono esclusivamente di ordine “scientifico”: cioè basati su di un’idea della conoscenza squisitamente materialistica e razionalistica. Qualche giorno fa è uscita la prima risposta alla recensione-scherno di Bottazzini . La firma è quella di Enzo Iurato, che i nostri lettori già conosceranno quale animatore della rivista Heliodromos e delle edizioni “Il Cinabro” di Catania, e di cui di seguito ripubblichiamo la risposta. Nei limiti dello spazio imposto alle repliche dei lettori che “Il Sole 24 Ore” consente, Iurato offre le coordinate per smontare le critiche di Bottazini che, del resto, nella contro-risposta dimostra ancora una volta di non riuscire proprio a scendere sul piano del confronto serio e concreto, pensando bene di cavarsela dietro a toni ancora canzonatori che eludono il necessario approfondimento. Cosa che, del resto, non gli è consentita non solo dal fatto che non riesce a comprendere i termini della risposta di Iurato, ma da un’ignoranza assoluta circa il pensiero di Guénon, di cui però si esalta. Eppure, pensa bene di avere la necessaria autorità - accademica, s’intende! - per poterne deridere il pensiero… Beata ignoranza!

Il vostro collaboratore Umberto Bottazzini, sulla Domenica del 24 luglio scorso, recensendo il libro di René Guénon I principi del calcolo infinitesimale edito da Adelphi, dà prova di una totale incomprensione del pensiero e della figura del grande metafisico francese, abbandonandosi a un tono polemico e canzonatorio, dietro il quale tono s’intuisce e traspare un pregiudizio, probabilmente dovuto a quanto altrove scritto da Guénon riguardo alla “superstizione della scienza”. L’autore è infastidito dalle maiuscole guénoniane, quando il mondo moderno, puntualmente criticato dal francese, si è abbandonato da sempre a una vera e propria orgia delle maiuscole: «Scienza», «Progresso», «Civiltà», «Diritto», «Giustizia», «Libertà». Con la relativa perdita dei reali significati di questi termini, nel momento stesso in cui li si enfatizzava, e le conseguenti devastazioni planetarie nelle vite e nelle coscienze di un’umanità privata della pur minima idea di sacro. Verrebbe da dire: ognuno ha le maiuscole che si merita!
Questo fastidio verso tutto ciò che ha a che fare con la metafisica (nel senso autentico del termine e non certo quella ridicola parodia che ne hanno fatto i filosofi moderni) e le dimensioni superiori dell’essere – di cui le religioni hanno da sempre fornito rappresentazioni, necessariamente simboliche ma precise e concordanti fra loro –, che nasce da un sentimentalismo travestito da razionalismo, è dimostrato dall’odio verso tutto ciò che oltrepassa la propria comprensione. È ovviamente legittimo avere il proprio orizzonte limitato all’esistenza esclusivamente materiale, ma è incomprensibile che questa “menomazione” debba esser posta come un dogma e come il limite assoluto delle possibilità umane, oltre il quale non è concesso a nessuno di andare.
Se la nostra società secolarizzata è ridotta nelle condizioni disastrose attuali, che solo i ciechi ed i fanatici fautori del progresso a tutti i costi non riescono a vedere, col Titanic senza più timoniere che corre verso il naufragio finale, coi suoi ospiti di prima seconda e terza classe, è comunque più dolce il naufragar nell’infinito divino, anziché nell’indefinito tecnologico e meccanicistico!

Cordiali saluti.
                          Enzo Iurato

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